Rapidità sulle fasce, Camarda “cattivo”, l’importanza delle mezzali: le indicazioni di Lecce-Natz

Per i giallorossi contenuti di punteggio che lasciano ovviamente il tempo che trovano, ma comunque appunti utili per il lavoro di mister Di Francesco

Il Lecce mette in archivio la prima uscita stagionale, come da tradizione poco più di una sgambata contro un undici dilettantistico locale. In attesa di sfide più probanti, i giallorossi hanno esordito con un successo per 11-0 contro il Natz, club di Promozione altoatesina nonché padrone di casa nel centro sportivo che ospita i salentini. Test match sempre utili a dare qualche indicazione per l’importante lavoro di questo periodo.

Alle fondamenta ci sono ovviamente dei dettami tattici da iniziare ad assorbire, e nel tardo pomeriggio di ieri si è visto messo in campo il primo 4-3-3 targato Di Francesco, il modulo che con alta probabilità accompagnerà il Lecce nella prossima stagione agonistica. Pallone giocato velocemente nel mezzo, sia linea mediana sia linea difensiva, per poter quanto prima sprigionare le bocche di fuoco sulle corsie. Si sono visti così i terzini molto sollecitati e le ali nel vivo del gioco, con la ricerca della rapidità della giocata per poter sfruttare quanto più possibile l’uno contro uno e mettere la punta nelle condizioni di concludere con spazio a disposizione.

Al di là dell’avversario, non sempre arrivare in area in parità numerica o quasi sarà possibile a causa della leggibilità che alla lunga può avere questo tipo di gioco. Ed è qui che entra in gioco l’importanza delle mezzali. Il ritorno, dopo un anno e mezzo, al centrocampo a tre puro riporta in primo piano il ruolo di raccordo tra le due fasi che le due mezzali avranno. Le stesse si alterneranno tra un elemento con maggiore licenza d’inventare (ieri Berisha nel primo tempo ed Helgason nel secondo) ed uno con maggiore propensione alla difesa (Coulibaly e Kaba), ma in ogni caso per tutti sarà necessario macinare chilometri e creare scompiglio con inserimenti che riempiano l’area avversaria. Cosa che in questo periodo di gambe pesanti non sarà certamente semplice vedere.

A livello di singoli, Kouassi ha reso subito evidente di avere un’attitudine diverse rispetto a Veiga: l’ivoriano, apparso ancora un po’ timido ma assolutamente a suo agio dalla cintola in giù, sarà il più di contenimento tra i due terzini in rosa. Si è messo bene in mostra, al di là dello stacco perentorio valso la gioia personale, un Tiago Gabriel che sta studiando da terzo centrale e crescendo in personalità. A proposito di quest’aspetto, Berisha ed Helgason vogliono confermarsi leader tecnici in mediana e lo si è notato dalla propensione alla giocata anche perché, in attesa di rinforzi, si può dire che toccherà a loro. Tra le ali quella apparsa più pimpante è senza dubbio N’Dri, consapevole di dover sudare per guadagnarsi una maglia da titolare nel corso della stagione.

A prendersi la copertina ancor più di un positivo ivoriano è stato però Francesco Camarda. Titolare al centro dell’attacco, il 2008 ha dimostrato buona intesa con i nuovi compagni e la giusta cattiveria in zona gol, oltre che la generosità nel tornare a recuperare più di un pallone che sarà fondamentale anche quest’anno per gli attaccanti del Lecce. Una tripletta di qualità, un gol in più di un Nikola Krstovic che, entrato dopo l’intervallo, ha messo in campo il giusto atteggiamento, dimostrando di voler lavorare senza farsi distrare da un mercato estivo che potrebbe portarlo lontano dal Salento.

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Ilnazario
Ilnazario
7 mesi fa

Mamma mia quanti moduli. Ma hanno giocato con una squadra amatoriale!

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