Le pagelle di Milan-Lecce: Siebert sbaglia tutto, di Monteiro i pochi spunti. Ilic-Coulibaly irriconoscibili

Milan-Lecce, le pagelle: mediana leggera, dietro Gallo unico a non sbagliare. Paco e Stulic non pungono

LECCE:

Falcone 5,5 – Il Milan porta a casa un successo secco con il minimo sforzo, anche per non aver trovato troppa opposizione tra i pali giallorossi. Gli erroracci li compie ma su Pavlovic e Chukwueze, in entrambi i casi fermati per il fuorigioco. Anche su Pulisic, però, dimostra poca reattività visto che l’attaccante rossonero gli calcia praticamente addosso

Danilo Veiga 5 – Il suo avvio, in cui per due volte lascia sul posto Saelemaekers e si rende pericoloso, è decisamente illusorio. Inizia infatti a soffrire dietro e non riesce più a reagire, fino a lanciare Moreira in porta per il 3-0. Meglio davanti, nonostante poi abbia vanificato quasi tutti i buoni spunti con cross non perfetti

Gaspar 5,5 – Entra anche lui nel disastro difensivo del terzo gol avversario, prima tenendo inspiegabilmente in gioco Ramos e poi cadendo goffamente. Peccato, perché nella scialbissima serata del Lecce era stato tra i pochissimi aspetti tutto sommato positivi fino a quel momento. Invece alla lunga crolla come quasi tutti i titolari

Siebert 4,5 – Forse è il caso che il prossimo Milan-Lecce, si spera l’anno prossimo, resti proprio a guardarlo da casa. Era circa un anno fa che il tedesco scese in campo in modo ai limiti dello scandalo contro i rossoneri, prestazione ripetuta oggi con errori veramente grossolani. Rovina il discreto approccio dei suoi perdendosi Pulisic (al di là del controllo da fenomeno dell’ex Chelsea) su un lancio di sessanta metri, il più grave dei tanti erroracci della sua serata

Gallo 6 – Di gran lunga il migliore della linea a quattro di Di Francesco, anche solo per il fatto di non aver commesso gravi ingenuità. Puntuale nelle diagonali, riesce a contenere Chukwueze che è il meno pericoloso dei suoi. E finalmente ecco un’intesa decente con Monteiro, seppur vanificata da un paio di cross al solito rivedibili

Coulibaly 5 – Certo se non arrivasse ogni tanto serate così in cui evidenzia tutti i suoi limiti tecnici un’offerta importante per lui in via Costadura sarebbe arrivata da un bel po’. Nei buoni primi venti minuti dei suoi avrebbe potuto davvero far male ai rossoneri, vanificando però ogni movimento e inserimento con errori al passaggio e al dribbling praticamente del 100%, due dei quali clamorosi perché arrivati con compagni liberissimi da servire. Inesistente nella ripresa

Ilic 5 – Che fine ha fatto l’elemento di personalità e qualità visto con il Monza? Ok, qui il coefficiente di difficoltà era tutt’altro, ma un minimo lampo, un’accelerata, una verticalizzazione, una giocata di livello superiore poteva esserci. Invece arriva solo un tiro da buona posizione sullo 0-0 in cui poteva fare molto meglio

Maleh 5,5 – Un’altra buona prova ma solo a metà. Nel primo tempo è nettamente il più attivo di un’irriconoscibile mediana giallorossa, mettendoci i giri giusti mentre gli altri passeggiano e faticano a stoppare il pallone. Sembra partire bene anche nella ripresa, ma proprio dopo un cross che gestisce male crolla anche lui, non seguendo Rabiot nell’azione del tris rossonero

Pierotti 5,5 – Di Francesco lo chiama in causa e lui risponde “alla Pierotti”. Dedizione, fisico, copertura e sacrificio in una cornice totalmente priva di contenuti tecnici adeguati. Punta gli avversari a testa bassa e finendogli addosso, spreca una grande azione nel primo tempo con un cross calibrato male e non dà nulla più alla manovra offensiva dei suoi

Stulic 5,5 – Dopo il Monza, un altro voto di pochissimo inferiore alla sufficienza. Lo sottolineiamo perché gli abbiamo visto fare prove decisamente peggiori ed anche perché in serate così non è che gli si potesse poi chiedere troppo di più. Qualche pallone ben giocato, pochissima incisività complessiva

Monteiro 6 – Meglio oggi che con il Monza. Lo svizzero, alla terza da titolare, inizia a dare saggio di qualche sua qualità, mostrando anche buona personalità. Nel primo tempo è l’unico a voler mostrare davvero quel coraggio rimasto solo nei proclami del mister, nella seconda mette in mezzo la palla del potenziale 2-1 dopo una gran giocata ma Pierotti al solito è due metri in ritardo

