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Buone le prime. Il punto sui giallorossi dopo le amichevoli altoatesine

Soprattutto indicazioni positive per Fabio Liverani dopo i primi test stagionali svolte nel ritiro. Tra poco più di due settimane il primo impegno ufficiale.

Con il ritiro di Santa Cristina in Val Gardena alle spalle e la ripresa dei lavori in sede in programma domani, in casa Lecce è tempo di fare le prime valutazioni su quanto visto in queste settimane. A dare indicazioni unitili sono state soprattutto le quattro uscite amichevoli della banda di Liverani. Tutte vinte, ma soprattutto tutte capaci di consegnare un lascito positivo al tecnico in chiave futura.

COSA FUNZIONA. A dare un’importante segnale di continuità, dunque positivo per antonomasia, è la centralità delle idee di gioco del team. Sin dalle prime battute con i dilettanti locali del Gherdeina, i giallorossi hanno dimostrato di voler cercare geometrie e misure prima di tutto. E la decisa volontà di puntare forte sulla mentalità è e sarà certamente un punto di forza del nuovo Lecce di Serie A.

Non è andata peggio, anzi, a livello di singoli. Ad impressionare in positivo soprattutto alcuni tra i nuovi acquisti: Gabriel ha evidenziato qualità notevoli, Vera ha dimostrato di avere potenzialità per sfondare e in particolare Lapadula ha palesato una verve impressionante in zona gol.

E poi le solite conferme. Petriccione si è mostrato carico a mille e voglioso di dimostrare che non solo è un big tra i cadetti, ma che può esplodere in massima serie. Idem La Mantia e Falco, due che la A l’hanno vista (soprattutto il primo) più in televisione e che sembrano proseguire sulla scia dello scorso anno. In gran spolvero anche Majer, Meccariello e Tabanelli.

COSA SERVE MIGLIORARE. Le uniche piccole preoccupazioni vengono dal piano fisico. Nulla di preoccupante, ci sta un po’ di ritardo di condizione generale e qualche acciacco. Dispiace per lo più per l’infortunio a Mancosu, unico uscito malconcio dai giorni alpini.

Problemi anche per Benzar, ripresosi giusto in tempo per le ultime due amichevoli, e soprattutto per l’ucraino Shakhov, non ancora visto all’opera. Dettagli da non ignorare, ma comunque un nulla rispetto alle ottime cose fatte vedere dai giallorossi. In attesa che arrivi il difficile, e magari bello.

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