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Le pagelle di SPAL-Lecce: Gabriel evita un’altra disfatta, Coda-Paganini rovinano tutto

SPAL-Lecce, le pagelle: il portiere brasiliano ancora impeccabile, benissimo anche Lucioni, Zuta e Majer. La punta spreca l’impossibile.

LECCE:

Gabriel 7 – Quando i Pooh hanno scritto “Uomini Soli”, sicuramente pensavano a lui. Un portiere costretto a raccogliere la palla dalla porta per la dodicesima volta di fila, nonostante compagni di gioco profumatamente pagati rispetto alla media della categoria, è roba da togliersi i guanti e andarsene. Soprattutto se la beffa arriva in una giornata come oggi, in cui il brasiliano aveva salvato tre gol praticamente fatti, mancando solo su quello che sarebbe stato il quarto miracolo

Adjapong 5,5 – Un elemento che ha dimostrato ampiamente di non saper difendere nelle precedenti uscite, “premiato” con un nuovo modulo che lo vuole ancor più vicino alla porta. Sembrava rispondere bene alla grottesca situazione, ma solo perché la Spal gioca a una punta e dalla sua parte non attacca nessuno. Quando si sposta Paloschi, trova opposizione zero e solo Gabriel ed il palo gli negano il gol dopo aver facilmente sovrastato il povero Adja: insufficienza non grave perché ad un certo punto subentra la tenerezza

Lucioni 6,5 – Prestazione da leader difensivo che tenta di ricomporre i cocci di una retroguardia allo sfascio più totale. E lo Zio è, tanto per cambiare, l’unico a reggere l’urto agevolmente con gli avversari, concedendo solo un colpo di testa a Murgia in novanta minuti. E sfiorando due volte il gol, con tanto di traversa finale che sarebbe stato un giusto riconoscimento personale

Zuta 6,5 – Meno appariscente rispetto a Lucioni, ma non meno preciso. Anzi, come non accadeva dalle primissime uscite, il macedone del nord si produce in una prestazione pulita, sicura e mettendoci del suo anche nell’impostazione. Se Corini decidesse di insistere su questo modulo, avrebbe un Zuta finalmente a suo agio tatticamente

Paganini 4 – Ha semplicemente sbagliato ogni singolo pallone giocato. Alcuni passandoli nel vuoto, nonostante vi fossero compagni liberissimi, altri semplicemente offrendoli agli avversari, come quell’innocuo cross che di testa trasforma in assist d’oro per il gol di Strefezza. Se serve la corsa e basta, senza un minimo di tecnica di base, a sto punto tanto vale pescare in qualche maneggio: è il momento che si sieda per un po’

dall’83’ Falco sv

Majer 6,5 – Il migliore del centrocampo giallorosso. Pulito, attento, puntuale e capace di coniugare qualità e quantità. Dalle sue parti la Spal ci prova mezza volta, in compenso in avanti è pericolosissimo e gli avversari gli negano due gol. Il mezzo destro è roba sua, Corini deve puntare sul suo rilancio

dall’83’ Henderson sv

Tachtsidis 6 – Ottanta minuti da re del centrocampo, per non dire del campo, intaccati in negativo dagli ultimi dieci. Crea magie, giocate e palle gol a non finire, molte delle quali gettate al vento dai compagni, Coda su tutti. Poi va in tilt sul più bello sbagliando parecchio nel finale, a partire dalla morbida chiusura su Strefezza che ha quindi tutto il tempo di inventarsi la giocata

Mancosu 6 – Luci e ombre da parte di un capitano non certo al top della sua condizione. Il problema è che, proprio alla luce di uno stato di forma non esaltante, avrebbe potuto provare giocate più semplici, come quando si mangia un gol quasi fatto cercando il piattone a giro anziché la giocata potente da due passi. Tra assist fatti e mancati, pressoché in equilibrio, spicca però la generosità difensiva e soprattutto un quasi gol salvato in scivolata

dal 66′ Listkowski 5,5 – Stiamo perdendo il polacchino? Dopo alcune prestazioni tra il timido e l’inconsistente, anche l’impatto sul match in casa Spal è troppo leggero per un campionato tosto come la Serie B. Così non riesce a spingere ulteriormente un Lecce che sta dominando, uscendone spaesato

Calderoni 5,5 – Difesa a 4 o a 5, la sostanza cambia poco e le sue prestazioni restano sullo stesso livello. Complessiva discreta attenzione dietro, compromessa da un paio di errori, i soliti, che rischiano di rovinare tutto. E tanta corsa in avanti, salvo non riuscire a concretizzare la mole di chilometri tardando le conclusioni o disegnando traversoni telefonati

Stepinski 5 – Ormai sta diventando un vagabondo della metà campo avversaria. Per quasi metà gara non tocca mezzo pallone, o lo fa male sprecando ottime ripartenze e non proteggendolo (sembra davvero si sia dimenticato come si faccia). Poi si accende a tratti, sfiorando il gol di testa e favorendo un’intesa solo abbozzata (lontana parente di quella di novembre) con Coda

dall’83’ Falco sv

Coda 4 – Ci sta sbagliare un gol. Mangiarsene 5-6, di cui 2 clamorosi, è roba da tornare a Lecce a piedi. Presuntuoso, pasticcione, egoista come raramente un attaccante è stato visto in maglia giallorossa, arriva sui palloni come se il gol gli fosse dovuto. Massimo, cosa ti è successo?

All. Lanna 5,5 – Premessa: almeno oggi possiamo parlare di calcio, di errori, di cose buone, di una partita giocata. Dire però che rispetto al Pisa sono stati fatti passi avanti sarebbe cosa tanto scontata ed obbligata da insultare l’intelligenza di chi scrive e di chi legge. Tatticamente i tecnici l’hanno fatta grossa: con il passaggio alla difesa a 3 (mettendo semplicemente più uomini fisici dietro, senza cambiare approccio mentale alla fase), hanno ammesso di non saper porre rimedio alle recenti debacle. Sacrificando, così, una manovra che tanto bravi erano stati a costruire, ed oggi si è visto: lanci lunghi, contropiede, poco poco calcio. E uomini messi un po’ a caso (Adjapong centrale di destra: perché?). Peccato il ko, perché stava arrivando un meritato pareggio, ma le soluzioni devono essere altre

SPAL:

Thiam 7,5 Tomovic 6 Vicari 6,5 Ranieri 6 (89′ Salamon sv) Strefezza 7,5 Esposito Sa. 6 Murgia 6 (66′ Di Francesco 6) Sernicola 6 (66′ Sala) Castro Valoti 5,5 (74′ Missiroli 6) Paloschi 6 (74′ Floccari 6) All. Marino 6

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