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L’attesa di Babacar e il profilo descritto da Liverani. Facciamo delle domande…

L’ex Fiorentina continua nel suo silenzio sul probabile trasferimento in giallorosso nonostante l’accordo già presente col Sassuolo. Intanto Liverani ha descritto la punta adatta al suo gioco. L’analisi è collegabile con Babacar?

L’ossessione del caldissimo agosto sul fronte calciomercato è l’attaccante. Il tira e molla tra Lecce e Sassuolo per Khouma Babacar si sta prolungando ancora nonostante le società siano giunte ad un punto di convenienza per ambedue le parti.

FATTI. L’accordo con il Sassuolo per il passaggio del senegalese a Lecce è cosa fatta. Lo ha confermato Carnevali mercoledì sera in un’intervista a Sky. I due club si sono accordati per un prestito oneroso a 2 milioni con diritto di riscatto (obbligatorio in caso di permanenza in A) fissato a 5 o 6 milioni. Il matrimonio non si è ancora fatto per l’incertezza di Babacar che, ipoteticamente stuzzicato dall’ipotesi Genoa per l’affare Kouamé-Sassuolo poi smentita da Carnevali, nicchia prima di dire sì al Lecce. I tempi delle trattative in entrata di questa sessione non sono brevi e i tira e molla (Yilmaz insegna…) sono all’ordine del giorno.

TRASFERIMENTO MULTIPLO. Il Sassuolo, come ha fatto il Genoa per Lapadula, è disposto a contribuire sul pagamento dello stipendio, ma l’esborso per la compagine di via Costadura rimane pur sempre importante, specialmente se, come si pensa, Babacar arrivasse accompagnato dai difensori Dell’Orco e Goldaniga.

LIVERANI. A questo punto però ci colleghiamo con i voleri espressi dal Liverani ieri. Il tecnico ha risposto così quando si trattava di tracciare il profilo dell’attaccante desiderato: “Semplice, deve essere: forte, che fa gol, che sia di categoria e magari con esperienza a livello internazionale. Un giocatore che in grado di giocare a calcio e che  da solo possa alzare il livello di questa squadra”.

QUESITO. L’abito disegnato dal sarto Liverani, almeno nelle parole descritte ieri, non cade a pennello su Babacar. Scetticismi? No, considerazioni estive, ma meritevoli di approfondimento. Sul capitolo gol, prima di esprimere delle incertezze basate solo su numeri, definibili da alcuni freddi e inutili se non parametrati con il contesto ma da altri fondamentali, c’è da dire che Khouma, nelle ultime stagioni, non ha mai avuto un minutaggio da titolarissimo, cosa che verosimilmente al Via del Mare accadrebbe. Quindi, domanda: potrebbe essere Babacar il profilo descritto?

BOMBER. La considerazione è necessaria per valutare la prolificità del 26enne, che nei suoi anni di serie A non si è mai spinto oltre i 1500′ giocati, ossia il 43,86% dei minuti di gioco stagionali. Tradotto: Babacar non ha mai avuto l’occasione da punta di diamante e leader. O, secondo pensieri fiorentini (e anche sassolesi), l’ha avuta ma non si è guadagnato i gradi per mantenerla.

NUMERI INIZIALI. Fatto sta, rimanendo sempre nell’alveo dei numeri, che l’ultima stagione con enorme continuità è quella dell’esplosione a Modena in B nel 2013/2014: 20 gol, 8 assist in 39 caps per totali 3141 minuti. Un gol ogni 157′, in termini pratici ogni partita e mezzo o poco più. I tassi, fatta eccezione per l’ultimo anno e rimanendo al campionato, si sono mantenuti sull’arco di tempo anche con la Fiorentina. Un gol ogni 164′ nel 2014/2015, ogni 160′ nel 2015/2016 e ogni 132′ nel 2016/2017, l’annata della doppia cifra (10 reti).

RALLENTAMENTO. Due anni fa la carriera si è divisa tra viola e Sassuolo. Le 4 firme da agosto 2017 a gennaio 2018, segnate in 432′ di spezzoni sforano il muro del gol ogni due partite con 186′. A Sassuolo, dove Babacar andò per rilanciarsi a livelli medio-alti, le segnature furono solo 2 in 747′ (216′ a gol). Peccato che in Emilia cominciò da prima scelta offensiva al centro del tridente con Politano e Berardi.

CADUTA. L’anno scorso il rendimento “flop”. 212 minuti da attendere per uno dei 7 Babagol che hanno fatto sorridere De Zerbi, orientato a impiegarlo per soli 1488′, per metà da titolare e per l’altra metà in corsa. Ripetiamoci, i numeri non tengono conto dell’ambiente, della fiducia e dei sistemi tattici adottati. Tuttavia, di concerto con la strategia di mercato del Lecce, orientata a nomi sì di qualità ma alla ricerca del rilancio, si potrebbe definire Babacar, Liverani docet, un attaccante che fa gol.

EUROBABA. Liverani ha posto un focus sull’esperienza europea. Babacar, nei suoi anni fiorentini, è stato spesso insignito del ruolo di prima punta di Europa League, almeno nella fase a gironi. Le presenze totali nella seconda competizione europea sono 18, con 8 gol. Riproponendo il calcolo stagionale fatto prima sull’interezza delle presenze europee si arriverebbe a un Babagol infrasettimanale ogni 115′. Una regolarità di gol mai avuta nei tornei nazionali. Ergo, Babacar ha esperienza internazionale? Si può rispondere sì, sufficiente. Anche se il “magari” di Liverani alluderebbe alla presenza di venti greci (Mitroglou) o di altri lidi d’Europa.

CONCLUSIONE. E poi, come affermato da Meluso, il Lecce lavora su due attaccanti di livello non ancora usciti sulla ribalta. Non è noto ancora il nome, ma sicuramente il profilo è tracciato. Lo sguardo si amplia oltre il ventaglio della Serie A. Rispondiamo alla domanda di prima. Potrebbe essere Babacar il profilo descritto da Liverani? Ci sbilanciamo verso una probabile risposta che sarebbe un: “sì, ma ci continuiamo a guardare intorno”. A voi lettori le altre interpretazioni. 

 

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