INIZI A TREVISO. “L’ho quasi tenuto a battesimo come allenatore in seconda. Era la stagione 2002/2003 e lavoravo per il Treviso, in C1. Giampaolo aveva vissuto esperienze con Perugia e Giulianova. Lo volli come vice dell’italo-argentino Ammazzalorso. Vincemmo il campionato e andammo in B. Fu confermato nel 2003/2004 quando ingaggiammo Buffoni come primo. Ci piazzammo 15°. Marco era un grande lavoratore giĆ allora e amava approfondire”
CICLO SAMP. “Lui era reduce dall’ottimo torneo all’Empoli, mentre io ero il ds della Sampdoria, con Ferrero presidente. Iniziò una collaborazione proficua che durò tre stagioni ricche di soddisfazioni. Nelle prime due arrivammo 10°, mentre fummo 9° nella terza. La squadra esprimeva un bel calcio. A Marco arrivò la chiamata da parte del Milan, una chance importante per chiunque. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto anche sul piano umano perchĆ© ĆØ una persona di spessore”.Ā
CARATTERISTICHE. “Definirei Giampaolo un artigiano del campo di calcio. Studia, matura le sue idee e prova ad applicare dando una organizzazione alle formazioni che guida. Gli piacciono le squadre che tengono la palla, ma le sue scelte dipendono anche dai calciatori che ha. Sono loro a mettere in atto le strategie. Alla Sampdoria prediligeva il 4-3-1-2. Nella sua carriera, che io ricordi, ha sempre puntato sulla difesa a quattro. Sono curioso di vedere cosa proporrĆ , fermo restando che il calcio non ĆØ una scienza esatta ed i risultati dipendono da molti fattori”.
LECCE E GOTTI. “Il Lecce ĆØ in un gruppone di nove-dieci squadre. Il compito ĆØ restare nel gruppo e poi giocarsi al meglio le carte in primavera quando si decideranno i giochi. Luca non ĆØ stato fortunato. Penso alla partita col Torino, nel quale i giallorossi non si sono imposti giocando benissimo, oppure con il Parma, pareggiata da 2-0 a 2-2 dal 93′ al 95′. Il Lecce ha dei valori”
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