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Barbas a CL: “Voglio tornare per insegnare ai giovani l’importanza di giocare per il Lecce”

Dopo aver a lungo parlato in esclusiva per CalcioLecce del suo passato da calciatore, l’idolo giallorosso Beto Barbas ci ha confidato il suo desiderio di tornare nel Salento ad insegnare calcio. Ecco l’appendice dell’intervista dedicata al futuro del campione argentino.

Quali sono gli obiettivi di Beto Barbas per l’immediato futuro?

“Ho una grandissima fame di calcio, che si traduce nella voglia di tornare a lavorare per insegnare questo sport ai ragazzi. Voglio trasmettere loro quello che ho imparato da tutti i grandi tecnici che ho avuto, dal Menotti a Mazzone, passando per Fascetti”.

Dove ti piacerebbe lavorare?

“Se venissi chiamato a guidare una formazione di ragazzi giallorossa, o far parte dello staff tecnico del settore giovanile, il giorno dopo dell’apertura post lock-down sarei già a Lecce. Nel Salento sono stato trattato da re, ho lasciato un gran ricordo di me e so che lavorerei bene, riuscendo a valorizzare i giovani. Il mio lavoro sarebbe apprezzato”.

Com’è il Barbas allenatore?

“Ci terrei molto ad allenare nel Salento, perché vorrei far capire a chi gioca nella scuola calcio del club giallorosso cosa vuol dire indossare la maglia del Lecce. E’ una maglia che pesa, non quella di un piccolo club. Bisogna farsi valere con quei colori addosso, questo è un valore fondamentale da insegnare fin da piccoli ai futuri calciatori”.

Hai già ottenuto dei risultati importanti nella valorizzazione dei giovani?

“Da tecnico delle giovanili ed allenatore ad interim del Racing Avellaneda ho scoperto grandi calciatori come Centurion, Vietto, i fratelli Zuculini. Ma anche Juan Musso, attuale portiere dell’Udinese. Lui voleva smettere di giocare qualche anno fa, io andai personalmente al suo paese per fargli cambiare idea e ci riuscii, contribuendo alla sua formazione di grande professionista quale è”.

Come mai non hai continuato a lavorare per il Racing?

“Ringrazierò per sempre la società biancoceleste perché mi ha reso un uomo migliore, un calciatore professionista famoso a livello importante. Grazie al club di Avellaneda ho acquistato la mia prima macchina, la mia prima casa. E’ stata una seconda famiglia per me. Peccato che, nel recente passato da allenatore, alcuni dirigenti mi hanno trattato male. Ma le persone che lo guidano passano, il Racing Club resta per sempre”.

Come sono andati gli ultimi mesi prima dello stop forzato?

“In questo momento svolgo il ruolo di coordinatore delle formazioni giovanili nell’Almirante Brown, con l’obiettivo di formare giovani calciatori. Purtroppo questa pandemia ha fermato un po’ tutto, cambiando i piani e creando difficoltà in vari ambiti, soprattutto dal punto di vista economico e sociale. Un po’ a tutti, soprattutto agli allenatori, me compreso. La pandemia ha messo in ginocchio il nostro sistema, qui le società ora non hanno denaro per coprire gli stipendi. Alla ripresa, come detto, mi piacerebbe davvero vedere un futuro di nuovo nel Salento“.

QUI LA LUNGA INTERVISTA SULLA CARRIERA DI BETO BARBAS.

Di seguito il suo video-saluto ai lettori di CalcioLecce.

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