David Di Michele ha commentato il rendimento ancora insufficiente dell’attacco del Lecce. Dei cinque gol segnati, nessuno porta la firma di un attaccante. I giallorossi (2 gol Tiago Gabriel e Coulibaly più 1 di Gorter) sono l’unica squadra senza firme degli avanti.
Attacco
“L’importante è segnare e non chi riesce. Non si può però certo pretendere che tocchi sempre a centrocampisti e difensori. Anche se nel calcio moderno tutti partecipano a entrambe le fasi, il compito di mandare la palla in porta compete innanzitutto agli attaccanti. Avere un bomber da doppia cifra significa veder crescere di parecchio le capacità salvezza”.
Stulic
“Servirebbero maggiore continuità e qualche centro in più. Sostituire un calciatore del livello di Krstovic era complicato, in quanto parliamo di un centravanti che si è comportato bene con l’Atalanta. Purtroppo, Stulic è stato spesso in difficoltà nel passato e non sta facendo meglio in quest’inizio. Ha caratteristiche del tutto differenti dal montenegrino, ma sembra in affanno sul piano tecnico e tattico. Si muove meglio in area che fuori, ma poi si divora delle occasioni ghiotte. Chi gioca in attacco viene giudicato per i gol”.
Geubbels
“Impossibile esprimere un giudizio su di lui. È alla prima annata in Italia. Dovrà inserirsi al meglio e calarsi nel calcio nostrano, che è tattico e propone la sfida con difensori arcigni. Viene dalla Francia, dove i marcatori hanno fisicità. È ancora nella fase di recupero, bisogna sperare che non ne serva troppo. Deve incidere negli ultimi venti metri”.
Esteban
“Lo spagnolo si è comportato alla grande nella formazione Primavera. È interessante ed è un ragazzo di prospettiva. Va fatto maturare senza pressioni e la Serie A è una palestra difficilissima”
Gli altri
“Monteiro e Fatah hanno fatto intravedere qualcosa, ancora poco. Devono conoscere in fretta il calcio italiano. Pierotti e N’Dri li conosciamo già. L’argentino ha grande potenza fisica ma non sempre è lucido quandi si deve concludere. N’Dri è abile a saltare l’uomo ma segna poco. Il Lecce ora ha grande organizzazione. Ilic ha qualità e tempi per essere un leader, è quadrato. La squadra ha una discreta solidità difensiva ma deve essere più coraggiosa”.