Esteban 5,5 – La differenza di atteggiamento rispetto a Stulic è netta anche stavolta, ma non sempre può bastare. Lo spagnolo paga dazio all’esame San Siro riuscendo a metterci lo zampino in pochissime giocate e risultando in ritardo in area di rigore in un paio dei (pochissimi) palloni messi in mezzo. Rispetto al compagno serbo il margine di crescita sembra comunque essere a tutto vantaggio suo

Ngom 6 – A sorpresa mostra più personalità rispetto a Ilic, anche perché favorito dall’essere subentrato a esito quasi compromesso. Un paio di tackle convinti e un tiro forte da fuori

Kaba 5,5 – Il francese invece non riesce a dare anche un piccolo segnale al tecnico. Totalmente abulico

Fatah 6,5 – Anche solo per la soddisfazione di dare un bel voto in una serata ai limiti dell’anticalcio. Fa solo cose positive e sfiora il gol con una conclusione non forte ma che Maignan toglie dall’angolino

N’Dri 6 – Spunti migliori rispetto a Pierotti, missione scontata

All. Di Francesco 5 – Se anche quest’anno ci si avvicinerà allo score di un punto su 42 disponibili con le big del campionato sarebbe bello farsene un’idea prima e concentrarsi ancor più sulle altre 24 partite per evitare brutte prove stile Cagliari. E a vedere Roma e Milan, gare sì molto diverse ma in entrambi i casi divenute troppo presto allenamenti per gli avversari, le premesse non sono positive. Il Lecce ha bisogno di togliersi di dosso certa leggerezza e incapacità di sfruttare le difficoltà delle compagini superiori tecnicamente, sta al mister lavorare su questo

MILAN:

Maignan 6,5 Gila 6,5 De Winter 6,5 Pavlovic 7 Chukwueze 5,5 Rabiot 7 Modric 7 Estupinan 6 Pulisic 7 Saelemaekers 6,5 Ramos 6,5 Moreira 7 Loftus-Cheek 5,5 Musah sv Bartesaghi sv Camarda sv All. Amorim 7

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15 Commenti
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Cri
1 mese fa

Coulibaly non è un trequartista!!! È un buon interdittore ma non può essere un finalizzatore,uno che fa’il passaggio decisivo, ieri a sbagliato tutte le palle che potevano renderci un po’ perocolosi, al contrario di Maleh che sa’ muoversi tra le linee e sa anche concludere, ma possibile che dopo due anni Di Francesco ancora non l’ha capito le caratteristichedei propi giocatori???!!!
Questa è una squadra senza qualità che può giocare solo con il 442 per cercare di fare qualche partita dignitosa!

