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Manca lo spettacolo, non l’efficacia da schiacciasassi. Con la Juve la gara (sulla carta) più difficile

I bianconeri non brillavano, salvo poche eccezioni, prima dello stop e non hanno ripreso certo dando massimo sfoggio delle loro qualità. Ma restano la squadra più forte della Serie A.

Numeri, nomi e classifica alla mano, venerdì sera il Lecce sarà chiamato a disputare la partita più difficile del suo campionato, quella in casa della Juventus capolista. I bianconeri sono andati a lungo, nel corso di questa stagione, al di sotto delle loro possibilità, tanto da alimentare le polemiche inerenti il futuro del progetto-Sarri. Ma, nonostante la sconfitta a Lione nell’andata degli ottavi Champions ed il ko in finale di Coppa Italia restano la squadra da battere, come dimostrano tra l’altro gli zero gol subiti negli ultimi 4 match ufficiali.

Certo, da una squadra come la Juventus era lecito attendersi di più. Non che stia facendo poco, ovviamente, ma a livello di nomi nessuno in Italia, e da diversi anni, può considerarsi di pari livello. Una rosa già forte è stata impreziosita quest’anno dai rientri di Bonucci e Higuain, oltre che dai vari De Ligt, Danilo, Rabiot, Ramsey: tutti elementi di caratura mondiale. Ma il vero colpo è stato, o forse doveva essere, in panchina: Maurizio Sarri. Il tecnico è stato scelto per dare alla Juve quello che, nonostante risultati vicini alla perfezione (Europa esclusa), è sempre mancato: un gioco scintillate in stile City, Barcellona o Bayern. Per farla diventare, dunque, più europea nelle variabili tattiche.

Invece i risultati ci sono stati, il gioco molto meno. A dirla tutta ancora bruciano le finali perse con Lazio (Supercoppa) e Napoli (Coppa Italia), nulla comunque di impossibile da recuperare. I focus sono tutti su quella Champions che riprenderà ad agosto e su uno Scudetto pienamente alla portata nonostante Lazio e Inter non mollino. Ma quando c’è stato qualche segnale di crisi, da squadra compatta, quadrata in ogni settore e soprattutto esperta quella bianconera si è sempre rialzata. Lo si è visto dopo la sconfitta di Roma sponda biancoceleste, di Napoli, di Verona e anche di Coppa. Lunedì è arrivato infatti un fondamentale quanto tutto sommato agevole 0-2 a Bologna: tre punti fondamentali.

E morale subito rialzato per la truppa di Sarri, che arriva alla sfida con il Lecce con la testa alta di chi sa che guarda, e deve continuare a guardare, tutti ancora dall’alto. I bianconeri ci arrivano un po’ incerottati sulle corsie difensive, dove ci sarebbe disponibile solo l’ex Cuadrado, che poi tanto difensore non è. Per chiunque sarebbe un dramma. Non per la Juve, che negli altri ruoli può contare il pienone o quasi. Attacco compreso, dove Ronaldo affronterà, salvo clamorosi turnover, per la prima volta il Lecce da avversario.

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