I presupposti al miglioramento della fase difensiva sono certamente più positivi che negativi. Ora il compito di continuare sulla via della compattezza.
Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, partita dopo partita vi abbiamo raccontato da vicino il cammino nel ritiro precampionato del Lecce. Una fase di preparazione in alta quota finita l’altro ieri e servita soprattutto per conoscersi meglio, per fare gruppo, per ritrovare la forma e mettere la proverbiale benzina nelle gambe. Ciò che risalta maggiormente all’occhio di tifosi ed addetti ai lavori è però, giustamente, quanto avviene sul rettangolo verde. Ecco perché le amichevoli precampionato sono aspetto tanto parziale quanto giusto da affrontare. Noi lo abbiamo fatto in ogni post-match, ma serve fare un recap di quanto visto nelle quattro amichevoli fin qui disputate puntando sull’aspetto che più si è messo in risalto: quello della compattezza difensiva.
Il dato relativo alle 0 reti incassate è emblematico, ma non è nemmeno la cosa più importante che fa guardare con fiducia al nuovo corso firmato Marco Baroni. Ciò che fa ben sperare sono movimenti, atteggiamenti e mentalità di una squadra che non ragionerà mai con il “primo: non prenderle”, ma che non ha nessuna intenzione di lanciarsi in avanti alla garibaldina, senza disciplina e senza le spalle coperte. Su questo si è lavorato tanto in queste settimana affinché non accada.
In queste prime uscite estive ne abbiamo avuto un assaggio. Dal totale controllo con i dilettanti di Sinigo (livello modesto e giustamente contenuti con agevolezza) e Rovereto (un paio di insidie e nulla più), al più qualitativo Legnago, ostico avversario ma che non è andato oltre un palo colpito in una delle due manovre più pericolose. Non male se si considera che di fronte c’era una squadra di terza serie.
E non male aver subito solo una vera occasione da rete dal Vicenza, club composto soprattutto da elementi riconfermati dopo la positiva passata stagione e che ha registrato innesti importanti come quelli di Calderoni e Proia. Ma il Lecce visto al Menti ha sorpreso proprio per una compattezza difficile da raggiungere per chiunque il 30 luglio.
Difesa alta ma sempre sull’attenti, abilità a stringere in modo deciso sulle discese centrali (gran punto di debolezza un anno fa), raddoppi continui sulle corsie. Tattica e mentalità. Movimenti sempre ben coordinati, dunque, per un reparto al quale intanto mister Baroni ha dato una bella sterzata. Il futuro è un’incognita ed è tutto da conquistare, ma intanto è un buon inizio.
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Paolino Puzzovio l importante è non subire gol
Non è che abbiamo giocato contro chissà chi.
Si si certo, il Legnago ha giocato la partita della vita. Anche per l’Inter certe partite non sono scontate. Comunque..
La società ha preso baroni per quello e questa e’ l’impronta qualsiasi competizione calcistica si vince con la miglior difesa lo dicono i dati, brava società e baroni, continuare cosi, e non cominciamo a fare gli sfigati alla prima vittoria per 1 a 0 dicendo si abbiamo vinto ma non c’è gioco…
Baroni è allenatore di categoria, ha capito che il lecce dello scorso anno non è arrivato in serie A perché aveva una difesa non proprio ermetica, ed è proprio su questo aspetto che bisogna lavorare…
BARONI È STATO UN GRANDE DIFENSORE.SA MOLTO BENE COSA PRETENDERE DAI DIFENSORI E NON PER AVERE UNA OTTIMA FASE DIFENSIVA.ORA.LE PARTITE Si VINCONO SEGNANDO E NON SOLO CON GLI ATTACCANTI.COME VISTO DALL’ITALIA IN FINALE.TUTTAVIA OCCORRONO ATTACCANTI E BUONI.IL SOLO CODA NON BASTA E RODRIGUEZ È TROPPO GIOVANE PER CARICARLO DI RESPONSABILITÀ. FORZA LECCE.A
speriamo bene, continuiamo a lavorare per ottenere i risultati sperati