E’ successo con Baroni, con D’Aversa ed anche con Giampaolo. A Lecce ormai ci si è fatti l’abitudine: con l’inizio del girone di ritorno, soprattutto qualche giornata più in là, ecco il crollo che mette tutto in crisi, classifica in primis. Quest’anno c’è l’aspetto di un calendario complicato da considerare in più, ma questo certo non basta a giustificare numeri così drammatici.
Un trend che è un classico
Per la quarta stagione di fila, dunque, i giallorossi sono chiamati a raddrizzare nel rush finale una situazione in netto calando. I ko con Como, Inter, Napoli, Roma, Atalanta e Bologna hanno fortemente compromesso la classifica, in primis facendo scappare 4-5 potenziali dirette concorrenti e poi, soprattutto, accrescendo le preoccupazione e diminuendo le consapevolezze di squadra e ambiente, perché certo la caratura di avversarie certo non imbattibili (e i tonfi europei lo dimostrano) non basta a giustificare così tante sconfitte. Se Di Francesco non è riuscito ad evitare quanto già accaduto ai suoi predecessori, che almeno riesca a ripeterne l’esito conclusivo, rimettendo in carreggiata la squadra e ottenendo risultati fondamentali per la salvezza.
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Vittorie fortunose, sconfitte meritate
È un’armata Brancaleone diretta dal capocomico vernularu
Un declino che va avanti da almeno due campionati.
Se il Lecce retrocederà, dispiacerà solo ai veri tifosi.
Per i soci che hanno visto il loro modesto investimento iniziale moltiplicato per decine e decine di volte, e ai loro fans, che si stanno estinguendo o si stanno opportunamente celando, non dispiacerà per nulla.
Bravo👏👏👏