Il responsabile dell’Area Performance e ricerca del club Italia parla a La Gazzetta dello Sport di come cambia la preparazione pre-campionato alla luce del poco tempo a disposizione.
PREPARAZIONE VECCHIO STILE. “Di sicuro quest’anno non si viaggia e si torna a un lavoro più classico, ma il tempo è poco. Servirebbe qualche settimana di lavoro atletico e poi un impegno crescente in amichevole: il ritmo della gara te lo dà la gara stessa”.
POST-COVID. “I giocatori sono stati sottoposti a uno stress notevole: due mesi di stop, due mesi di partite ogni tre giorni, adesso la preparazione, presto il campionato. Il preparatore deve gestire il riposo e la necessità di un lavoro atletico importante”.
LAVORO INDIVIDUALE. “Sono un fautore dell’individualizzazione del lavoro. Ci sono tante variabili da considerare nella pianificazione del lavoro: il ruolo, l’età, il numero delle partite giocate in carriera. In Italia abbiamo preparatori atletici di ottimo livello, molto bravi come dimostra anche la positiva gestione della ripresa post-Covid”.
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