Tra le pochissime note liete di Cagliari-Lecce 1-0 c’è stato il rientro in campo di Medon Berisha. Il centrocampista è stato l’ultima mossa di Di Francesco per cercare il pareggio contro la formazione sarda. Il numero 10 giallorosso mancava dal campo dal 12 dicembre 2025, data della vittoria per 1-0 contro il Pisa iniziata con il suo infortunio nel miglior momento a livello personale
Rientro
Berisha racconta le sensazioni vissute all’ingresso sul rettangolo verde dell’Unipol Domus: “È stata un’emozione che non si può descrivere – si legge nelle dichiarazioni riportate da trnews-. In campo non sembrava reale dopo uno stop lungo. Sicuramente posso dare qualcosa di più per aiutare la squadra. Il mister mi ha detto di andare sotto la punta e trovare spazio tra le linee. Insomma, di giocare come so fare”.
La sconfitta di Cagliari
Il Lecce è stato messo sotto dalla formazione di Pisacane. Berisha dice la sua: “Loro sono partiti più forte di noi e ci hanno forse sorpreso un po’. Sinceramente meritava il Cagliari, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento. Ci hanno sorpreso, non vincevamo i contrasti ed abbiamo fatto errori superficiali. Certo, avessimo pareggiato con il rigore alla fine non sarebbe stata comunque una bella prestazione. Sul contatto N’Dri-Gagliardini ero vicino, a cinque metri. Sembrava proprio rigore. Ma da un altro angolo non lo so. Se abbiamo parlato al fischio finale? A caldo non serve parlare, perché sei emozionato, inca…to, ed è meglio non parlare. Sicuramente ne parleremo in questi giorni quando saremo più tranquilli e calmi”.
I nuovi
A Cagliari hanno giocato i nuovi Monteiro, all’esordio, Fatah (più Ilic già veterano in Serie A). Medon commenta: “Quando cambi paese, cambi lingua, cambi tutto, ti serve tempo per ambientarti. Anche quando sono arrivato io ho avuto bisogno di un po’ di tempo per ambientarmi”. Per quest’anno, l’obiettivo è la crescita. Berisha potrà giocare in più ruoli: “Spero di dare continuità sulla trequarti perché mi trovo bene, ma non mi dispiace fare il mediano in un centrocampo a due. In allenamento a volte Di Francesco mi mette mediano, a volte trequartista, ma posso fare tutti i ruoli in maniera uguale”.
Lecce-Monza
Il prossimo impegno sarà fondamentale. Il Lecce affronterà in casa il Monza. Dopo il successivo turno a San Siro col Milan sarà poi lunga sosta fino al 10 ottobre: “Mi aspetto una partita difficile, ma dobbiamo cambiare l’atteggiamento. Dobbiamo scendere dal primo minuto con la cazzimma. Io un leader? Io, Falcone e Gallo siamo qui da tanto tempo e conosciamo la situazione, la società, l’ambiente. Devo avere la responsabilità di aiutare gli altri”.
La convalescenza
I tempi di recupero del nazionale albanese sono stati un lungo interrogativo durante l’annata passata. Una ricaduta ha interrotto anzitempo la stagione: “Ero in forma e stavo facendo bene, ed è stata la cosa peggiore che potesse succedere. All’inizio mi dicevo che non sarebbe stata lunga, ma è stato il contrario. Mentre stavo recuperando mi sono fatto di nuovo male. Mi ha fatto bene fare l’intervento, perché ho sempre avuto delle ricadute dalla quale non ho mai recuperato bene. Con l’intervento non avrò più problemi perché ho rispettato tutti i tempi e fatto il recupero come si deve. Ho fatto un bel recupero, mi sento in forma. Anche la parte atletica non mi manca e mi sento bene. Quando sono entrato in campo mi sentivo frizzante”.









Magari cambiatelo però…è un anno che dite così
Dovevamo tenerci cheddira
Basta che riprendi confidenza con i calci d’angolo: lunedì non ne hai beccato uno, tutti bassi e corti…
La fortuna, come nel gioco d’azzardo, può alimentare la convinzione di poter sfidare ancora la sorte. Nei primi anni Corvino faceva certamente scommesse, ma le accompagnava a qualche certezza: giocatori d’esperienza, elementi già affidabili, uomini capaci di diventare parte del progetto. Le salvezze ottenute hanno invece progressivamente alzato la propensione al rischio, fino a trasformare quel modello. E il passaggio da Corvino a Trinchera, alla prima vera responsabilità in Serie A, rappresenta esso stesso una nuova scommessa. Intanto, sul campo, il valore della rosa non è cresciuto e sembra essersi impoverito anche quel patrimonio meno misurabile fatto di esperienza, appartenenza, personalità e nerbo. In cinque anni il Lecce non è passato dalle scommesse alle certezze: è passato dalle scommesse agli azzardi. Detto ciò, auspico al ragazzo di diventare quella certezza che manca in termini di qualità, perché vuol dire che avrà fatto bene col Lecce. Anche perché per il modus operandi della società, anche in funzione della 10 e del procuratore Ramadani che a Lecce ha portato tanti giocatori e tecnici, sei in vetrina da un pezzo. Quindi per il bene di tutti serve una stagione di livello.
Meglio da trequartista. Speriamo stia bene fisicamente
Nel 433 da mediano dovresti giocare solo come vertice basso e le doti di incontrista non ci sono; gli altri due ruoli sono mezzali e la gamba e la voglia di correre latitano…
Giocatore maturo, speriamo regga fisicamente perché serve come il pane! In mediana metterei Coulibaly e Gundelman.
Ci serve come il pane.