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Lecce, i nodi di un rallentamento temporaneo (che deve restare tale)

Contro la SPAL, i giallorossi non sono riusciti a riequilibrare una partita dove, non sfruttati gli episodi, qualità e attenzione difensiva degli estensi hanno eretto un muro di gomma su cui Lucioni e compagni sono andati a sbattere.

Il Lecce stoppa la serie-record di vittorie in Serie B e, in un pomeriggio, perde tre punti di vantaggio sulla Salernitana, avversaria diretta per la promozione in Serie A battuta due giornate fa nello scontro diretto giocato tra le mura amiche. Il passaggio a vuoto contro la squadra di Rastelli, in forma sin dall’arrivo del nuovo allenatore, ha acuito i pochi colori visti nella gara di Pasquetta contro il Pisa.

EXPECTED GOALS E OCCASIONI. All’Arena Garibaldi, il Lecce ha prodotto e capitalizzato meno occasioni rispetto alle precedenti cinque vittorie (1.01 di expected goals, indice che non si vedeva da Pescara-Lecce 1-1). Contro la SPAL, i dati si sono più o meno ripetuti. Nell’1.19 totale dell’indice che “pesa” la portata delle occasioni da rete, una buona parte (0.50) è rappresentata dal mancato tiro di Majer con difficile assist per Coda in caduta. Se a Pisa il risultato ha un po’ nascosto un, fisiologico, rallentamento, la sconfitta con la SPAL lascia un po’ di considerazioni in vista della lotta per la Serie A da combattere con Salernitana, ora a -1, e Monza.

ATTACCO CONFUSO. Sotto pressione a seguito dell’1-2 di Okoli, il Lecce ha imbastito attacchi senza primeggiare sulla SPAL. Con il passare dei minuti, il reparto avanzato si è trovato in fase calante. Pettinari, positivo nel primo tempo, ha ridotto il proprio contributo offensivo, che ha conosciuto l’apice nel tacco smarcante per Majer. Coda, a secco e meno servito dai compagni, è stato contenuto dai difensori avversari. Rodriguez, espressione dell’inversione di rotta, non ha trovato sbocchi in iniziative dove il troppo individualismo ha primeggiato sullo spirito di squadra. Su questo valore deve battere il martello, specialmente nelle pressioni che il finale di campionato potrebbe creare. Yalçın e Stępiński, pur sfortunato in occasione della traversa scheggiata, non riescono ad uscire da una sorta di oblio sportivo.

RINCORSA E CAMBI. La sconfitta non cambia ovviamente il quadro ultrapositivo, ma è innegabile che il Lecce ha pagato la lunga rincorsa alle zone nobilissime della classifica. I giallorossi non hanno mai cambiato meno di 10/11 nelle varie gare susseguitesi dalla vittoria con la Reggiana alla sconfitta di ieri. Solo Tachtsidis, ieri negativo nonostante gli ottimi presupposti e lo spazio concesso dal centrocampo estense, e Pisacane hanno dato il cambio a Hjulmand e Meccariello nell’undici titolare. La scelta ha dato frutti sul campo ma dal punto di vista fisico ha, irrimediabilmente, creato fatica in degli elementi, sovente in campo ogni tre giorni. Dietro il 39enne Maggio, spesso tra i migliori, non vi è una soluzione collaudata (Paganini, Zuta). Discorso simile per le mezzali Majer e Bjorkengren, garanzia del 4-3-1-2. In ogni caso, sono questi i momenti in cui ci si aspetterebbe la carta vincente da parte del tecnico. Lo è stato Gallo sulla sinistra, in caso di proseguimento del trend ci dovrà essere un’altra pescata importante.

FORTINO CADUTO. Oltre alle serie di vittorie e risultati positivi, Lecce-SPAL 1-2 ha interrotto il ruolino di marcia senza gol subiti da Gabriel. Se dietro la rete di Valoti, oltre a un’ampia fetta di bravura del centrocampista spallino, c’è semplicemente un piccolo ritardo nella marcatura preventiva, un’errore sì ma non grande, di diversa fattura è la marcatura di Lucioni sul raddoppio. Lo Zio, ieri comunque autore di ottime letture, si è fatto beffare sulla veloce iniziativa confezionata dalla SPAL da corner corto. La crescita della difesa rispetto a due mesi fa, nonostante il ko, si è palesata nella resistenza su delle situazioni a campo aperto.

MONITO. Le reti incassate non devono far tornare fantasmi di tempi passati, ma, dall’altra parte, sebbene il risultato resti sempre (un po’) casuale, al contrario delle prestazioni, è doveroso parlare appunto, come già detto nel titolo, dei nodi da esaminare in attesa del Vicenza. Sarebbe ingeneroso parlare di passi indietro vedendo la partita di ieri. Più semplicemente, il motore del Lecce era a corto di benzina dopo tante accelerate. Il rifornimento, però, deve passare anche da nuova linfa, da trovare negli elementi in panchina o in nuovi modi di creare. Il ritorno di Mancosu, indietro di condizione dopo l’intervento, potrebbe essere un’idea. Corini ne valuterà la fattibilità. La cavalcata verso una promozione in Serie A che avrebbe un sapore storico, viste le criticità affrontate sin dall’estate, proseguirà con le componenti ben coese, ma non si possono affilare le armi senza rivedere gli accadimenti delle precedenti battaglie.

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Franz
Franz
2 anni fa

Avanti Lecce per la Vittoria finale.??❤?❤?❤

Toty
Toty
2 anni fa

…. Se almeno la salernitana non avesse vinto…… ?
La brutta prestazione di ieri sarebbe passata come un incidente di percorso, tenendo conto che senza publico e come se giocassero tutti su campo neutro

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