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I numeri di Lecce-Inter 1-2: i giallorossi hanno saputo soffrire, Inzaghi si salva con le palle alte

Le statistiche dell’esordio stagionale confermano il canovaccio che i più si aspettavano. I padroni di casa hanno cercato di ridurre al minimo le sbavature difensive, ma le reti al primo e all’ultimo minuto del match hanno cancellato una sorta di missione riuscita per il pacchetto arretrato.

Una gara di sacrificio, corsa, attenzione e dedizione. Così Marco Baroni si esprimeva nella conferenza stampa pre-gara di Lecce-Inter, esordio stagionale per la sua squadra contro i vicecampioni d’Italia. I ragazzi hanno messo in pratica quanto augurato dal mister e, nonostante il colpo incassato nei primi minuti, hanno saputo tenere botta allo strapotere fisico dei neroazzurri, colpendo in contropiede con Ceesay, al primo gol italiano, e mantenendo la parità grazie a un super Falcone. Anche se il tabellino dei tiri è stato nettamente a favore dell’Inter (18 tiri di cui 8 in porta contro 7/4), non sono mancate le occasioni ghiotte per i padroni di casa. Handanovic, però, è stato bravo sulla punizione di Bistrovic e su Banda.

Il dominio sul possesso palla dell’Inter (70% contro 30%) ha sì generato occasioni da rete, ma solo nell’ultimo spezzone di gara. La differente caratura dei cambi a disposizione di Inzaghi (Dzeko, Correa, Mkhitaryan, Bastoni e Dumfries) non hanno rotto il fortino centrale del Lecce. Lautaro e Lukaku hanno avuto poche occasioni di dialogo in area rispetto al solito e la strategia di rimbalzo è stata la virata sui cross, spesso taglienti con Dimarco. L’accuratezza del 45% sui 24 cross spiovuti nell’area di Falcone alla fine ha rotto l’1-1.

L’indice xG (expected goals), fisiologicamente, ha sorriso all’Inter: 2.4 contro lo 0.67 del Lecce con il Ceesay-gol tutt’altro che facile da realizzare secondo i numeri visto lo 0.24. Nei pochi minuti palla al piede, i salentini hanno privilegiato i lanci lunghi per l’attacco dello spazio del gambiano e delle frecce Strefezza e Di Francesco, mentre l’Inter, forte della qualità dei suoi palleggiatori, ha costruito sul corto. I numeri attestano ciò: 19.33% di azioni con lanci lunghi contro il 9% interista. La lunghezza media del passaggio, per conversione, è stata di 23 metri per il Lecce contro i 17.54 di Barella e compagni.

 

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