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Il 10 sulle spalle, un mancino d’oro e il San Paolo: la domenica da big di Pippo Falco

Ennesima prova stagionale da incorniciare, per qualità ed efficacia, di un calciatore che quando è in giornata-sì può essere devastante contro chiunque.

Premessa fondamentale: in questo articolo Filippo Falco non verrà mai paragonato a Diego Armando Maradona, rispetto al quale il giallorosso, come chiunque (eccetto forse il solo Messi), pratica un altro sport. Lasciandoci però andare in una nota romantica e passionale, non notare come la giornata di ieri sia stata magica per il numero 10 del Lecce è impossibile.

Come se ci fosse bisogno di dimostrarlo ancora, Falco ha fatto ancora vedere all’Italia che le sue qualità sono da top di livello nazionale. Che, quando è in giornata, può essere inarrestabile o quasi per chiunque. Sia esso un difensore di pari esperienza in A o un big mondiale come Koulibaly. Con spesso come lieto fine gli inevitabili applausi di tutti. Tifosi giallorossi e avversari.

Il pubblico partenopeo, d’altronde, il palato fine per certi calciatori ce l’ha eccome, dunque tale epilogo per la gara del fantasista del Lecce era scontato. Una gara in crescendo, caratterizzata da un’iniziale fase sorniona alla quale hanno fatto seguito tiri col contagiri, assist, dribbling, sgroppate frutto di talento cristallino e potenzialmente devastante.

Questo nonostante il grande sacrificio, spesso a raddoppiare su Zielinski o Mario Rui. La sua mezz’ora d’avvio “difensiva” è culminata poi nella specialità della casa, il colpo da biliardo mancino che ha propiziato lo 0-1. Che poteva essere se 0-2 se, pochi minuti dopo, il suo tiro a giro fosse andato all’incrocio, anziché a lato di 30cm e non più. Solo un mini-exploit? Macché. La ripresa di Falco è stata dir poco sontuosa.

Lì, dove solo due settimane fa Ronaldo, Dybala e Higuain non avevano raccolto oltre che due tiri in tre, il talento salentino ha mandato in crisi ogni diretto avversario. Puntualmente saltato o saltati, vedi quando a metà secondo tempo ne mette in riga tre in mezzo metro dando il là ad una ripartenza per un nulla tramutata in gol. Il tutto subito dopo aver disegnato quell’arcobaleno che Lapadula ha tramutato nel nuovo vantaggio.

Il tutto per riassumere, in sintesi, il pomeriggio da sogno di Filippo Falco. Un sogno che sommato all’esordio super di San Siro, alle prodezze con Sassuolo, Genoa e Torino, alle tante ottime precedenti gare fa una prova: il suo talento merita ben altro che la lotta salvezza. Liverani non si stanca mai di ripeterlo: se trovasse la rotta giusta, quella del carattere e della continuità, la strada verso il calcio dei big (chissà, non solo nazionali) sarebbe in discesa.

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