Riccardo Cucchi: “Che energia il Via del Mare. Il Lecce può salvarsi”

La storica voce di Tutto il calcio minuto per minuto" è stato protagonista a Lecce di un incontro organizzato dall'associazione "Costruiamo Inclusione"

Come si sta evolvendo il calcio? «Evitare di essere prigionieri della nostalgia, perché è una pessima consigliera è una lente che deturpa la realtà la contorce, non ci consente di leggere quello che avviene bisogna essere lucidi per fare una analisi del presente, che non è confortante. C’è un eccesso di mercificazione, sta portando questo sport, il più popolare nel nostro paese, un vero e proprio fenomeno sociale, perché negli anni si svaporando il calcio fuori dal suo ambito sportivo per trasformarlo in qualche altra cosa, che cosa? Ci sono due parole che io detesto, abbinate al calcio: spettacolo e intrattenimento. Il calcio non è spettacolo né intrattenimento. Il calcio è sport e sopratutto passione. Sfido qualunque tifoso qualunque tifoso a dirmi che quando va allo stadio vuole divertirsi, soffriamo, ci arrabbiamo e viviamo la nostra passione. Questo è il più grande errore, secondo me, di strategia culturale e non soltanto commerciale che il calcio sta commettendo.

Un rapporto sempre più simbiotico quello tra calcio e tv, chi ne trae più vantaggio? «La televisione è entrata in possesso, in pieno possesso del calcio. I tempi della radio, che io ho vissuto insieme alle grandi voci del passato come Ameri, Ciotti e Provenzali, trasmissioni nelle quali anche io ero presente, naturalmente tra i più giovani e quindi nei campi secondari, quelle trasmissioni facevano 25 milioni di radio ascoltatori, questo fino agli anni ottanta, questo avveniva perché non c’era la televisione e la radio era l’unico modo per seguire il calcio, l’unica fonte di informazione, che si poteva seguire a casa ma anche in auto. Oggi la tv ha trasformato l’essenza, addirittura l’etica. La televisione ha preso possesso del calcio con la presunzione di poterlo cambiare e non sempre in meglio. Non voglio aprire polemiche, ma l’avvento del VAR, giusto o sbagliato che sia, è un’esigenza nata dal fatto che ormai la televisione è invasiva. Tutti avevamo un monitor per i replay, l’unico che non poteva vedere era l’arbitro e gli abbiamo dato il monitor. Con la presunzione e l’ambizione esagerata di rendere questo gioco perfetto, che non sarà mai perfetto, per la semplice ragione che lo giocano le donne e gli uomini, esseri umani e quindi imperfetti per natura.

Sticchi Damiani è uno degli ultimi presidenti tifosi, è una figura da tutelare o destinata a sparire? «A me piace il modello di gestione del Lecce, lo dico sinceramente. L’avvento dei fondi di investimento e delle proprietà straniere è legato all’innalzamento dei costi e delle spese del calcio che sostanzialmente ha impedito agli imprenditori italiani di entrare nel mondo del calcio perché oggi è veramente troppo costoso essere proprietari di un club e quindi questo ha favorito l’avvento  di grandi fondi internazionali o proprietà ricchissime che arrivano da fuori confine. Questo non è negativo in se ma l’aspetto negativo di questo tipo di gestione è legata al fatto che chi viene a gestire un club in Italia se non è fortemente coinvolto sul piano emotivo, come nel caso del presidente tifoso, se non è in stretta relazione con l’ambiente, se non conosce la storia della società che gestisce rischia di fare qualcosa che non ha niente a che fare con il calcio. E’ vero oggi il calcio è come un’industria, ma il calcio non si può gestire come una fabbrica. Per questo la gestione del Lecce è un modello virtuoso, che in qualche misura però tiene fortemente presente il legame necessario tra la squadra di calcio, la società, il suo territorio e gli appassionati che tifano per il Lecce».

Parliamo di attualità, cosa ne pensa della lotta per la salvezza? «Questo è un campionato molto bello, sia per quanto riguarda la lotta scudetto, sia per quanto riguarda la lotta per la salvezza. Campionato molto competitivo, nel senso che tutto che tutto è ancora da stabilire, forse ancora solo il Monza ha un verdetto quasi segnato, per tutti gli altri c’è ancora un margine per poter definire la classifica. Il Lecce lo apprezzo moltissimo, l’ho visto molte volte, mi piace vedere il Lecce perché gioca bene e questo non è un dato da poco. Poi però penso alla rimonta del Milan, con il Lecce che vinceva con pieno merito, ma poi contro certe squadre la differenza la fanno i singoli, i giocatori di grande valore tecnico e questo poi stabilisce la differenza. Si può giocare bene, ma è il valore tecnico sul campo a fare la differenza. Però può salvarsi perchè è una squadra che ha forti motivazioni, molta qualità, rispetto alle concorrenti per la salvezza e che in più riesce a mettere in difficoltà le grandi squadra. E’ molto più difficile giocare contro un’avversaria diretta per la salvezza, che contro una delle prime del campionato, anche per le motivazioni diverse, giocare contro il Milan, scatena motivazioni più forti, ma anche la consapevolezza che se riesci a vincere bene, ma se non riesci a vincere nessuno potrà mai rimproverarti, mentre se non vinci contro una diretta concorrente si complica il percorso. Il Lecce però può farcela.

Ha commentato migliaia di partite, ha dei ricordi che la legano a Lecce? «Io ricordo il Lecce meraviglioso di Pasculli era un Lecce di grande qualità, con grandi campioni. Ricordo che, ogni qual volta sono venuto a Lecce allo stadio Via del Mare, quello che mi ha sempre colpito è il suo suo coinvolgimento. Per un radiocronista è molto importante, assorbire l’energia che arriva dall’ambiente, l’atmosfera che si respira e il grande entusiasmo è qualcosa che ti permette di entrare subito in partita e riesce a fartela vivere meglio e ti aiuta nel lavoro. Quando sono passato vicino allo stadio, ho provato un pizzico di nostalgia, in più ha una visuale perfetta per chiunque faccia il lavoro del radiocronista».

Redazione

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5 Commenti
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Ivan
1 anno fa

Grande Cucchi voce storica del calcio minuto per minuto, i suoi interventi radiofonici facevano accapponare la pelle.

Commento da Facebook
1 anno fa

Ma se ci prendono punti cani e porci quale energia..x gli altri intende probabilmente

Commento da Facebook
1 anno fa

Si vede quanto lo sta seguendo il Lecce, se lo ha visto mettere in difficoltà le big rispetto alle concorrenti 🤣
Ciò detto, non credo che Cucchi parli così male. Cosa ne dite di fare un controllino su punteggiatura e sintassi, prima di pubblicare le trascrizioni delle interviste? Ditemi voi se ci capite qualcosa, io non dico niente.

No name
1 anno fa

Ma basta sempre a fare in professorini.

Commento da Facebook
1 anno fa

Ma poteva dire: “Secondo me il Lecce va in Serie B al 100%”?????

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