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E’ un’Atalanta provata dalle euro-fatiche. Gioco e attacco però fanno tremare le big

I nerazzurri, prossimi avversari del Lecce, sono reduci dalla beffa Champions con lo Shakhtar. Ma guai a darli in difficoltà: sono terzi e segnano a valanga.

Dopo aver sfiorato l’impresa casalinga con la Roma, per il Lecce è tempo di cercarne un’altra ancora più difficile sul campo dell‘Atalanta. Nel nuovo contesto del Gewiss Stadium, che proprio domenica verrà inaugurato nella sua veste rinnovata, nerazzurri e giallorossi si daranno battaglia per il settimo turno di Serie A. Una battaglia che vede, e non potrebbe essere altrimenti, la formazione orobica come nettamente favorita.

Anche quest’anno, come avviene ormai costantemente da quattro stagioni, dalle parti di Zingonia è stata allestita una rosa di grande qualità. L’obiettivo è lo stesso: consolidarsi in zona Europa. Un progetto che parte da lontano in una società che, dopo un ventennio da squadra-ascensore tra A e B, si è stabilita nell’olimpo del calcio iniziando a scrivere le pagine più importanti della propria storia.

Un settore giovanile da top club da sempre è stata la base, contornata da un seguito da far invidia anche alle piazze più calde. Da questi due punti fermi è partito tutto, ma il salto di qualità è avvenuto con l’arrivo sulla panchina nerazzurra di Gian Piero Gasperini, non a caso soprannominato Gasperson. Con lui l’Atalanta ha acquisito identità e mentalità di gioco inconfondibili arrivando alla terza qualificazione europea di fila, stavolta dalla porta principale della Champions League.

A Bergamo stanno vivendo un sogno che invece è pura realtà. Chiaramente l’inesperienza degli interpreti ha fatto pagare qualcosa anche al collettivo, tant’è che nelle prime due uscite Champions sono arrivati altrettanti ko. E con Dinamo Zagabria e Shakhtar, non con il Manchester City prossimo avversario. Zero punti in due giornate che vogliono dire quasi fine dei giochi. Ma difficilmente l’Atalanta pagherà fatiche ed eventuali delusioni in campionato.

Sì, perché la classifica di Serie A parla chiaro: dopo sei turno gli orobici sono terzi a -5 dalla vetta. E questo nonostante i due passi falsi con Torino e Fiorentina che hanno fruttato un solo punto nonostante, prestazione alla mano, sarebbero potuti arrivarne sei.

In Italia Gomez e compagni giocano ormai a memoria, e risultano spesso devastanti. Tra le linee il Papu e Ilicic inventano come pochi, Zapata è un uragano di reti e ora con Muriel l’attacco assume anche profondità. Nel mezzo Freuler, De Roon e Pasalic garantiscono quell’intensità marchio di fabbrica del collettivo. Intensità decisiva per il gioco in velocità sulle fasce, dove Hateboer, Castagne e Gosens sono ormai elementi di comprovata qualità. A dare ulteriore brio è arrivato anche l’interessante Malinovskyi, classe pura. Insomma, i 15 gol all’attivo non sono un caso.

Meglio l’Atalanta può fare certamente dietro, dove continua sempre a concedere qualcosa. In questo Gasperini punta molto sull’atletismo del singolo, che se perde gli uno contro uno rischia sempre di mettere in difficoltà la squadra. Fallito l’esperimento Skrtel, a metterci una pezza è arrivato Kjaer. Basterà per mettere una pezza in una difesa talvolta troppo scoperta? Mal che vada, c’è un Gollini spesso formato saracinesca.

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