LO STOP. “Passare dal calcio giocato a livello professionistico a non poter giocare nemmeno con gli amici ĆØ complicato, molto complicato. Non avevo mai avuto problemi di salute legati al cuore. I medici del club videro che la morfologia del mio cuore era diversa. Iniziarono a farmi degli accertamenti e giunsero alla conclusione che avevo una patologia cardiaca. Il club mi mandò a Padova per escludere una possibile cardiomiopatia, dato che lƬ sono molto bravi a curare le patologie cardiache. Una volta che mi dissero che dovevo continuare gli accertamenti, mi diedero la possibilitĆ di rimanere a Padova o di andare a Barcellona. Decisi di andare a Barcellona per visitare il dottor Josep Brugada, uno dei migliori cardiologi del Paese”.
SUPPORTO. “L’aiuto della famiglia, della mia compagna e degli amici ĆØ stato fondamentale per non avere la situazione cosƬ grave come ci si potrebbe aspettare. Ć vero che ĆØ stato molto duro, ma ho sempre cercato di vedere gli aspetti positivi. La mia famiglia mi ha detto di smettere di pensare al calcio. Mi hanno fatto capire che la cosa più importante ĆØ la salute e che sono con loro. Che senso ha continuare a giocare a calcio per un anno se non ci sei più?”.
MESI DI ATTESA. “All’inizio cerchi sempre di pensare al meglio, che non succederĆ nulla e che potrai continuare ad andare avanti, ma come essere umano ti metti anche nella situazione peggiore. Ogni volta che vedi che il tempo passa e che non giochi più, senti che c’ĆØ la possibilitĆ che non potrai più continuare a giocare, e a poco a poco inizi a farti un’idea di cosa potrebbe succedere”.
DIAGNOSI.Ā “Ho un problema genetico per cui una delle proteine āādel mio cuore, che ha la funzione di tenere unite le cellule dell’organo, quando viene sottoposta a uno sforzo eccessivo si rompe e lascia una cicatrice. Questa cicatrice fa sƬ che a un certo punto l’elettricitĆ che fa pompare il cuore la attraversi, provocando un salto di battito. Più cicatrici ho o più sono grandi, maggiore ĆØ il rischio di avere un problema. Non posso indossare un defibrillatore e continuare a giocare a calcio come se nulla fosse successo, perchĆ© il cuore continuerĆ a cicatrizzarsi e arriverĆ un momento in cui smetterĆ di funzionare”.
PASSIONE.Ā “Spero che con i controlli di cui avrò bisogno mi diranno che ogni tanto posso giocare a calcio, sporadicamente. Poter toccare la palla su un campo, non solo fare qualche tocco. Comunque sembra contraddittorio, ma mi piace guardare il calcio ed ĆØ un modo per placare la voglia che ho di giocare”.
IN TV.Ā “Guardo spesso il Barcellona. Uno dei miei sogni era giocare in prima squadra. Ma guardo anche le partite del Lecce, anche se all’inizio, con tutto quello che era successo, non avevo molta voglia di guardarle. Mi piace anche guardare le partite dei miei ex compagni, di cui sono orgoglioso perchĆ© hanno una lunga carriera e almeno lo fanno per me”.
OBIETTIVI. “Per ora, all’inizio di questa nuova vita, cercherò di trovare una soluzione che mi leghi al calcio. Sto valutando come e quando, ma non lo so. Sembra che se non sei un calciatore non sei niente, ma ci sono cosƬ tante opzioni nel mondo del calcio che devo valutare come e quali opzioni ho a disposizione. Spero di iniziare a lavorare il prima possibile”.
CARRIERA. “Sono contento della mia carriera. Lasciare il Barcellona ĆØ stato difficile, ma quando non mi hanno rinnovato il contratto ho cercato opportunitĆ all’estero. Sono arrivato all’Under 19 del Lecce e ho trascorso un anno giocando nelle squadre minori, finchĆ© al secondo anno mi hanno chiamato per fare il precampionato con la prima squadra in Serie A. Ho giocato la mia prima partita di campionato, mi sono comportato bene e mi sono ambientato rapidamente. Gli anni che ho trascorso lƬ sono andati molto bene”.
LECCE. “Sia calcisticamente che nella vita, il trattamento che ho ricevuto a Lecce ĆØ stato incredibile. Inoltre, paragono la cittĆ a Sant Cugat del VallĆØs, molto tranquilla, con circa 100.000 abitanti. Certo, il sogno era continuare a giocare a calcio. Il sogno di ogni giorno era alzarmi, andare ad allenarmi e guadagnare soldi giocando a calcio. Avrei voluto avere una carriera lunga 30 anni”.
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Grande combattente lecce non dimentica
Lecce ĆØ casa tua, torna quando vuoi
La salute prima di tutto. Peccato era un grande giocatore.šššš
Sei un Grande šÆšÆšÆ ora pensa solo alla tua salute il ormai il calcio e un sogno giĆ passato.IL Popolo Giallorosso non dimentica šā¤ļøšā¤ļøšā¤ļø