Bojinov: “Corvino mi parlava solo in salentino, io sognavo il Pallone d’Oro. Lecce il mio posto del cuore”

L'intervista rilasciata dall'ex attaccante del Lecce Valeri Bojinov a La Gazzetta dello Sport

CORVINO. “Avevo 14 anni, Corvino era lƬ a Malta e mi portò subito in Italia per un provino. Sarei dovuto rimanere per un paio di giorni, e invece ho legato al Salento tutta la mia vita. LƬ ho studiato, ho imparato l’italiano e anche il dialetto. Come dico sempre: ‘Lu sule, lu mare, lu jentu’. A maggio vorrei tornare per salutare Corvino, che tra l’altro mi parlava in salentino.Ā ‘O capisci, capisci. Altrimenti sono ca… tuoi’. Questa la sua frase tipo. Ti bastonava spesso. Segnavi un super gol? Zero complimenti: ti diceva che la battaglia successiva sarebbe stata la prossima. Un mentore”.

ZEMAN. “All’inizio mi stava quasi sulle palle. Ci furono scontri. Il giorno della presentazione, ad esempio, lui parlava piano, non sentivo niente e mi misi a ridere. Lui si girò di scatto e disse: ‘Ridi Bojinov, ridi, che da domani rido io. Un ritiro massacrante: dieci volte i mille metri, gradoni, sacchi di sabbia, scatti. E mentre faticavo mi diceva: ‘Vuoi diventare come Sheva? Allora corri’. Non ĆØ finita: quando in allenamento segnavo un gol, lui fischiava e lo annullava. ‘Questo non ĆØ calcio’. Una volta mi cacciò via dalla seduta, ma gli chiesi scusa subito. Mi disse che avrei dovuto chiedere scusa a me stesso e che l’avrei dovuto ascoltare di più. LƬ capii il suo valore e lo seguii in tutto. Gli voglio bene. A gennaio 2005 andai alla Fiorentina per 15 milioni dopo aver segnato 11 gol. Se fossi rimasto sarei arrivato a 20, anche perchĆ© Vucinic toccò i 19”.

MANCATO PASSAGGIO ALL’INTER.Ā  “Gennaio 2006, vigilia di una sfida col Chievo. Sono lƬ che mi rilasso quando all’improvviso squilla il telefono. ‘Sono Branca, ds dell’Inter’. Penso a uno scherzo, riattacco, ma richiama subito. ‘Firmerai dopo la partita. Prandelli mi mandò in panchina. Ero cosƬ incazzato che risposi male anche al presidente, Andrea Della Valle. Ricordo le chiamate di Branca e Corvino. ‘Ma cos’hai combinato?’. Finii fuori rosa e saltò tutto. Ero un po’ ribelle”.

POSTO DEL CUORE. “Lecce. Per sempre. Non vedo l’ora di tornare. Cavasin mi mandò in campo a 15 anni e 11 mesi contro il Brescia, gennaio 2002. Ne vado fiero, ma ero convinto di poter vincere il Pallone d’oro”.

Redazione

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1 anno fa

Io nn dimentico quando giocavi con la Fiorentina e al via del mare ti pulisti i piedi uscendo dal terreno di gioco šŸ’©

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1 anno fa

Lu cugghiune Ca sinti…

Commento da Facebook
1 anno fa

Ovviamente

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