LukLa77
1 mese fa

La sconfitta con il Milan conta fino a un certo punto. Si può perdere a San Siro, anche contro un Milan tutt’altro che trascendentale. Il problema è quello che questa partita, ancora una volta, sembra aver mostrato: al quinto anno di questo progetto il Lecce continua ad avere dei giocatori, ma fatica ad avere una squadra. Il passaggio da Corvino a Trinchera ha portato tanti volti nuovi. Ilić sembra avere qualità importanti e qualche altro elemento potrà certamente crescere, ma nel complesso rimane la sensazione di una rosa costruita attraverso tante scommesse individuali: giocatori da valorizzare, possibilmente far rendere e, se tutto va bene, trasformare domani in una plusvalenza. È un modello che ha una sua logica economica e che ha consentito al Lecce di restare in Serie A. Ma un progetto, se vuole davvero crescere, dopo cinque anni dovrebbe aggiungere qualcosa. Innanzitutto qualità tecnica, e oggi persino sotto questo aspetto la sensazione è di essere più poveri rispetto ai primi anni. Ma soprattutto dovrebbe costruire uno zoccolo duro. Una squadra ha bisogno di appartenenza, personalità, leadership. Di uomini che vadano dall’arbitro, richiamino un compagno, accendano lo stadio e nei momenti difficili facciano capire agli altri che quella partita riguarda tutti. Negli anni il Lecce questi uomini li ha avuti. Pongračić, Baschirotto, Blin, Strefezza: caratteri e giocatori diversi, ma elementi nei quali era possibile riconoscere qualcosa che andava oltre la semplice prestazione individuale. E ancora prima Mancosu e Coda, uomini di esperienza, di spogliatoio e trascinatori nelle stagioni che hanno costruito le promozioni. Progressivamente, però, queste figure sono andate via tutte. Oggi chi rappresenta questo Lecce? Falcone è un portiere straordinario e un professionista esemplare. Il suo lo fa e lo fa alla grandissima. Ma non è un mistero che da almeno un paio d’anni cerchi, legittimamente, un palcoscenico diverso, che probabilmente meriterebbe anche. Il mercato, però, è quello che è e in Serie A i buoni portieri non mancano. Così oggi dà quasi più l’impressione di essersi adattato alla propria dimensione leccese che di esserne realmente entusiasta. Continua a contribuire in maniera enorme, ma essere un grande professionista e un grande portiere non significa necessariamente essere un trascinatore. Tiago Gabriel rappresenta forse ancora meglio il paradosso. È giovanissimo, ha qualità evidenti ed è a Lecce da appena un anno e mezzo. Eppure da circa un anno si parla già continuamente del suo mercato. Lui stesso sa di essere uno dei principali possibili uomini-plusvalenza della società. Quanto può sentirsi realmente parte di un progetto un calciatore che, quasi dal momento in cui si è imposto, viene immaginato nella vetrina della prossima cessione? Quanto può essere “del Lecce”? Fino alla prossima finestra di mercato? Gallo può restare a Lecce altri dieci anni, ma la leadership è un’altra cosa. Persino uno come Ramadani, con tutti i suoi limiti tecnici, garantiva agonismo, temperamento e spirito di sacrificio. Non era forse il leader ideale, ma anche la sua assenza oggi si sente. Il punto non è rimpiangere questo o quel calciatore. È chiedersi quale sia il passaggio successivo del progetto. Perché non si può pensare che ogni estate basti mettere insieme nuove scommesse, aspettare che qualcuna esploda, venderla bene e ricominciare da capo. Quello può essere un modello finanziario. Ma una squadra di calcio è anche memoria, gerarchie, appartenenza, uomini che rimangono e insegnano ai nuovi cosa significhi indossare quella maglia. Dopo cinque anni il Lecce avrebbe dovuto avere una spina dorsale. Oggi, invece, la sensazione è che ogni stagione riparta quasi da zero. E allora la domanda per Sticchi Damiani è semplice: il prossimo salto di qualità dovrà continuare ad affidarsi soltanto alla capacità di trovare la prossima plusvalenza, oppure è arrivato il momento di investire anche in ciò che a bilancio non compare, ma in campo pesa tantissimo? Qualità, personalità e appartenenza. Perché la fortuna può aiutarti una volta, forse due. Un progetto, al quinto anno, dovrebbe aver bisogno sempre meno della fortuna e sempre più di una squadra.

Terra
1 mese fa

Si , Monteiro gioca svogliato, sembra che ci faccia un piacere a scendere in campo .

Tifosodelecce
1 mese fa

Quest’anno si gioca ad intermittenza ma, ciononostante, abbiamo 6 punti che lasciano ben sperare

Niko
1 mese fa

Tutti ad issare il Frosinone….ma la partita del lecce non era tutta da buttare,i gol presi li prendeva pure l’Inter o Roma e via via,che coulibaly ilic non abbiamo giocato bene sono in accordo,chi dice che gallo ha il 6 per comodità vuol dire che non ha capito nulla di calcio,,non ci speravo né in una vittoria né in un pareggio,difra dovrebbe far giocare Esteban con uno vicino,basta con gli esterni alti che di cross non ne azzeccano una,kaba sembra avere piedi buoni peccato che non riesce ad incidere,ngom ha piedi per fare la mezza ala ma purtroppo non capisce che deve fare le cose più istintive e di prima,pierotti lotta lotta ma a testa bassa e non guarda,Monteiro sicuri che sia esterno?fatha perché non metterlo titolare?magari dietro Esteban…malhe da 7 unico che ci mette tutto,difesa senza t.gabriel fa ridere un po’,stulic e da dare in prestito non è un giocatore da campionato italiano.

Vincenzo
1 mese fa

Diciamo che oramai il Lecce è lo sparring partner o compagno di allenamento delle big….
Veramente triste…

Vincenzo Saverio
1 mese fa

Se per voi Monteiro è sufficiente allora siamo a posto così, ci salviamo di sicuro perché quando incomincerà a giocare veramente sarà da pallone d’oro…

Ultra
1 mese fa

Ma la vedete o i voti li date tanto per
Monteiro sembra che ci faccia un favore per stare in campo
Menomale che erano acquisti mirati e se poi le sostituzioni sono Kaba e Ngom stiamo a posto
Poi ci mettiamo Di Francesco che di tutto quello che dice non riesce a trasmettere niente alla squadra e a dargli una parvenza di gioco
Allora simu proprio futtuti

brick63
1 mese fa

…ma come fate a dare pagelle così alte?

Commento da Facebook
1 mese fa

Abbiamo resuscitato i morti! Non va bene, fatevi gli occhi con il Frosinone che ha letteralmente dominato il Como. Noi quelle partite non le giochiamo mai. Mentalità da mediocri

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