Colori, bandiere, storia, intrecci sociali e culturali: il gioco del calcio va oltre, e di gran lunga, rispetto al semplice confronto tra ventidue atleti su un campo di gioco. Anche e soprattutto in Italia, dove la passione delle tifoserie affonda radici lontane e trova negli stemmi dei vari club veri e propri simboli da difendere. E noi andremmo a conoscerne dettagli e sviluppi squadra per squadra: stavolta tocca al Bologna prossimo avversario del Lecce.
Il club felsineo, fondato nel 1909, è tra quelli che in Italia hanno visto mutare meno il proprio segno distintivo nel corso della propria storia. Già i pionieri del sodalizio adottarono uno scudo che richiamasse i colori designati, quello rosso e quel blu già presenti sul gonfalone cittadino. E proprio a quest’ultimo si è rifatto grossomodo fedelmente, già dagli anni quaranta, il primo scudo ufficiale del Bologna Football Club.
Questo era, ed è rimasto nel corso degli ottant’anni successivi, un ovoidale diviso in tre sezioni. Nella parte superiore la scritta color oro con l’acronimo BFC, in quella inferiore sulla destra la croce rossa su sfondo bianco ripresa dallo stemma comunale e sulla sinistra i pali rossoblù tipici della divisa ufficiale. Il tutto contornato da un color oro divenuto giallo, e con l’aggiunta del 1909 sotto il BFC, ad inizio Novanta.
Un leggero restyling che ha portato alla versione attuale si è registrato quindi nel 2018, quando il giallo è scomparso dallo stemma bolognese. Questo è stato sostituito da un grigio chiarissimo, il rosso ed il blu (come sulla divisa) sono diventati meno accesi e la croce rossa è ora contornata dal colore blu.








