Ormai oltre quattro anni fa Marco Baroni si trovava di nuovo su una panchina di Serie A da neopromosso con il Lecce, una squadra colma di esordienti nel massimo campionato, con età media e monte ingaggi bassissimo ed anche con una rosa non del tutto completa, tanto da dover “inventare” Baschirotto centrale lanciare subito l’ex Primavera Gonzalez titolare. Consapevole delle difficoltà che i suoi avrebbero affrontato mise in chiaro una cosa: se non avesse messo il 100% di sé stesso in ogni partita il Lecce sarebbe sempre partito battuto. Dopo quattro anni tanto è cambiato, ma sicuramente non questo aspetto e i giallorossi di Di Francesco lo hanno toccato con mano in questo avvio di stagione.
Lecce, dov’è il carattere?
Quattro match ufficiali giocati fino ad ora e solo in poco più di metà partita i giallorossi ci hanno messo carattere. A Palermo il Lecce è entrato in campo passeggiando, sommerso da una squadra che è andata avanti di pura voglia e non perché squadra “da metà classifica di Serie A” come è stata goffamente descritta (la miriade di palle gol create dai giallorossi nella ripresa parlano chiaro. A Venezia, dopo una prima mezz’ora a boccheggiare, il Lecce ci ha messo la grinta necessaria ad essere all’altezza in Serie A, mettendo poi gli episodi dalla propria.
Lezione imparata e subito dimenticata, perché con la Roma l’agonismo è stato a zero ed i ritmi quasi da ritiro estivo e la cosa, mitigata solo dalla qualità certo più contenuta dell’avversario, è avvenuta anche a Cagliari. Due sconfitte in due gare consegnate ad avversari che magari avrebbero potuto vincere lo stesso, ma certo con tutt’altra fatica se avessero avuto di fronte una squadra più battagliera. Viva la tattica, fondamentale la tecnica, ma a certi livelli metterci la mentalità è alla base di tutto. D’altronde basti vedere com’è nata la miglior palla gol creata dai giallorossi all’Unipol Domus: palla alta e Falcone ad arrivare due volte con cattiveria. Quella che il Lecce 2026/27 sembra aver dimenticato.
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Via DF, dentro Nicola, ma subito!
A Venezia è andata bene, non occorre essere in possesso del UEFA B o UEFA A, per leggere e capire le partite.
Non sono mai stato critico e aggressivo nei miei commenti, ma certe prestazioni non sono più scusabili e, cosa gravissima, continuano a ripetersi. Questo articolo evidenzia una verità storica: il Lecce si salva solo col coltello tra i denti. Ma se dopo quattro partite ufficiali abbiamo visto solo “un tempo e mezzo da Lecce”, le responsabilità di Di Francesco sono evidenti. L’ostinazione su un modulo, su scelte di formazione iniziale, e a partita in corso, che non valorizzano i calciatori messi in campo sta togliendo ogni certezza. Anzi, l’atteggiamento passivo visto in campo fa sorgere un dubbio ancora più grave: l’impressione è che si sia già rotto qualcosa nello spogliatoio e che la squadra stia quasi remando contro l’allenatore. L’allenatore ha la responsabilità primaria della mentalità con cui si scende in campo e vedere ritmi da ritiro estivo contro Roma e Cagliari è inaccettabile. Senza un’identità chiara e senza la fiducia totale del gruppo verso la guida tecnica si parte già sconfitti a prescindere dall’avversario. Inutile discutere di moduli o tattica se manca la base emotiva e la coesione interna. Bisogna fare chiarezza subito, serve una svolta immediata dentro e fuori dal campo perché certe prestazioni e certi atteggiamenti non sono piu’ accettabili. Andiamo avanti. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.
Secondo me, la squadra è nettamente più forte dell’anno scorso ed è una delle più forti di sempre. C’è qualcosa che è accaduto o sta accadendo nello spogliatoio; non ho mai visto una squadra entrare in campo così fiacca. Non sanno come giocare, a chi dare la palla, sono quasi sollevati quando il gioco lo fa l’avversario, e corrono pochissimo. È stranamente in crisi di motivazioni e di fiducia. Ci sono cose che noi tifosi non vediamo, che stanno determinando o hanno determinato questo.
Con gente scadente come stulic cosa ti aspetti?
Allenatore perso, non lo segue nessuno.
DS fallimentare, pessimo mercato, si sapeva
La grinta quindi chi la deve trasmettere???????????!!!
Se dovesse se ci fosse, ma dove volete andare con i se è con i ma, noi siamo questi, squadra di provincia unico obiettivo anche quest’anno è la salvezza
E allora dovreste fare una bella intervista a Cassano e Antonio Conte che ne pensate ??