Qualità bianconera e dettagli fatali: la reazione della ripresa non basta al Lecce

I due lampi di Douglas Luiz indirizzano la gara. Nella ripresa Di Francesco passa al 3-4-2-1 e alza il baricentro, ma dopo le mancate occasioni-gol e il rosso a Gaspar la coperta resta cortissima verso Frosinone

La differenza di qualità della Juventus evidenziata in un tempo basta ad avere ragione del Lecce. Due colpi da mago di Douglas Luiz hanno compensato alla poca vena di Kolo Muani e hanno costretto i salentini a un primo tempo all’inseguimento senza mente sgombra. Il premio alla continuità delle caratteristiche messe in campo a Udine non ha pagato contro l’alto livello della Vecchia Signora.

Passività ed errori

Il Lecce ha agevolato il ritorno alla vittoria della Juventus, che ha fatto la voce forte grazie alle scorribande sulla catena di destra dei mobilissimi Mckennie e Kalulu. I tre hanno mosso la difesa avversaria facendo arretrare il baricentro dopo un avvio con delle buoni pressioni. Douglas Luiz ha guidato i bianconeri con il coraggio richiesto dall’allenatore e, prima di togliersi la soddisfazione dello 0-2 personale, ha sorpreso la difesa di Di Francesco facendo finta di disinteressarsi di una punizione sul servire un cioccolatino a Mckennie, liberato da un blocco su Gaspar, che ha annullato una buona partita con l’evitabilissima espulsione nel finale.

Il gol ha agevolato il piano partita “a muso duro” di Spalletti, basato sulla forza d’urto, sulle ampiezze e anche sulla regia avanzata di Woltemade. Il Lecce del primo tempo, messo all’angolo, è stato punito ancora una volta da attendismo e corsa all’indietro. Due tiri in porta, due gol. Il dato depotenzia tutto il novero delle statistiche, che nella ripresa hanno refertato il cambio di registro del Lecce, in emergenza come e quanto la Juve per le due assenze di Berisha, Ilic, Pierotti e Coulibaly.

Cambio di atteggiamento e modulo

Alla pausa, DiFra è passato al 3-4-2-1 con Siebert ogni tanto inedito terzino di spinta. Ngom e Maleh hanno ridotto lo spazio d’azione di Douglas Luiz, meno ispiratore dopo (anche) due palloni serviti a Kolo Muani. La Juventus ha optato per la gestione, ringhiando di meno sì tenendo a mente il punteggio ma anche passando a una difesa intensa e contratta sulle idee del Lecce.

Nel calcio però non basta costruire i presupposti per le occasioni da gol, bisogna generarle e sfruttarle. Il sinistro di Maleh deviato ha acceso il Via del Mare al 49’. Troppo poco prima e dopo l’imprecisione di Geubbels al 69’, uscito con molti più fischi che applausi, e le conclusioni deboli di Ngom (47’) ed Esteban al volo (75’).

Numeri e emergenza

Di Francesco ha visto una crescita della sua squadra nella conduzione della partita contro le big rispetto al passato. Resta il dato magrissimo a livello aggregato: 0 quest’anno tra Napoli, Roma e Juventus e 1 punto l’anno scorso in una partita tutt’altro che ben giocata all’Allianz Stadium. L’ultima vittoria del Lecce contro una “strisciata” è datata 29 gennaio 2012. Una vita fa.

Il Lecce del secondo tempo ha giocato la sua gara onesta e d’impegno prendendo i riferimenti uomo su uomo in marcatura sull’avversario. La sensazione è giusta, e il punteggio non deve ingannare. Non è un azzardo dire che il Lecce di ieri ha offerto una migliore prestazione, ad esempio, delle due trasferte ravvicinate a Milano nel 2025/2026 entrambe terminate 1-0 per Inter (Pio Esposito) e Milan (Fullkrug) ma coi salentini tanto rintanati in difesa.

Se Spalletti non dorme da tempo per una Juventus che ancora deve diventare grande, Di Francesco non accumulerà tantissime ore di sonno per il mal di testa dai continui riassetti della mediana prima e ora anche in difesa. L’equilibrio trovato con Ilic tra Maleh e Coulibaly è un lontano ricordo post Lecce-Monza 3-2, e ora sono arrivati i guai anche al centro della difesa.

