Nonostante il momento di assoluta difficoltà e la grande delusione per le tre precedenti evitabili sconfitte, in casa Lecce la preparazione della trasferta di Genova era stata contraddistinta dalla pura passione della gente. I giallorossi, in occasione dell’allenamento di rifinitura, avevano ricevuto l’abbraccio caloroso di un migliaio di sostenitori, accorsi in Curva Nord per sommare cori di incoraggiamento. Solo puro incoraggiamento.
E lo stesso si era visto anche nel primo tempo di Marassi. Un primo tempo in cui i ragazzi di Giampaolo hanno steso tappeti rossi nemmeno fossero qualche chilometro più ad ovest, tra Sanremo e Cannes, alle pur timide e tecnicamente non incontenibili, manovre offensive genoane. Così l’avversario si è ritrovato sopra di due reti con una facilità estrema, senza fare altro che lottare (evidentemente non un optional in gare così importanti) ed aspettare il momento giusto per sfruttare le larghe maglie difensive ospiti.
Così, all’intervallo, gli Ultrà giallorossi, accompagnati da tutto il settore, hanno iniziato a farsi sentire: “Fuori le p**le”, riecheggiava forte nell’impianto ligure. Una scossa c’è stata nella ripresa, davvero troppo poco per meritare il pari contro un avversario tutt’altro che imbattibile, anche perché privato di mezza squadra. Se ne sono accorti quei tifosi che, al calore del giovedì hanno sommato i 2mila km a/r del venerdì, ripagati non con la sconfitta, quanto con una lotta vista davvero per troppo poco nella piovosa serata di Marassi. E, dopo il novantesimo, ecco quel grido che certo non è una minaccia, ce lo insegna la storia, ma il coro disperato di chi non sa cos’altro fare per tenere a galla la propria squadra: “Se scendiamo in B vi facciamo un c*lo così”. Piaccia o meno, è l’urlo di chi ha dato tutto e vorrebbe ricevere lo stesso in cambio.
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anche a Genova nemmeno un tiro in porta! tranne il generosissimo rigorino…
come già scritto e riscritto il buonismo con questi mercenari non serve a nulla! rimpiango i vecchi cori che non si sentono più ( questi di oggi sono ridicoli) del tipo “andate a lavorare” oppure “uscite a mezzanotte” in cui si che i mercenari suddetti si sentivano la tifoseria col fiato sul collo…sti giocatorucoli non meritano niente così come la società che con un colpo di prestigio ed il solito imbarazzante silenzio i soldi delle cessioni li ha fatti sparire nel nulla…si pensano che tutti i tifosi abbiano l’anello al naso…ma forse l’anello al naso ce l’hanno loro…quando dal prossimo anno le presenze in uno degli stadi più scomodi del mondo si saranno un quarto di quest’anno…
non fa più notizia il lecce ormai e mortooooooooooooooooooooo
Che poi tutto ‘sto miracolo dell terza salvezza non esiste, in due, sulle tre precedenti, esperienze del terzo anno in A si sono raggiunti il 15^ e il 16^ posto, Boniek e D. Rossi allenatori, per cui oggi firmeremmo, non garantendo la salvezza perché il format era a 18 squadre e non a 20.
D accordissimo con questo articolo.
Ma la società deve mettere la faccia e presentare le scuse ai tifosi.
faciti schifu, xkè giampaolo nn vale un centesimo
nn ha una formazione fissa cambia sempre e sbaglia
anche in serie b (che ci salveremo) forza LECCE
Non meritate l affetto e la fede dei tifosi, presidente ba ccitite paru a corvino , faciti pena!
Per ora…non tiriamo troppo la corda Ca poi se spezza
Meno male D’Aversa c’è.
D’Aversa…la nostra salvezza!
E lu Santissimu quandu lu contestati?
👍