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CdS – Rossi: “La qualità di Liverani è la sua straordinaria velocità di pensiero”

“Questo per il Lecce è un anno fondamentale per il consolidamento, perché la nuova avventura duri nel tempo: credo nella nuova società”, ha affermato l’ex allenatore giallorosso.

Delio Rossi, doppio ex allenatore di Lecce (2002-04) e Bologna (2015) parla a Il Corriere dello Sport della gara di domenica pomeriggio, ma fa anche il punto della situazione per ciò che concerne il cammino degli uomini di Liverani fino ad oggi.

RICORDI GIALLOROSSI.Corvino mi chiamò nel finale di campionato per salvare la stagione. Arrivammo quinti, ci prendemmo la A ai playoff”.

MIHAJILOVIC.Una vicenda che racconta come il calcio non abbia smarrito la sua sensibilità. E non è pietismo, è ammirazione per un combattente”.

LIVERANI.Fabio ha equilibri che gli vengono da lontano e che lo aiutano moltissimo nella sua avventura di allenatore, che lo vede vincente da due anni, a Lecce. Ha una straordinaria velocità di pensiero che cerca di infondere ai suoi ragazzi. Ecco, io spero che consolidi il Lecce in Serie A”.

MASSIMA SERIE.Essere approdati sulla scena del grande calcio è una fortuna, il calcio come operazione di marketing per la “mia” Puglia, una regione che ha straordinarie potenzialità. Il calcio può essere l’amplificatore delle sue bellezze, delle sue risorse. Il Sud ha tanto bisogno di marketing. Il discorso vale per le regioni, per le grandi città che non riescono a prendersi questa scena. Il Sud fuori dal calcio, è anche fuori dai grandi giri economici”.

SOFFERENZA. “Soffro A vedere il Bari in C, il Brindisi, il Taranto, il mio Foggia in Serie D per me è un dramma. È davvero un’offesa alla storia. Lo dico da pugliese acquisito”.

PUGLIESITA’.Sono di Torre Pedrera di Rimini. Mi ero iscritto a scienze motorie a Urbino, ma mi ero poi trasferito per proseguire gli studi, all’Università foggiana. Mi ero fatto male al ginocchio e in Ospedale incontrai la mia professoressa, lei aveva problemi alla mano. Ci ritrovammo nell’anticamera, lei aveva un libro sui giochi sportivi. Si, galeotto fu quell’incontro. Ci ritrovammo all’Isef. Dalla nostra unione sono poi nati i nostri figli. Ho casa a Peschici, dove trascorro le vacanze. A Foggia c’è la casa dei suoceri. Avevo 21 anni quando ho cominciato a giocare col Foggia, quattro anni da capitano, in ascensore fra la Cela B. A Foggia sono stato con Fesce a poi con Casillo. All’alba degli anni Novanta ho cominciato ad allenare a Torremaggiore. Esperienza straordinaria. I dirigenti era il macellaio del paese, l’elettrauto. Ci si allenava dalla mattina alla sera, bisognava conciliare quello che andava a scuola, con chi andava in fabbrica”.

FOGGIA. “Poi ho cominciato con la Primavera del Foggia, Casillo aveva il Foggia in A, la Salemitana in C. Mi mandarono a Salerno e andammo in B ai playoff, l’anno dopo perdemmo la A all’ultimo respiro del campionato. La Salernitana in A la portai nel 1997, dopo aver guidato il Foggia nel 1995. Ho giocato per un anno anche nell’Andria, dove c’era Fuzio e dove andai dopo un alterco con Casillo”.

QUESTIONE DI PIAZZE.Troppa distanza dalla Daunia al Salento. Dalla Daunia ci puoi passare, il Salento è il punto di arrivo, ci devi andare per forza. Diverse sono le dimensioni culturali. Nel Salento ho colto un fortissimo attaccamento alla terra. I tifosi leccesi sono perciò legatissimi alla loro squadra. Capitava anche a me di avere i tifosi vicini, in trasferta con il nostro grande Lecce. E’ entusiasmante sentirli intorno in maniera così appassionata, calorosa a Torino, a Milano, in qualsiasi posto del Nord”.

ANNO FONDAMENTALE PER IL LECCE.Questo è un anno fondamentale per il consolidamento, perché la nuova avventura duri nel tempo. Credo molto in Fabio, mio capitano a Palermo. Credo nella nuova società“.

LE ALTRE.Ma vorrei che tornassero in alto tutte le pugliesi: dal Bari che sta facendo bene, anche se la Reggina e come una lepre. In C la Virtus Francavilla è un bell’esempio di gestione, il Monopoli sta giocando da protagonista forse il suo campionato più bello, autentica rivelazione. Il Bisceglie lotta. Il mio Foggia, invece, sta sognando alla grande, in un campionato complicato, quello di Serie D, dove la Puglia di provincia ha orgoglio e voglia di imporsi, vedi Bitonto, Fasano, ed il Casarano che si è ripreso con Bitetto e che vuole ripercorrere il cammino del grande Filograna. Sta strettissima all’Andria, che ha vissuto stagioni importanti in B, questa categoria. Taranto, che ha avuto i Selvaggi e Jacovone, ha bisogno di un sorriso leggero. A Brindisi c’erano una volta un grande presidente e “o’ lione” Vinicio. Sta ripartendo con Ciullo. La mia Puglia deve ritrovare i derby d’alta quota. Per volare alto negli altri campi”.

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