Settimana intensa

L’espulsione di Gaspar, ingenua al netto della fiscalità di Maresca (anche sugli insulti si dovrebbe arrivare idealmente a una linea comune), giunge nel periodo peggiore. In sette giorni, il Lecce affronterà due partite contro altrettante avversarie che, sulla carta e ai nastri di partenza, sono scontri diretti. Giovedì alle 18.30 a Frosinone e domenica alle 18 in casa con il Genoa. Assodata l’assenza di Gaspar almeno in Ciociaria, Di Francesco dovrà trovare la via di mezzo tra l’identità da mostrare, la possibilità di riproporre la difesa a tre viste le defezioni in mediana e i nuovi buchi aperti in difesa. In più, l’infortunio di Tiago Gabriel toglie il miglior uomo del Lecce sinora. Di Francesco spera in un recupero lampo, ma certamente le condizioni fisiche non saranno subito al top.

Dopo tre partite contro Bologna, Udinese e Juventus, club che per diverse ragioni affrontavano il Lecce cercando un riscatto, il Frosinone sarà in un momento decisamente diverso, sulle ali dell’entusiasmo dopo il 4-4 riacciuffato a Bergamo e uno storico temporaneo sesto posto. Appellarsi all’emergenza non serve a nulla, a maggior ragione quando in palio ci sono punti importanti. Anche se i concetti psicologici vanno applicati, oltre che detti, il Lecce dovrà far quadrato in questi tre giorni e presentarsi con l’umiltà e la compattezza, da intendere anche e soprattutto nell’intenzione di aiutare il compagno, frutto dei tre successi sinora colti. 

calciolecce.it
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
5 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
WP60😎
5 ore fa

Vorrei che qualcuno dicesse al Fenomeno di DI FRANCESCO ….OSSERVA ATTENTAMENTE la partita GENOA JUVE !
INCOMPETENTE, IMPARA da DE ROSSI …. al 18.mo del primo tempo già 2 a 0 x il GENOA schierato con il 3 4 2 1 ….. CENTROCAMPO FOLTO e la JUVE è NULLA !
C I U C C I U U U U U !!!!!
TU INVECE A LECCE HAI LASCIATO AUTOSTRADE !!!
DIMETTITI INCOMPETENTE !!!

Cri
2 giorni fa

Giocare con Kaba contro la Juve ,questo ti fa’ capire quanto il nostro carissimo allenatore, conosca le qualità dei suoi calciatori…

Alessio Lecce
2 giorni fa

La Juventus non arriverà tra le prime quattro squadre.
E noi, soprattutto se finalmente la Società si decidesse ad acquistare una punta vera, non arriveremo tra le ultime tre.

WP60😎
2 giorni fa

La squadra c’è nonostante gli infortuni !
Confermo tutto ciò scritto sotto !
Assurda la Tattica iniziale di modulo e uomini !
Preferire KABA a GORTER e’ Allucinante !
Predisporre MALEH centrale e GANDELMAN a sinistra in sostituzione di Cin…NGOM…ma (KU DRU FISICHEDDRU) 🤦‍♀️ non può’ fare interdizione in serie A non ha proprio il fisico, forse n altre categorie, tuttalpiù centrale in 4 2 3 1 più funzionale !!!!!!!!!!
La partita persa E’ SOLO COLPA DELLA SCIAGURATA TATTICA SUICIDA DEL MISTER che potrebbe allenare solo all’ ORATORIO !
D’AVERSA e’ ancora libero !
Please 😎

Solo Lecce Siempre !
2 giorni fa

Poche considerazioni a posteriori.
1)Ma quando mai un centrocampo a tre può uscire indenne contro un centrocampo a cinque ? anche nel calcio la matematica non è un’opinione. I cronisti dopo 20 minuti avevano già ampiamente compreso il problema, ma il nostro mister ha aspettato prima di prendere due gol e consegnare il centrocampo (per l’ennesima volta) agli avversari. Infatti nel secondo tempo le cose sono andate molto meglio. 2)Non capisco e non condivido, nel passare alla difesa a tre, l’aver inserito, adattandolo, N’daba quando in panchina hai Gabi Jean di ruolo che inoltre è anche mancino. 3) provare a giocare con due punte vere, no ?? 4)Ma siamo sicuri che Gorter e soprattutto Gandelmann non sarebbero stati utili ? 5)Come avevo già anticipato in un post durante la settimana, Maresca si è confermato un pessimo arbitro filo Juventino, arbitrando a senso unico per i bianconeri (però Gaspar poteva proprio risparmiarsi tutto, pur avendo ragione, a trenta secondi dalla fine e con il risultato non recuperabile). 6)comunque continuo ad avere la forte sensazione che la squadra quest’anno sia migliore degli anni precedenti e quindi occorre che qualcuno la faccia rendere al massimo delle possibilità.

Articoli correlati

L'ex attaccante del Lecce, dopo essere stato protagonista di un buon ritiro ora fatica a...
Nel podcast numer1, con il direttore del Corriere dello Sport, il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani...
Grandi dubbi al centro della difesa e sulle corsie offensive a causa dei numerosi problemi...

Altre notizie