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Tre volte sotto nelle ultime quattro. Lecce, da un approccio diverso le future speranze

I giallorossi hanno visto affievolirsi le speranze di promozione diretta a causa di tre ko indirizzati dalla costante dello svantaggio attuale.

SPAL, Cittadella e Monza: rischiano di essere queste le parole del rimpianto per il Lecce 2020/21. Una stagione ancora tutta da scrivere, non ci stancheremo mai di sottolineare, ma che avrebbe potuto viversi in queste ore con uno stato d’animo decisamente diverso, quello della squadra che comanda le ostilità dall’alto. E che, invece, a 180 minuti dal gong della regular season si vede costretta a sperare in altrui passi falsi.

I fattori da analizzare per comprendere cosa non abbia funzionato sarebbero davvero decine, laddove non centinaia. Così tanti da rendere impossibile quanto fine a sé stessa un’analisi complessiva. Snocciolare quelli più lampanti potrebbe invece dare un riferimento per costruire le basi delle speranze future. Speranze che, siano per il secondo posto o per gli spareggi, restano tutte (benché modificate) come restano le caratteristiche che hanno reso nei mesi il Lecce come la squadra favorita per accompagnare in A l’Empoli. Se prima non si era una schiacciasassi, ora non si può pensare tuttavia di essere una squadra che non ha nelle corde la possibilità di agguantare il salto di categoria.

A patto, questo sì, di mettersi alle spalle e migliorare determinate defaillance, almeno quelle più nette. Perché squadre perfette non esistono, ma perseverare porterebbe a non potersi giocare le proprie carte, le proprie possibilità, fino all’ultimo. E cos’è stato più netto, da Pisa in poi, dell’approccio non ottimale avuto con SPAL, Cittadella e Monza tradottosi inevitabilmente in tre gare da rincorsa? Che, per inciso, è quanto di più importante da evitare a questo punto della stagione.

Molti direbbero che sono state spesso le prodezze dei singoli a fare la differenza. Vero, come vero è che migliori marcature su Valoti, Okoli, D’Urso e Rosafio o risparmiarsi un fallo evitabile (ieri) avrebbero prevenuto ognuna di queste prodezze. Dettagli, sì, ma di quelli che fanno la differenza. Corini lo sa e lo ripete come un mantra. Per il passaggio dei dettami da mere parole a concretezza sul campo, però, serve quella concentrazione e quell’attitudine figlia di una cattiveria agonistica che, in queste ultime uscite, gli avversari hanno dimostrato di avere più del Lecce. Far tesoro delle “lezioni” potrebbe regalare alla stagione un altro e più “giallorosso” finale.

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