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Classe pura e voglia di esplodere: Lo Faso, futuro per la trequarti

simone lo faso

Il classe 1998 arriva a zero dal Palermo e in A ha già giocato con rosanero e Fiorentina. Ha fame di riscatto dopo due anni difficili.

Dopo un lungo rincorrersi e battagliare con le pratiche burocratiche, da stamani Simone Lo Faso è un calciatore del Lecce. Arrivato a parametro zero in seguito allo svincolo dal Palermo escluso dal professionismo, il talento siciliano può essere considerato un gran colpo in prospettiva. Questo nonostante i suoi recenti trascorsi tra A e B non siano stati propriamente fortunati.

Nato nel Capoluogo siculo e palermitano doc, la formazione calcistica di Lo Faso è a forti tinte rosanero al netto degli inizi alla Vis Palermo ed i due anni in prestito al Siena a 14 anni. A cavallo del compimento del diciottesimo compleanno, è considerato uno dei più grandi prospetti del calcio italiano.

Nella primavera del Palermo fa sfracelli, realizzando gol straordinari (su tutti il siluro sotto l’incrocio dai trenta metri dopo aver saltato mezza Ternana) e sommando numeri importanti in termini di reti e assist. Il rendimento esaltante con l’Under 19 rosanero gli fa guadagnare l’esordio nella Serie A 2016/2017 (metà tempo contro il Milan il 6 novembre ’16). Con le sue 10 apparizioni non riesce a far evitare la Serie B al Palermo, ma mette comunque ben in mostra il suo potenziale.

Se ne accorge la Fiorentina, che raggiunge l’accordo per il suo prestito annuale con diritto di riscatto. In Toscana credono in lui e, nonostante sia ancora utilizzabile in Primavera, viene subito aggregato alla prima squadra di Pioli. Che lo convoca sempre e lo porta spesso a scaldarsi nel finale di match, concedendogli ben 20 minuti già ad ottobre a Benevento. Gli inizi incoraggianti sono però solo un’illusione. Lo Faso non riesce a ritagliarsi il giusto spazio complice l’esplosione inarrestabile di Chiesa e, soprattutto, la rottura del perone che gli nega l’ultimo mese di campionato.

Il grave problema induce la Fiorentina a non riscattarlo, e ne ritarda anche il pieno recupero per la nuova stagione con il Palermo. La Serie B 2018/2019 sarebbe potenzialmente potuta essere la prima annata da protagonista del talento siciliano, che invece tarda ad entrare in condizione. Gli acciacchi sommati nel girone d’andata non gli consentono di allenarsi con adeguata continuità, e alla fine della stagione i minuti giocati saranno appena 18. Un importante motivo in più per affrontare l’avventura-Lecce con la giusta carica e voglia di riscatto.

Importante sotto diversi profili il rapporto di Lo Faso con l’azzurro Italia. Rapporto che parte dal lontano 2014 con la convocazione nell’Under 17 e che si ferma, al momento, con l’Under 20. In totale ben 24 gettoni e 6 gol all’attivo. Una media decisamente niente male che lo ha portato spesso e volentieri sui taccuini degli osservatori di mezza Europa.

Se infatti sotto il profilo fisico il talento ex Palermo deve ancora trovare la sua sicurezza e solidità, le qualità tecniche sono indiscutibili. Dotato di classe cristallina, non manca di prodursi in giocate “alla Zidane” come rulete e veroniche che fanno girare la testa ai marcatori avversari. In zona gol è a suo agio grazie a buone capacità di inserimento e un tiro potente con entrambi i piedi (ma è destro naturale), pur privilegiando assist liftati a premiare i movimenti dei compagni.

Tatticamente, è un trequartista naturale. In un modulo come quello del Lecce, e per estensione in un attacco a due, può comunque tranquillamente coprire il ruolo di seconda punta. In alternativa, in passato si è adattato a giocare anche come esterno offensivo o mezzala. Ruoli che, comunque, non esaltano appieno le sue qualità.

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