Lucarelli si emoziona salutando Igor Protti

I due hanno condiviso l'esperienza a Livorno tra il 2003 e il 2005, mantenendo poi il rapporto di amicizia anche negli anni successivi: "Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare"

Ā«Questa era l’unica volta in cui sarei voluto essere qui allo stadio di LivornoĀ». Esordisce cosƬ Cristiano Lucarelli, visibilmente commosso nel giorno dell’addio adĀ Igor Protti. La sua lettera parte dal racconto degli ultimi momenti condivisi con l’amico prima e compagno di squadra poi: “venerdƬ 12 giugno, ore 9:42. Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. ƈ Igor. ā€˜Cri, sono arrivatoā€˜. E io: ā€˜Come, scusa?’, ā€˜Cri, sono arrivato’. ā€˜Scusa, in che senso?’. Lui: ā€˜Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. ƈ questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casaā€™ā€. Ā La lettera poi replicata anche sui social continua cosƬ: ā€œSento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui. Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: ā€˜Vi lascio soliā€˜, come se giĆ  sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presenteā€œ, continua Cristiano Lucarelli, che con Protti ha condiviso l’esperienza al Livorno tra il 2003 e il 2005. Poi la rivelazione, con Protti che ha chiesto a Lucarelli di fare tre cose per lui dopo la sua morte: ā€œā€˜Cri, quando succederĆ , voglio che tu faccia tre cose per me. La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me…’ Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, ĆØ stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perchĆ© fino alla fine si resisteā€.

Poi la conclusione: ā€œOra, fratello, riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papĆ , ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord ā€œParadisoā€, compresi gli altri tifosi del Livorno, e non solo, che ti hanno amato e che ci hanno lasciato negli ultimi anni. E soprattutto, domani, da sopra lo stadio, goditi lo spettacolo che la cittĆ  giustamente ti tributerĆ . Mi manchi giĆ , permalosoneā€œ.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

ā˜… Aggiungici
Subscribe
Notificami
1 Commento
più nuovi
più vecchi più votati
robertosolazzo@live.it
2 mesi fa

Grazie a Dio esiste il calcio di una volta…ho 61 anni ed ho vissuto il calcio vero…fatto anche di uomini veri…ho ammirato Protti indipendentemente dove giocasse… Grazie Lucarelli giocatore per Lecce indementicabile ed oggi ancor di più. Oggi mi sento orgoglioso che due uomini cosƬ veri rappresentino la Puglia….aggiungo anche due giocatori che oggi sarebbero due fuoriclasse del calcio. Complimenti alla Redazione per articoli come questi.

Articoli correlati

Quattro anni di Serie A hanno parlato chiaro: questa squadra può far bene a patto...
Le prime quattro partite della stagione hanno evidenziato la necessitĆ  di mettere a punto la...

Altre notizie