Il giorno dopo le prime scosse societarie, il calcio italiano si sveglia con un Milan completamente ridisegnato. La Gazzetta dello Sport presenta Rubem Amorim come “Il nuovo Diavolo”: il tecnico portoghese viene descritto come l’uomo incaricato di rilanciare i rossoneri attraverso una difesa a tre e un calcio offensivo, con l’obiettivo dichiarato di riportare il club stabilmente in Champions League. Il quotidiano sottolinea come il progetto, giudicato “un azzardo” da Capello, richieda un forte sostegno sul mercato, con il proprietario Cardinale intenzionato a pescare anche nei quadri dirigenziali dell’Eintracht Francoforte.
Il Corriere dello Sport insiste sulla linea internazionale del nuovo corso, titolando “Milan, lo famo strano”: Cardinale e Ibrahimovic preparano un club “senza frontiere”, con un allenatore portoghese e un direttore tecnico tedesco, Mark Krösche, chiamato a impostare una struttura moderna e cosmopolita. L’idea è quella di una società a trazione USA e Svezia, capace di unire competenze e capitali in un modello più europeo che italiano.
Sul fronte bianconero prosegue invece la costruzione della Juventus di Carnevali. Il Corriere evidenzia come il nuovo amministratore delegato, nel suo primo giorno di lavoro alla Continassa, abbia già impostato l’assalto ad Alexander Sorloth, centravanti norvegese dell’Atlético Madrid: un profilo fisico e verticale, individuato per dare nuove soluzioni all’attacco di Spalletti e per allargare le opzioni offensive in vista della prossima stagione. In un’estate di Mondiale e rivoluzioni, le prime pagine di oggi raccontano così un asse sempre più caldo tra Milano e Torino, con due progetti diversi ma accomunati dall’urgenza di tornare protagonisti in Italia e in Europa.
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