Cross e ripartenze croce e delizia stagionale

Efficacia anche nelle azioni manovrate, malissimo sui calci da fermo. Le statistiche delle 79 reti, tra fatte e subite, del campionato giallorosso

Poco più di tre settimane fa si concludeva, con l’indolore ko interno con il Bologna seguito dalla festa per la salvezza in Serie A, l’avvincente stagione del Lecce. I tifosi hanno vissuto un’altalena di emozioni nel cammino dell’undici di Baroni, caratterizzato da polveri talvolta bagnate ma soprattutto dalla compattezza di una squadra che, dopo avvio super e flessione primaverile, ha piazzato lo scattino decisivo nella fase finale. Alla fine sono stati 79 i gol nella positiva stagione giallorossa tra fatti (33) e subiti (46): noi li abbiamo analizzati uno per uno, e ne è venuta fuori un’interessante analisi statistica.

DESTRO, SINISTRO E TESTA. Nella “lotta” tra piedi, a vincere è stato il più diffuso destro. Dato statisticamente prevedibile ma non scontato, dal momento che entrambe le punte centrali, Ceesay e Colombo, aveva nel sinistro il “cannone” naturale.  Alla fine si sono contate 17 marcature avvenute con il destro e 10 con il piede opposto. Solo cinque, invece, i centri giunti con il fondamentale del colpo di testa. Un dato certamente non esaltante acuito dal fatto che nessun gol è giunto dal reparto offensivo su palla alta. Decisivo, in questo caso, l’apporto di Baschirotto, autore di ben tre centri.

RIGORI E PUNIZIONI. Ancora una volta è stato positivo l’apporto dei centri giunti dagli undici metri, nonostante un numero di ingressi in area comprensibilmente diminuito con l’approdo in Serie A. Sono stati quattro i rigori realizzati, due da Strefezza e uno a testa da Ceesay e Colombo, che assieme a Gabri Maravilha ne ha sbagliato uno. Molto male, invece, per quanto riguarda i calci da fermo in generale. Nessun gol è giunto da calcio d’angolo gettato direttamente in mezzo, così come sono stati zero quelli messi a segno su punizione diretta o anche indiretta.

MANOVRE E RIPARTENZE ALLA PARI, SUPER DA FUORI. Che le corsie esterne siano state determinanti per il successo giallorosso è fatto risaputo, riscontrato anche dai dati. Ben 8, infatti, sono stati i gol messi a segno finalizzando un cross, arrivati sempre dalle fasce. Totale equilibrio poi tra le marcature giunte da azioni manovrate e ripartenze (6), segno che il Lecce si è saputo dividere equamente tra la capacità di costruire il gioco e quella di imbastire veloci contropiede. Non sono mancati poi i tocchi risolutori in mischia o tap-in (5) ed anche i tiri da fuori: con 5 centri dalla distanza, frutti ancora una volta dell’abilità di Strefezza, i giallorossi sono stati tra i migliori della categoria. Solo due, poi, le reti propiziate da lancio lungo, mentre con la sola iniziativa estemporanea di Ceesay a Bergamo è arrivata una gioia in seguito ad azione personale.

COMPATTEZZA DIFENSIVA. La qualità difensiva è stata a dir poco determinante nella salvezza di un Lecce capace di ridurre al minimo la possibilità di soffrire al cospetto di avversari spesso nettamente più forti. Ciò si evince anche dal fatto che le tipologie di gol subiti è grossomodo distribuita. In maggior numero si registrano le reti arrivate su contropiede e cross (10 e 11), che dunque si guadagnano l’epiteto condiviso di croce e delizia stagionali. Bene invece il Lecce sulle azioni manovrate altrui, spesso abilmente contenute ad eccezione di appena sei occasioni. Posizionamento e marcature preventive imbastite da Baroni hanno dato i loro frutti soprattutto sui lanci dalle retrovie avversarie, che hanno portato i salentini a capitolare una sola volta. Mai è invece giunto in gol subito in seguito a una mischia furibonda, segnale che grinta e carattere non sono certo mancati a difesa della porta di Falcone.

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Franco De Luca
3 anni fa

Quindi abbiamo bisogno di calciatori che sappiano eseguire calci da fermo e buoni colpitori di testa.

carlo
3 anni fa

Brevemente il Lecce ha ben figurato contro le squadre che giocano a viso aperto. Contro le squadre rocciose e fisiche che chiudevano le fasce è andato in crisi per l’ostinazione sul 433. Spero che D’Aversa riesca a proporre più moduli, anche nella stessa partita

Cutrubbu
3 anni fa
Reply to  carlo

Mmmh esigente🤔

Giancarlo
3 anni fa
Reply to  carlo

Il cambio modulo non ci sarà mai. È il punto di partenza base di Corvino. Rassegnatevi a questa realtà. Speriamo solo di fare un 433 produttivo.

carlo
3 anni fa
Reply to  Giancarlo

Addirittura, Corvino impone il 433 in ogni partita per 90 minuti + recupero…. 😊😊😊

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