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Lecce, in ritiro ci sono già dei ballottaggi?

Nei primi giorni di ritiro a Santa Cristina, Liverani sta già studiando la sua rosa. Il saldo principio del 4-3-1-2 incontra già delle scelte da fare.

GABRIEL/VIGORITO. La maglia numero 1 non ha un padrone. Anche se figurativamente il numero sarà stampato sulla casacca del brasiliano (il sardo preferisce il 22) la titolarità non è ancora decisa. Gabriel Vasconcelos ha un piccolo vantaggio dettato dalla costanza di rendimento dell’anno passato a Perugia, conosce la categoria e sa gli errori, fatti nelle parentesi a Cagliari e Napoli, da non ripetere.

Leggi qui l’approfondimento su Gabriel

Vigorito è deciso però a non fallire: dodici mesi fa il Frosinone gli ha negato l’opportunità dopo la promozione e c’è meno pressione. Già dai primi test in ritiro si vedrà se la forbice tra i due portieri sarà ampia o se la scelta definitiva sarà fatta solo pochi giorni prima dal debutto nella massima serie.

VERA/CALDERONI. A 30 anni, Marco Calderoni può giocarsi la prima vera chance in Serie A (solo 1 presenza con il Palermo nel 2009/2010). Il terzino di Latisana, per generosità, esperienza maturata in tantissime stagioni in B e costanza da stachanovista l’anno scorso, merita la titolarità virtuale. Sul rettangolo verde del Mulin Da Coi si allenerà costantemente in proiezione offensiva, per cercare di sfruttare quei cross tanto amati da Liverani.

Brayan Vera Ramirez, 20 anni, è un’autentica scommessa (qui la scheda). La costanza degli allenamenti con un club manca dallo scorso anno. I Leones, a causa della formula Apertura/Clausura del torneo colombiano, hanno concluso i propri impegni a fine 2018 incassando la retrocessione. La veloce ascesa del terzino è nata con il gruppo della Nazionale Under 20, presente prima al Sudamericano U20 e poi al Mondiale di categoria in Polonia dove è nata la scintilla con Mauro Meluso. Per lui, il ritiro sarà importantissimo. C’è da guadagnarsi anche la conferma in rosa. In caso di mancata convinzione da parte dello staff tecnico, si potrebbe prospettare altro.

BENZAR/FIAMOZZI + VENUTI. Sembra definita anche la griglia di partenza sulla fascia destra. Romario Sandu Benzar è stato un investimento importante per il Lecce, come ribadito da Meluso. Il nazionale romeno è accreditato come una sorpresa della prossima Serie A. L’esperienza internazionale dell’ex Steaua, con tanto di benedizione finale del presidente Becali, deve essere un patrimonio per Liverani, contento per la sua propensione ad offendere.

Dietro a lui c’è il confermato Fiamozzi, anche se l’intervento chirurgico per l’ernia al disco lo terrà fuori per la preparazione. Lorenzo Venuti è un forte candidato al ritorno a Lecce. Come l’anno scorso con l’altoatesino, l’ex viola partirebbe in seconda battuta anche con Benzar.

MECCARIELLO/ROSSETTINI. Luca Rossettini, 34 anni, è una garanzia per la categoria. Da 8 anni disputa 2000′ a stagione: a scanso dell’età che avanza, la continuità di rendimento e la conoscenza della massima serie gli dà più di una spanna di vantaggio su Biagio Meccariello, debuttante ma fedelissimo dell’allenatore al pari di Petriccione. Con Fabio Lucioni candidato a giocare al momento un ruolo da leader del pacchetto arretrato, sono da seguire gli sviluppi di mercato per il “profilo giovane” desiderato da mister Liverani.

I ritratti di Rossettini e Meccariello

MAJER/TABANELLI/X. Anche se numericamente sembra ben fortino, il centrocampo verosimilmente conoscerà altri ritocchi. Tachtsidis comincia da primo candidato per la cabina di regia e Petriccione pronto a fare lo scudiero alla sua sinistra. Il vice-greco sarebbe al momento il goriziano, spostato a play.

Per il ruolo di mezzo destro il Lecce sta cercando un elemento di quantità con esperienza in A. Costui andrebbe a partecipare ad una corsa a tre con Zan Majer e Andrea Tabanelli. Lo sloveno è deb, mentre il Taba, fresco di rinnovo, rivede la categoria dopo gli sprazzi di Cagliari. C’è anche Shakhov, di cui se ne parla in seguito, ma almeno qui c’è abbondanza. Non si escludono aggiustamenti agostani.

MANCOSU/SHAKHOV. La presentazione dell’ucraino ha risposto al dilemma tattico sulla collocazione tattica: Jevhen Shakhov è un prezioso jolly impiegabile nel terzetto di mediana (qui le spiegazioni tattiche) e, anche, da vice-Mancosu. Il capitano è uno degli uomini copertina del Lecce 2019/2020: c’è voglia di stupire dopo il doppio salto di squadra e personale dalla C alla A. Dall’altra parte c’è l’ex Dnipro, un elemento che conosce benissimo l’Europa League e che vuole pungere in fase realizzativa dopo lo scudetto greco collezionato con il PAOK.

Anche Lapadula nelle sue prime parole da giallorosso ha parlato di passati sulla trequarti, ma come per Falco l’anno scorso (dipinto trequartista ma poi punta secondo gli equilibri Liveraniani) al momento sembra difficile immaginare un sistema tattico con Lapadula a supporto di due punte. L’idea, verosimilmente, potrebbe essere una mossa per tentativi di recupero.

FALCO/LAPADULA O NO? Quella che in ritiro sembra una grande coppia di attaccanti che non danno riferimenti, in futuro potrebbe essere un ballottaggio. Si concede il beneficio del dubbio. Il detto “è calcio d’estate”, tutto supposizioni, sogni e preoccupazioni, lo facciamo nostro nella disamina: l’arrivo di un attaccante di prim’ordine (Yilmaz?) ridurrebbe a una la maglia disponibile davanti. Il talentino di Pulsano, di conseguenza, dovrebbe sgomitare con l’italoperuviano.

Ad ogni modo, lo stato di forma, i fitti impegni della Serie A e le caratteristiche dei match a venire daranno spazio a tutte le punte in rosa. Non dimentichiamo Andrea La Mantia, l’anno scorso motore diesel debordante nelle fasi decisive del torneo di B e firmatario di un contratto fino al 2022. Chissà se il bomber di Marino non crei un altro ballottaggio, insperato al momento, tentando d’insidiare l’ultimo arrivato.

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