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Lecce, ritrova il tuo carattere! Anche un Empoli in festa più aggressivo dei giallorossi

Ieri l’undici di Corini, oltre gioco e risultato, non ha dato le risposte attese in termini di reazione e carisma. Aspetto su cui intervenire assolutamente in vista dei playoff.

Nell’ambiente giallorosso vi era, alla vigilia di Empoli-Lecce, la consapevolezza che il match del Castellani fosse poco più di un “preliminare” di playoff, un match di avvicinamento agli stessi. Eppure, sebbene la sfida non avesse alla sua vigilia quell’attesa che ha caratterizzato pressoché ogni gara degli ultimi mesi, c’era gran voglia da parte degli appassionati di vedere la propria squadra tornare a vincere. Per cercare di agguantare il terzo posto sì (eventualità che sarebbe diventata effettivamente realtà in caso di successo), ma soprattutto per vedere una reazione di carattere, grinta e cuore. Ebbene, anche stavolta questa non c’è stata.

Del difficile momento che stanno attraversando Lucioni e compagni se n’è parlato parecchio, lo abbiamo fatto anche noi. Di certo non si può dire che questo collettivo sia stato messo sotto torchio dall’ambiente, dalla dirigenza o dalla stampa, che anzi hanno sempre riconosciuto le giuste attenuanti a un gruppo giovane, nuovo e reduce da una sensazionale rincorsa. Offrendo, sempre, il giusto supporto necessario. Ci sta, nel corso dell’anno, avere alti e bassi figli di andamenti fisici, dell’evoluzione della complessità tecnico-tattica che compone un lavoro iniziato da zero e anche degli episodi (la traversa di Stepinski, la palla alta di Rodriguez, il palo di Hjulmand). Ciò che è francamente più difficile da accettare per chiunque è vedere una squadra che, nelle difficoltà ma con qualcosa di pesantissimo per cui lottare, non provi a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non la metta sulla pura (e vitale, a prescindere da caratteristiche singole e stile di gioco) cattiveria agonistica.

Ecco, proprio su questo piano la sfida del Castellani avrebbe potuto dare una scossa importante in vista dei playoff. Invece, anche ieri, si è vista una squadra incapace di mordere l’avversario (oltre il risultato, oltre il mero sviluppo della manovra) soprattutto nelle fasi-clou del match. E ciò fa notizia anche perché c’era di fronte una squadra con lo champagne in mano da una settimana. Una squadra, quella di Dionisi, che di certo ieri non ha fatto calcio spettacolo, incappando anzi in parecchi errori grossolani e difficilmente visti in precedenza, ma che ciononostante ha palesato una maggiore aggressività e voglia di portare a casa il risultato (per mantenere l’imbattibilità casalinga e divenire miglior attacco del torneo: traguardi giustamente perseguiti) rispetto al Lecce.

Ora mister Corini avrà una settimana di tempo per lavorare più che sodo e arrivare pronto ai match decisivi. Certo, quello del carattere non sarà l’unico aspetto dei tanti sui quali intervenire, anzi. Ma, senza una squadra intensa, vogliosa, affamata e cattiva, anche la via del bel gioco e delle singole qualità potrebbe lasciare il Lecce sulla strada dell’incompiutezza.

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