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Tachtsidis, un valore aggiunto da centellinare per la corsa promozione?

Il 2-0 del Lecce contro la Salernitana porta anche la firma di Panagiotis Tachtsidis, autore del lancio illuminate per il magico gol di Pettinari. Il greco ha però poi lasciato il campo mentre gli ospiti crescevano. Spieghiamo perché, nonostante tutto, non si può prescindere da un certo impiego del 77.

Non è fantacalcisticamente un assist ma vale una bella fetta di gol, una rete più che importante per schiodare l’equilibrio di una partita ispida come Lecce-Salernitana, giunta dopo una sosta che avrebbe potuto sovvertire il trend preso con le quattro vittorie consecutive. Il lancio vincente di Tachtsidis per Pettinari, vittorioso poi nella sfida con Jaroszysnski e Gyomber prima del gol, ha rotto l’inerzia di una gara in cui la compattezza delle linee disegnate da Castori chiudeva tutti gli spazi disponibili per eventuali imbucate centrali e laterali.

Il Lecce, vista la situazione, e visto quasi sicuramente anche il piano partita disegnato da Corini, ha sì optato per un lungo palleggio, ma la lunga serie di tocchi era ogni tanto interrotta da sventagliate con ricerca dell’aggancio alle spalle del trio difensivo Bogdan-Gyomber-Mantovani. Majer aveva pescato Bjorkengren (colpo di testa fuori) e, in due occasioni, lo stesso Tachtsidis si era preso la responsabilità, cercando Coda e Pettinari, vincente al 44′.

Al di là degli impegni internazionali che hanno tenuto lontano Hjulmand dal Salento, l’inserimento di Taxi si è rivelato vincente. La Salernitana, scesa con un baricentro basso, ha inizialmente provato a schermare il primo possesso del regista, preso in consegna da Coulibaly e Capezzi, ma poi ha prioritariamente serrato le fila nella propria trequarti, lasciando ricevere il greco a metà campo. Nel secondo tempo, la Salernitana ha alzato il baricentro e Tachtsidis, al pari del Lecce, ha sofferto. Senza un’adeguato schermo alla retroguardia sono nate le tre occasioni offensive per la Salernitana. L’andazzo ha convinto Corini, poi, a dare mobilità e chiusure con il danese in campo, proprio per Tachtsidis. Da un passaggio di Hjulmand, prolungato da Henderson, è nata poi l’azione in cui Coda ha costretto Bogdan al fallo da espulsione.

L’apporto di Panagiotis Tachtsidis, se ben centellinato, tornerà utile in partite in cui le avversarie del Lecce torneranno a scendere in campo soprattutto per non prenderle e colpire in ripartenza. E’ innegabile che Tachtsidis, nel campionario esposto in ogni gara, sfodera giocate che pochissimi calciatori della Serie B (Boateng? Frattesi? Gucher? Aramu? Stulac?) hanno nelle corde. Dall’altra parte, in fase di non possesso, la completezza data da Hjulmand è di un’altra pasta per gli equilibri della squadra, soprattutto in partite in cui l’avversario aggredisce alto e preme. Chiudiamo con un’immagine ripresa dal fischio finale di Lecce-Salernitana 2-0: l’abbraccio tra Panagiotis Tachtisidis e Morten Hjulmand. Presente e passato recente dei successi del Lecce e roseo futuro che s’incontrano e collaborano per scrivere un’altra, poco prevedibile, pagina di storia. Per pensare al futuro, vicino nel caso di Panos, lontano per Morten, ci sarà tempo.

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