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Gabriel: “I clean sheet non contano. Penso solo al risultato”

L’estremo difensore giallorosso ha parlato nel giorno della ripresa delle attività in vista della gara contro l’Ascoli.

CONDIZIONE. Sto molto meglio, dopo un rinvio ho accusato un fastidio, questi giorni di scarico però mi hanno permesso di recuperare e lavorerò con la squadra”.

EXPLOIT. Non era semplice rendere subito a questi livelli, siamo stati bravi ad accorciare i tempi, abbiamo sfruttato al meglio il tempo a nostra disposizione, perché oggi iniziamo ad essere una squadra, certamente mi aspettavo le difficoltà iniziali perché c’erano tante novità dall’allenatore, ai compagni passando per il modulo”.

PORTA INVIOLATA.Si parla tanto di numeri e di porte blindate, ad inizio anno parlavate degli attaccanti che segnano poco. Nel calcio contano i numeri. Contano solo i tre punti e non quante reti abbiamo fatto o subite, io firmo solo per l’obiettivo finale, dei clean sheet mi interessa poco, se ne faccio 30 a fine stagione e poi non raggiungiamo il nostro traguardo a che serve?

MOMENTO LECCE. Sono molto onorato di aver vestito questa maglia in 80 occasioni è la prima volta che in carriera riesco a costruire qualcosa. Sono felice a Lecce e vivo bene in questa città, quest’anno stiamo costruendo qualcosa di importante, la mia famiglia si è ambientata bene e io ogni giorno sono felice di allenarmi con questo gruppo”.

LEADER. “Sento questa responsabilità perché ho tante partite sulle spalle e tanti campionati. Io ricordo quando sono arrivato al Milan 10 anni fa e ho avuto dei grandi nello spogliatoio per ambientarmi, mi ricordo che Coppola mi portava a cena a casa sua e mi ha aiutato tantissimo. Oggi vedere giovani che arrivano io ho il piacere il dovere di aiutarli, sono cose che contano e che fanno la differenza, soprattutto se sei straniero e arrivi in un paese nuovo”.

CAMMINO. Como, Cremonese e Alessandria sono partite che possono capitare nel corso del campionato, le ultime gare però ci hanno dato dei segnali che ci dicono che siamo sulla strada giusta. Ora però dobbiamo approfittare di questa sosta per lavorare ancora di più e continuare sulla strada tracciata. Non andava tutto storto ad inizio stagione ma non va tutto bene adesso serve equilibrio”.

PORTIERE PERCHE’? Io non giocavo in porta quando ho iniziato a fare il calciatore ero un esterno destro, però poi mi piacevano i guanti e vestirmi in modo diverso è un ruolo che mi ha affascinato durante il mio percorso di crescita”.

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