Federico Baschirotto si racconta e risponde alla domanda sul sogno di tornare a vestire la maglia della nazionale dopo gli allenamenti di maggio 2023: “La convocazione? Penso che va in base alle prestazioni in campo, a quello che dimostri negli anni e non solo nella stagione singola indipendentemente dalla maglia. Certo se giochi nelle grandi come Juventus, Milan e Inter disputi anche gare in contesti diversi, internazionali e, conseguentemente, saresti più pronto per certi palcoscenici. Il gol? Mi sta mancando, il campionato è lungo e spero di segnare per la squadra”.
Baschirotto ripercorre la sua storia partita dal calcio minore e arrivata alla fascia da capitano vestita in A grazie al Lecce: “Mi rendo conto sì vedendo l’affetto dei tifosi e per l’importanza che mi ha dato la società. Ogni mattina ringrazio il signore, ringrazio me stesso perché sono un ragazzo fortunato. Delle volte non te ne rendi conto, va tutto troppo veloce e quello che hai fatto è passato. Bisogna però godersi quello che si è fatto ma vedere il bicchiere mezzo vuoto, la vita va avanti e non bisogna fermarsi. Il mio modo di ragionare una mentalità vincente? Fermarsi vuol dire lasciare qualcosa. Io mi affianco al cento percento alla mentalità di Cristiano Ronaldo, è l’unica cosa che ho in comune con lui. La forza l’ho avuta per la volontà di arrivare contro tutto e tutti, anche addetti ai lavori. Io mi sono detto di poter arrivare con le unghie e con i denti e mi ha dato una forza maggiore per arrivare dove sono oggi”.
Essere capitano in un gruppo culturalmente eterogeneo come quello del Lecce fa rendere saggio il Baschirotto uomo e calciatore: “Sotto l’aspetto umano sto maturando molto. Dal di fuori non si capisce, non è semplice essere il capitano di una squadra come il Lecce dove ci sono tante nazionalità diverse. Devi capire chi hai davanti, ogni giorno i ragazzi parlano con me per parlare dei loro problemi, io mi metto nei loro panni e li aiuto anche se ciò potrebbe togliere energie. Anche questo mi fa crescere tanto”.
Dopo Umtiti e Pongracic, Baschirotto sta consolidando il duo di centrali di difesa con Kialonda Gaspar, al primo campionato in Serie A dopo il double promozione-salvezza in Portogallo con l’Estrela Amadora: “Con Gaspar stiamo crescendo partita dopo partita, la comunicazione è più fluida, è fondamentale. Vedo un’unione sempre migliore partita dopo partita. Non siamo ancora al massimo”.
In un calcio fatto ormai di fondi, l’US Lecce rappresenta un’eccezione: “Sticchi Damiani ha fatto le fortune del Lecce, lui s’immedesima ed è il primo tifoso del Lecce. Capisce le esigenze di tifosi e giocatori ed è un valore aggiunto. Il calcio ormai va verso in un’altra direzione, si cerca di vendere a soggetti stranieri. Mi auguro che il Lecce abbia sempre una figura italiana e del posto, quello che sta facendo Sticchi Damiani è incredibile e rimarrà nella storia. Viene sempre a cenare con noi prima delle partite, la sua vicinanza aiuta”.
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Baschirotto nn si discute. Il suo impegno, la sua dedizione e la grinta che mette in campo in ogni partita fanno di lui il vero capitano ed il grandissimo gladiatore che lotta su ogni pallone. Se poi avesse anche dei piedi vellutati sicuramente giocherebbe in un Top club italiano o straniero e nn nel Lecce solo che la gente nn lo capisce e parla. Io me lo tengo stretto anche perché con la difesa a quattro spostato a sinistra è fuori ruolo ed anche qui qualcuno nn se ne accorge e comunque Baschirotto dà sempre il massimo 💛❤️
Caro ragazzo, ti riconosco impegno e dedizione.
Ma cu li piedi…
Il nostro capitano ♥