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La B e le sue maglie – Il Pordenone, il ramarro ed il legame con Venezia

Prima puntata della nostra rubrica dedicata, tra storia e presente, agli emblemi per eccellenza di ogni club del campionato cadetto: la maglia da gioco. Oggi tocca al Pordenone.

Cosa c’è che rende più orgoglioso un vero tifoso di calcio dell’unicità, l’autenticità, il legame con il territorio della propria squadra del cuore? Niente, non c’è dubbio. E se esiste un elemento dai contorni sacri che rappresenta al meglio l’essenza del tifo, quella “diversità” senza la quale nessuna lega, campionato a partita sarebbe mai nata, è la maglia di calcio. Da qui la nostra idea di raccontarvi, ogni volta che il Lecce giocherà in casa e per tutto l’anno, la storia, le caratteristiche e la curiosità delle divise dell’avversario di turno. Il nostro viaggio cromatico ed iconico nella nelle maglie della Serie B parte dal Pordenone.

Nero e verde sono colori rari da trovare assieme associati a club calcistici d’Italia, ed il Pordenone Calcio rappresenta un’affascinante eccezione. L’origine della scelta del club che quest’anno compie 100 anni è duplice, quasi leggendaria. L’ipotesi più accreditata è che i pionieri del calcio pordenonese optarono per emulare i colori della più celebre Venezia, al cui territorio la provincia più occidentale del Friuli è molto legata.

Ma non c’è solo l’ipotesi storico-etnica. Si dice che dietro la decisione del neroverde vi fosse un altro legame, quello della città e della sua gente, in una zona d’Italia da sempre in connubio fluviale, al fiume Noncello. Le cui acque si alternano spesso tra il verde scintillante ed una gradazione più scura, quasi tendente al nero. E sulle cui rive hanno vissuto per secoli i più verdi tra gli animali del Belpaese, quei ramarri diventati presto simboli del Pordenone Calcio.

Sin dagli albori nero e verde, quasi sempre a strisce, non hanno mai abbandonato le maglie del club. Solo in due occasioni si è assistito alla netta variazione verso il biancorosso, ad omaggiare lo stemma cittadino. Per le seconde e terze maglie il completo bianco e quello nero sono pressoché sempre state presenti, salvo recenti scelte più stravaganti, come il grigio militare della passata stagione.

Una curiosità accomuna il Pordenone ed il Lecce in epoca recente, esattamente tre stagioni fa. Nell’occasione il club scelse di scrivere in chiaroscuro i nomi dei 50 comuni che compongono la provincia pordenonese. Stessa operazione di marketing territoriale vista quest’anno nel club salentino, che ha fatto questa scelta già apprezzatissima per la seconda divisa.

E andiamo al presente: neroverde, e non potrebbe essere altrimenti, anche quest’anno per i Ramarri. Con le particolarità del 100 dorato, presente su tutte le divise, e dell’effetto-pennello del verde sul nero. Inclinazione erpetologica per la terza divisa: completamente verde a rendere omaggio al ramarro, con tanto di effetto-squame. Tutti gli inserti, sponsor inclusi, sono in oro ad omaggiare il centenario. Ancora mistero invece riguardo la seconda maglia, che verrà presentata più avanti.

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