Il Lecce conferma la difficoltà contro le big (nessuna vittoria contro le capoliste negli ultimi 5 anni, 3 pari e 9 ko) e si arrende all’Inter che, complice la sconfitta del Milan a Parma, vola a +10. I neroazzurri hanno conquistato il bottino pieno sbloccando la partita al 75’ con Mkhitaryan e raddoppiando poco dopo con Akanji. Entrambe le reti sono frutto del preciso sinistro di Dimarco, migliore in campo. L’equilibrio dei giallorossi ha caratterizzato la gara insieme alla presenza di Wladimiro Falcone, capitano e uomo in più della stagione.
Percorso
Il 30enne, al quarto anno nel Salento, ha colto la 140°presenza su 286 da professionista, tra cui gli esordi in A alla Sampdoria, squadra che ha detenuto per una vita i diritti sul suo cartellino prima di trasferirsi a tempo pieno a Lecce, dove non ha saltato neanche una partita di campionato e messo le mani su tre salvezze di fila a partire dal penalty parato a Gytkjaer nella storica salvezza 2022/2023 festeggiata a Monza. Wladimuro, 31 anni ad aprile, è arrivato “tardi” nel grande calcio trovando stabilità in B a 26 anni col Cosenza prima del Lecce. Quest’anno, i suoi numeri sono positivi: 33 gol subiti in 26 partite e 74 parate, tra cui quelle fondamentali contro il Genoa al debutto (da lui stesso definita la più difficile della stagione) e i rigori neutralizzati a Torino (ad Asllani) e Juventus (a David) dopo quello parato due anni fa a Lukaku contro la “sua” Roma.
A Como
Como-Lecce sarà una sorta di revival per lui. La squadra lariana è stata la sua prima esperienza in prestito, 11 anni fa in Serie C. Altre epoche rispetto allo scintillante e bello da vedere Como di oggi. Nel 2014/2015, dopo l’ultima annata nella Primavera della Sampdoria, Falcone visse la stagione della promozione in B dei lariani guidati da Carlo Sabatini, che subentrò a Giovanni Colella. Falcone totalizzò 9 presenze in campionato (più 1 in Coppa Italia e 4 in Coppa Italia di C, tra cui la finale di ritorno persa col Cosenza) alternandosi per un periodo al titolare e coetaneo Diamante Crispino (ora in D alla Frattese).









Ok però attenzione ai rinvii e allenatevi per anticipare gli avversari
Sui calci piazzati allenare ad uscire per dare sicurezza. E se proprio non si può bloccare la palla almeno deviarla fuori.
Sicuramente ma, personalmente, lamento il fatto che come capitano debba prendere di più il polso della situazione.
Quando c’è da discutere con l’arbitro per qualche evento, l’uomo in campo è Ramadani.
Lui ci mette la faccia a rischio di ammonizione, mentre dalla sua area piccola Vladimiro esorta alla calma con gesti inconfondibili.
Baschirotto para bene tra i pali. Ma è un disastro sui calci d’angolo. Non esce mai. Possibile?! È alto 2 metri…quanti gol abbiamo preso su colpi di testa a un metro dalla porta?! Spero che lo vendano,è quello che lui vuole. Meglio il secondo portiere.