“Sono partito dalla promozione per giocare queste partite e ce l’ho fatta. Tutti pensavano fosse impossibile”. Per descrivere l’essenza del Baschirotto calciatore che ha onorato la maglia del Lecce e personaggio, in due dimensioni che non si sono mai scisse ma mescolate nel corso di questi tre anni felici, basta la manciata di secondi del video registrato negli spogliatoi dello stadio Giuseppe Meazza in San Siro prima di un Inter-Lecce. Baschirotto ha salutato il Lecce dopo tre salvezze, l’ultima leggendaria a Roma nel punto più alto dell’ultracentenaria storia del calcio all’ombra del Barocco. Il personaggio costruito nel corso degli anni non ha assolutamente fatto passare in secondo piano un rendimento da garanzia per integrità fisica, preservata grazie a una cultura maniacale del proprio corpo, sacrificio e abnegazione nei momenti difficili e, anche, vizio del gol. La nuova identità del Lecce degli anni Venti, squadra con un progetto chiaro anche e soprattutto al di là del risultato sportivo, è stata anche nelle braccia scolpite di Federico Baschirotto da Nogara, acquistato da Pantaleo Corvino dopo un anno positivo con la maglia dell’Ascoli all’esordio in B
Un’altra partita contro l’Inter è il primo capitolo di una storia da tramandare. Lecce-Inter del 15 agosto 2022 è il ritorno dei giallorossi targati Sticchi Damiani in Serie A. Le vicissitudini del calciomercato sono difficili per Pantaleo Corvino, anch’esso tornato in A col Lecce, e la squadra allenata da Marco Baroni arriva all’esordio in emergenza difensiva. Da qui, l’allenatore sposta Baschirotto, acquistato per contendere il posto a Gendrey sulla destra, nella coppia centrale. Esordio contro Lukaku e Lautaro Martinez, mica roba da poco. Lukaku segna subito il vantaggio interista, ma la partita non sarà una pioggia di gol. Il Lecce lotta in difesa, Baschirotto randella da marcatore d’altri tempi, si prende il cartellino giallo a metà primo tempo, e solo il gol nel finale di Dumfries toglie la gioia del punto sognata con il pari di Ceesay. Baschi ha spesso parlato delle sensazioni di quel giorno, un coronamento di una carriera fatta di porte in faccia ricevute ai tempi delle giovanili e di una ripartenza dai bassifondi per arrivare anno dopo anno fino al triplo salto C (Viterbese)-B-A, quadruplo considerando il precedente anno in D alla Vigor Carpaneto.
Nel 2022/2023, il Lecce e la Serie A conoscono Baschirotto, difensore dal piede non educato ma dall’enorme efficacia per i dettami richiesti da Baroni, che lo sposta da terzino a centrale. Le maglie faticano a contenere pettorali e braccia e i miglioramenti in campo arrivano al fianco di elementi dal piede educato come Marin Pongracic e ex campioni del mondo come Samuel Umtiti (con la coppa più prestigiosa in mano mentre Baschirotto decideva di firmare con la Vigor Carpaneto). Nei successi del Lecce di Baroni c’è tanto di Baschirotto. Il primo successo tra le mura amiche del campionato (2-1 all’Atalanta) è nato proprio da un colpo di testa vincente con corsa rabbiosa a tagliare il campo fino all’esultanza sotto la Curva Nord. Il secondo gol poi, segnato al Milan. Il tris, tutto in poco meno di due mesi, nella vittoria esterna contro la Cremonese, squadra dove oggi milita.
È il momento di massimo “hype” per Baschirotto, che diventa da antidivo a icona social dell’abnegazione senza grandi quantità di talento grazie alla cura del suo corpo in palestra e, soprattutto, alla forte motivazione che lo ha portato a cercare sempre di percorrere uno scalino in più. La salvezza festeggiata a Monza dopo il rigore di Colombo è la prima grande gioia della carriera. Partito Hjulmand, Baschirotto è promosso vice capitano dietro a Blin. L’impiego non costante del francese, soprattutto nelle prime fasi, lo ha portato a vestire la fascia. Il secondo anno è stato l’anno della costanza in fase difensiva con Pongracic, con cui ha costruito una coppia inossidabile che ha lasciato le briciole agli altri. La festa davanti la tv partita dopo la sconfitta del Cagliari col Milan è valsa la conferma: Baschirotto, l’acchiappasogni, è un difensore da Serie A.
Dalla prima partita del campionato 2023/2024 agli ultimi scampoli del tripudio dell’Olimpico il 25 maggio 2025, Baschirotto ha saltato solo un match (Lecce-Genoa 1-0) a seguito di un’espulsione. E, quando in campo, è stato inossidabile, sempre in campo senza mai essere cambiato. La terza stagione in maglia Lecce è stata quella più difficile. Senza un compagno d’alta esperienza, Baschirotto ha dovuto attendere l’ambientamento di Gaspar e, dopo il ko con l’angolano, fatto il possibile insieme a Gaby Jean. Il sub ingresso di Giampaolo lo ha costretto a giocare molto di più il pallone rispetto al passato. Nell’ultimo terzo di campionato, quando il Lecce è rimasto attaccato al treno salvezza anche grazie ai passi falsi delle concorrenti, Baschirotto è tornato al gol, infilando in successione la rete per svegliare il Via del Mare dal torpore e dalla negatività nello scontro diretto pareggiato 1-1 con il Venezia e il punto delle piccole speranze all’Allianz Stadium con la Juventus.
