Due terzi di partita senza pungere con errori da matita blu non possono essere rimediati dalla rabbiosa reazione finale. Lecce-Empoli 1-1 resta divisa in due tronconi, il primo, superiore all’ora di gioco, in cui la squadra di D’Aversa ha impedito ai locali di giocare. La rete di Pellegri e il vicino bis di Cacace sono frutto però di letture difensive sbagliatissime da parte del Lecce. I cambi disperati di Gotti e l’ingresso di Sansone hanno dato frizzantezza a un attacco sterile. Dopo il gol di Pierotti, l’Empoli, a corto di energie e uomini, ha ringraziato i legni per la mancata capitolazione.
Il computo dei tiri termina con 18-11 per il Lecce, ma i tiri in porta empolesi sono 6 a fronte di 3. La disaggregazione del dato segna l’imprecisione giallorossa (13 tiri fuori a 2 con 2-3 sui respinti). La reazione del Lecce ha portato alla leggera superioritĆ su occasioni da gol (11-8) e passaggi chiave (10-7). L’Empoli si ĆØ dimostrata squadra brava a rompere il gioco altrui (24 falli a 7) più che a costruire. Il Lecce ha centrato 368 passaggi (83%) contri i 232 dei toscani (73%). D’Aversa ha puntato sulle transizioni: sono infatti 38 i passaggi riusciti nella trequarti contro i 95 del Lecce. Gotti ha tentato spesso di ribaltare il fronte: 25 passaggi lunghi a 9. Possesso palla infine più giallorosso: 58 a 42 percento.








