Penna in trasferta – Monforte: “Il Frosinone vuole continuare a stupire. Questo Lecce merita rispetto”

Il collega Roberto Monforte di Radio Day, la radio ufficiale del Frosinone, ha raccontato nel dettaglio la situazione in casa gialloazzurra nella nostra rubrica dedicata al punto di vista avversario

Come arriva il Frosinone al match di giovedì?

“Il Frosinone si prepara a giocare due gare casalinghe in tre giorni, con il Lecce giovedì sera e con il Torino domenica pomeriggio, con l’entusiasmo e la determinazione di sempre, al fine di proseguire la serie di prestazioni confortanti e soprattutto di risultati positivi. Il mondo Frosinone in questo momento è entusiasta per questo scorcio iniziale di campionato e tutti sperano che i leoni giallo azzurri possano continuare a stupire l’Italia del pallone, che adesso vede Calò e compagni con occhi diversi rispetto a poco meno di due mesi fa. E forse con un rispetto che in altre occasioni è certamente mancato”.

Quali sono punti deboli e di forza del collettivo di Alvini?

“Per rispondere a questa domanda non posso che citare l’allenatore giallo azzurro, entrato, con merito assoluto, nel cuore di tutti i tifosi ciociari. Il principale punto di forza di questa squadra è proprio il suo DNA. Giocare allo stesso modo con ogni avversario, tanto in casa quanto in trasferta. Il Frosinone di Alvini vuole determinare l’andamento e le dinamiche della partita, non aspetta che sia l’avversario a farlo, ma cerca di aggredire, in ogni zona del campo, sin dai primi minuti di gioco. Ritmo, velocità, pressing asfissiante, sono le basi del calcio propositivo con le quali questa squadra imposta il piano gara. Perché per centrare l’obiettivo prefissato, la salvezza, attraverso il percorso che deve caratterizzare questa stagione sportiva, l’unica scelta possibile per il tecnico di Fucecchio è “determinare” la partita con l’identità, l’atteggiamento e le idee che stanno connotando questo gruppo sin dallo scorso anno. I punti deboli sono gli errori, per i quali proprio Alvini chiede a sè stesso e ai suoi ragazzi impegno, dedizione e lavoro per evitare disattenzioni e letture non corrette nei momenti importanti della gara. Errori che sono, per certi versi, figli anche della foga, dell’entusiasmo e perché no, della “sana” incoscienza che la banda di Alvini mette in campo ogni volta per cercare la vittoria. Concedere, ad esempio, l’uno contro uno in propensione difensiva è un rischio evidente ma calcolato, che l’allenatore giallo azzurro, insieme ai suoi calciatori, ha scelto di correre in ogni partita”.

Che differenza vedi tra il Frosinone di Alvini e quello di Di Francesco?

“Entrambi i tecnici prediligono un calcio coraggioso, aggressivo e a tratti spregiudicato, con una spiccata identità tattica e non hanno mai paura di affidarsi a giovani talenti, spesso poco conosciuti da esperti e tifosi del campionato di Serie A. I moduli utilizzati sia da Di Francesco che da Alvini sembrano similari, 4-3-3 oppure 4-2-3-1, ma, questa la principale differenza, c’è un diverso concetto di gestione del possesso del pallone e sviluppo della manovra. Di Francesco a Frosinone ha sempre chiesto alla sua squadra una costruzione del gioco dal basso, che in tante occasioni si è rivelata fatale. Alvini vuole rapidità, aggressività nei confronti degli avversari per recuperare il più velocemente possibile il pallone, movimento continuo in mezzo al campo, al fine di verticalizzare rapidamente con lanci diretti, sfruttando le qualità di calciatori come Calò, Schmid, Raimondo, Ghedjemis e Kvernadze”.

Che opinione hai del Lecce di Eusebio Di Francesco?

“I numeri dicono che il Lecce con 9 punti in 8 partite, che al momento valgono il 12° posto in classifica, 5 punti di distanza dalla zona calda e ben 8 squadre alle spalle, potrebbe aver intrapreso una strada utile alla conquista della permanenza in Serie A. Le vittorie con Venezia, Monza e Udinese confermano il gran carattere, il coraggio e la qualità che Di Francesco chiede alle sue squadre. Le cinque sconfitte però possono essere un campanello di allarme per il quale il tecnico abruzzese deve sicuramente lavorare. E non sarà facile, soprattutto in questo momento in cui le tante assenze rischiano di complicare il cammino dei salentini. Personalmente rispetto il Lecce e, nonostante le assenze di cui abbiamo parlato, mi aspetto una prestazione coraggiosa dei giallorossi che scenderanno in campo al “Benito Stirpe”.

Come dovrebbero scendere in campo i ciociari contro i giallorossi?

“Squadra che vince e che fa tanto bene non si cambia. E’ cosi dallo scorso anno in Serie B. Con il Lecce, dunque, per grandi linee rivedremo il solito Frosinone. A meno di un paio di ballottaggi, figli delle valutazioni che Alvini vorrà fare considerate le due partite casalinghe con Lecce e Torino in tre giorni. 4-3-3 lo schieramento tattico: Palmisani in porta, linea difensiva con Oyono a destra, Monterisi ad affiancare Calvani al centro della difesa ed uno tra Bracaglia e Terzic a sinistra. A centrocampo nessun dubbio per Masini e l’austriaco Schmid, mentre Calò potrebbe anche riposare. Stesso discorso in avanti con Raimondo centrale offensivo affiancato da Ghedjemis a destra e Kvernadze a sinistra”.

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