Il finale è noto a tutti. Il Lecce di Giampaolo ha scritto la storia imponendosi in casa della Lazio e Baschirotto, assieme a Falcone, Gallo e Banda, ha centrato il tris di salvezze consecutive portando la squadra giallorossa al quarto campionato di fila nell’università del grande calcio. Il contratto in scadenza al 2026 induceva a un ciclo prossimo alla fine già prima dell’apoteosi. I primi sentori, il cambio tecnico con Di Francesco e, soprattutto, un contratto di 3 anni (firmato all’età anagrafica di 28) più sostanzioso economicamente e vicino a casa, hanno posto la parola fine a una storia bellissima, con un epilogo tanto realista ma nell’ordine delle cose. Baschirotto, l’acchiappasogni partito dalla Promozione per battagliare contro Osimhen, Giroud, Lukaku, Lautaro, Thuram, Vlahovic e tutte le grandi punte del calcio italiano è un esempio da seguire per tutti coloro che vogliono credere ancora nei propri sogni.


















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Questa cessione non l’ho capita…ero sicuro sarebbe rimasto ancora per tanto.
Tuttu stu romanticismo manco se era platini…se lo hanno venduto meglio anche se come dicono in molti la maglia se l’è sudata vi ricordo che per giocare veniva pagato….c’è chi suda 7camice per portare la pagnotta a casa…quindi meglio nu scarparu in meno.ha fatto il suo il primo anno poi sinceramente non è che sia stato un mostro della difesa….
Manco se era…la lingua italiana 😱😱😱
Che Baschirotto avrebbe lasciato Lecce si sapeva, che con la compagna auspicava nella A della cremonese era noto, e in città questa voce girava da tempo. In fondo agli amici più fidati l’aveva ammesso candidamente proprio lui, e vatti a fidare poi di questi amici che se la ‘cantano’. Tant’è vero che molti si chiedevano il perché non fosse ancora uscita la voce sula cremonese. Evidentemente hanno concordato a lungo l’ingaggio, e finalmente Baschirotto viene pagato da giocatore di A. Ergo, se lo tieni titolare alle condizioni di un profilo di B, stai solo aspettando che il procuratore te lo porti via con una plusvalenza. Di conseguenza Baschirotto voleva andare almeno quanto ssd e i soci volevano incassare l’ennesima scommessa vinta. Chiaramente non mi aspetto dalla stampa locale obiettività nemmeno su situazioni tanto limpide e oggettive come queste, tanto sono abituati a farsi dettare l’agenda dalla comunicazione dell’us Lecce. Infine chi parla di ambiente ‘ostile” verso Baschirotto si sciacqui la bocca, perché proprio la piazza e il territorio sono stati fondamentali nei successi del Lecce. Insieme a quella buona dose di fortuna che spesso risulta determinante.. e così Baschirotto come SSD diventano gli acchiappasogni. Eh già.. perché se il primo grazie alla moria di difensori centrali ha evitato di passare come i terzini romagnoli frabotta o cassandro della situazione, anche per SSD e soci grazie alle dea bendata, complice pure una A mediocre e soprattutto ad un pubblico che spinge come pochi, hanno regalato tante plusvalenze (e dividendi ai soci) e la 4a stagione in A. A proposito, quando lo fate un articolo sui dividendi dei soci invece di fare le pulci a tutti tranne che a chi col Lecce ci guadagna da anni? Grazie
Capisco i disappunti e la critica, però si rischia di cadere nella dietrologia se sul peso della bilancia si portano i soldi incassati e non i risultati ottenuti. Siamo per il quarto anno in serie A? si; la società sta portando avanti progetti per migliorare il territorio ? Si; ci stanno guadagnando? Spero per loro di sì, se non ci guadagnassero perché lo dovrebbero fare, finché il trend è positivo queste critiche sono molto sterili.
Ora basta su! La storia si scrive non si legge nel calcio! Guardare al passato non è sinonimo di costruzione ma di romanticismo e stasi!
Baschirotto ora è un avversario, non è andato all’Inter ma volontariamente alla Cremonese una diretta concorrente alla salvezza!
Finiamola con questo fumo e pensiamo di costruire qualcosa che alzi l’asticella!
Non mi sembra che l’Inter abbia chiesto Baschirotto. È andato in una squadra che gli ha offerto un ingaggio triennale più alto. Poteva essere anche il Torino. Ha dato tutto in campo da grande professionista sopperendo anche alle sue lacune tecniche. Magari fossero tutti come lui….
Parole sante…Andrea.
☹️
Dopo un minuto che non è più giocatore del lecce non me ne frega più un caxxo .. che giochi bene o male a Cremona non mi importa .
D’accordissimo…ora basta con questo soggetto…che appena arrivato in ritiro della Cremonese si presenta con un “”Daje Cremo”” 2 ore prima era ancora di proprietà del Lecce…ora basta…noi siamo il Lecce…degli altri non ci importa…NULLA
E allora se vuoi tenerlo gli dai uno stipendio adeguato a una squadra che partecipa al 4° campionato di serie A consecutivo!
Ancora che si pretende di tenere i giocatori dandogli 4 spicci (paragonandoli al mondo del calcio ovviamente…)
È normale che nessuno vuole rimanere più di qualche anno a Lecce e ambiscono a guadagni migliori!