Come arriva il Torino al match di domenica?
“E’ una squadra reduce dall’ennesimo blackout stagionale, siamo già arrivati a tre dopo la cinquina all’esordio contro l’Inter e i tre gol subiti in casa in 8 minuti dall’Atalanta di Juric. È una squadra che, dopo due mesi di buoni risultati e prestazioni in crescita, è nuovamente crollata e il tecnico Baroni dovrà ripartire ancora una volta”.
Quali sono punti deboli e di forza del collettivo di Baroni?
“L’aspetto mentale resta uno dei grandi limiti di questa squadra: il Toro sembra sciogliersi alle prime difficoltà, al primo episodio negativo, e poi fa fatica a reagire. Anzi, spesso capita che esca dalla partita senza dare segnali di reazione. Nel complesso, però, è una squadra abbastanza cinica, che riesce a concretizzare le occasioni che crea. Ma, fino ad oggi, non basta”.
Come descriveresti l’attuale clima nella piazza granata dove continua ad imperversare la contestazione nei confronti di Urbano Cairo?
“Lo ha sottolineato il tecnico Baroni: in due mesi il Toro era riuscito a ricreare un entusiasmo crescente nei confronti della squadra, con l’1-5 contro il Como è stato buttato via tutto ed è tornata la contestazione. La situazione nei confronti del presidente Cairo non cambia, il rapporto resta ai minimi storici, mentre la squadra è stata fischiata dopo l’ultima cinquina”.
Che opinione hai del Lecce di Eusebio Di Francesco?
“È una squadra che deve iniziare a fare punti in casa, è paradossale aver vinto una sola gara interna in tutto l’anno solare proprio contro il Torino durante la scorsa stagione. È un Lecce che comunque ha tutte le carte in regola per raggiungere l’obiettivo, anche se ci sarà da soffrire e battagliare”.
Come dovrebbe scendere in campo il Toro contro i giallorossi?
“Ci sono ballottaggi in tutti i ruoli, a partire dalla porta con Israel che potrebbe riprendersi il posto. In difesa si spera nel recupero di Ismajli, in attacco Ngonge e Zapata si giocano una maglia da titolare al fianco di Adams. A centrocampo, invece, la situazione è più chiara: Asllani in regia, Casadei e Vlasic come mezzali”.








