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Giallorossi in viaggio – Cosenza, l’Atene d’Italia ai piedi della Sila

Terza trasferta, la prima al Sud, per il Lecce dopo il turno infrasettimanale. Oggi parleremo di Cosenza.

Il capoluogo più a nord della Calabria sorge sul colle Pancrazio detto U Castiaddru, nella valle del fiume Crati, alla confluenza di quest’ultimo con il Busento. La storia antica del centro, al contrario di altre città calabresi facenti parte dell’ex Magna Grecia, è legata ai Bruzi. Cosenza fu infatti il più importante centro dei Bruzi, popolazione indoeuropea di lingua osca presente nella Calabria tirrenica settentrionale, che dopo aver combattuto e vinto alcune città magnogreche, dovette piegarsi alla conquista di Roma.

Tra le città capoluogo della Calabria, Cosenza occupa un posto di primo piano nel campo delle attività economiche, in forte sviluppo, nel settore culturale, grazie all’Università della Calabria, e nel campo dell’arte. È tuttora viva l’Accademia Cosentina, che l’umanista Parrasio fondò al principio del sec. XVI e di cui fece parte, nello stesso secolo, Bernardino Telesio, il filosofo della natura. Entrambi i filosofi si annoverano tra quei dotti cosentini per cui la città fu culturalmente illustre e per i quali fu nota come l’Atene d’Italia. Quello spirito culturale è oggi idealmente sostenuto dall’Università della Calabria, la più grande università statale della regione e polo importante dell’agglomerato urbano cosentino, di cui fa parte anche Rende.

La singolarità cittadina è il centro storico, dove coabitano case popolari con pergolati e palazzi nobiliari. La riqualificazione delle vie ha creato un museo all’aperto, esperimento che si prefigge di portare in strada la cultura e l’arte della città. Il cuore di Cosenza è anche il suo Duomo, consacrato da Federico II che volle lì seppellire il suo sfortunato figlio suicida Enrico.

Il territorio della provincia cosentina è costellato anche di bellezze naturali. Si passa dai quasi 2000 metri del Monte Botte Donato, cima più alta del Parco Nazionale della Sila, alle coste tirreniche e ioniche. Sono 230 i chilometri complessivi di litorale.

 

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