Il Lecce di Eusebio Di Francesco incassa meritatamente la sconfitta in casa contro il Cagliari e resta a 1 punto in classifica in quattro giornate. Dopo i ko con Milan e Atalanta, i giallorossi hanno ceduto il passo a una formazione che compete per lo stesso obiettivo in campionato, la salvezza. L’anno scorso, i salentini hanno mantenuto l’imbattibilità tra le mura amiche, riducendo al minimo le sconfitte nei confronti contro le dirette avversarie. L’ultima sconfitta risale proprio al 4-1 subito in Sardegna lo scorso anno.
Le preoccupazioni per la poca qualità a disposizione attanagliano già Di Francesco e i supporter giallorossi, che a fine partita hanno prima dato la carica al gruppo capitanato da Falcone e poi invitato tutti a tirare fuori gli attributi. Lo sfogo, oltre che per un match con un risultato (1-2) che forse non descrive il dominio territoriale e offensivo del Cagliari, è figlio di una poca consistenza caratteriale al momento di cercare il tutto per tutto per, quantomeno, evitare la sconfitta e raggranellare un punto e magari lavorare meglio.
L’ultimo scontro diretto perso dal Lecce in casa risale al 10 marzo 2024. Nella partita persa contro l’Hellas Verona di Baroni, Roberto D’Aversa fu esonerato dopo la sconfitta a cui purtroppo seguì la testata ad Henry. Al suo posto, toccò a Gotti. Allora, ci fu pochissima creazione offensive, pochissime idee con tanti sparati verso Krstovic, ma il guizzo di Ngonge giunse in una delle pochissime sortite concesse. Lecce-Cagliari 1-2 è stata altra storia. L’undici di Pisacane ha tagliato facilmente lo schieramento di casa nel primo tempo e l’asse sinistro Gallo-Sala-Sottil (cambiato a partita in corso con Ndaba-Kaba-Morente per centrare almeno l’equilibrio) ha faticato tantissimo.
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