Il responsabile dell’area tecnica ha parlato alla Gazzetta dello Sport (intervista di Francesco Calvi) focalizzandosi sui successi della Primavera
“Siamo partiti dalla Primavera 2, abbiamo vinto il campionato, poi ci siamo salvati e adesso siamo davanti a tutti. Significa che stiamo lavorando bene e che, presto, anche la prima squadra potrebbe beneficiarne. Per il momento, ci godiamo Gonzalez, titolare in Serie A dopo aver giocato nel nostro settore giovanile. La crescita…è passata da tanti stranieri. Capisco la puntualizzazione ma, in questo momento, non può che farci piacere. Saremmo felicissimi di trionfare con una formazione di calciatori italiani o addirittura leccesi, però oggi non è possibile. Puntiamo a creare un gioiello, che fornisca alla formazione maggiore calciatori forti e con la testa sulle spalle. Se lo fanno altri club è un progetto geniale; se lo facciamo noi non va bene? Mi spiace, ma così non ci stiamo”.
“Non subito, però attenzione: il Lecce non acquista calciatori francesi o inglesi, perché avrebbe difficoltà a permettersi anche quelli. Piuttosto, opera su mercati alternativi e punta sullo scouting nell’Est o nel Nord Europa. Oggi non abbiamo le risorse per sfidare le grandi società italiane, perciò è molto difficile convincere i calciatori a venire da noi. Vi offro un dato significativo: nel campionato Primavera, ci sono ragazzi con uno stipendio da 200 mila euro netti. Il nostro gruppo, in totale, ha un monte ingaggi di 250 mila euro…”.
“Empoli e Lecce lanciano italiani? L’augurio è che, un giorno, si dirà lo stesso di noi. Il segreto di Empoli e Atalanta risiede nella loro cultura: da sempre investono sul settore giovanile, vincono titoli e portano ragazzi in prima squadra. Oggi hanno un appeal importante. Un 15enne, se deve scegliere tra l’Atalanta e una big, magari opterà per la prima. Il Lecce non è ancora a quel livello, perché, come tanti club, ha trascurato questi fattori per un lungo periodo. La nostra priorità è tornare a essere competitivi: se ci riuscissimo con un gruppo di stranieri, scovati lontano da Lecce e acquistati a basso prezzo, beh… più che un difetto, per tutti dovrebbe essere una virtù”.
“Come convinco un 17enne straniero a venire da noi? Ognuno di noi ha una sua storia. Io faccio questo lavoro da tanti anni e, onestamente, credo che la mia storia parli per me. Non devo convincere un ragazzo di 17 anni, perché è probabile che lui non mi conosca. Magari, però, mi conosce la sua famiglia oppure il suo procuratore. Quando curi gli interessi di un giovane calciatore, cerchi un modus operandi che gli permetta di trasformare le potenzialità in qualità. Diciamo che, nel corso della mia carriera, questa trasformazione mi è riuscita spesso… ”.
“In Italia non si investe al contrario della Premier? Perché, evidentemente, gli addetti ai lavori li vedono come un costo, piuttosto che come un investimento. Se una società si concentra sull’obiettivo, senza preoccuparsi del percorso con cui lo raggiunge, i soldi che c’entrano? Alcuni club italiani fatturano 300 milioni all’anno. Sono certo che, se volessero, potrebbero destinarne molti al settore giovanile. Alcune società usano le formazioni Under per fare plusvalenze piuttosto che per rifornire la prima squadra. Il problema non è economico, ma di mentalità”.
“Chi deve investire per far migliorare i settori giovanili? In primis i club. Investendo sul settore giovanile, possono maturare calciatori che poi verranno rivenduti, portando liquidità nelle casse societarie. Il beneficio è duplice: prima tecnico, poi economico. Oggi lottiamo con un forte calo demografico, non si gioca più per strada e i bambini non hanno il pallone come unica distrazione. Per avvicinarli a questo mondo servono strutture adeguate, campetti nei quartieri. Se non li possono costruire i politici, allora se ne preoccupi la Federazione: potrebbe imporre ai club di destinare una percentuale del loro fatturato alla realizzazione di nuovi terreni di gioco. Da dieci anni ci poniamo gli stessi interrogativi: se, nel frattempo, è rimasto tutto uguale, forse sarebbe il caso di intervenire…”
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Vai via da Lecce con tutti gli stranieri che hai portato. Mercante in fiera di 2 soldii! Via anche Delvecchio e Baroni. Falliti. Rispetto x il Salento e tifosi. Forza Giallo Rossi.
Esaltato
Pantaleo sei molto bravo nel tuo lavoro…ma torna per un attimo tra i comuni mortali e ammetti che hai fatto una minxxiata a nn rinforzare l attacco a gennaio!
Abbiamo persino rifiutato mpappė
È bravissimo ok…però sembra il nonno che racconta sempre di quando durante la guerra fu catturato dai tedeschi!
Noi ne perdiamo 6 di fila
Corvino sta facendo un ottimo lavoro per mettere le basi solide per un progetto a lungo termine, fortunatamente o sfortunatamente ci ritroviamo in serie a grazie anche ad un allenatore bravo e questo ci porta fretta nel raccogliere i frutti, bisogna avere pazienza. Le squadre ormai sono srl o addirittura spa e il tifoso medio con i paraocchi ste cose non le capisce perché pensa solu alla partita e non al resto. Vedere squadre coinvolte nei vari scandali, plusvalenze per ultimo. Anche se il Lecce dovesse andare in serie B, cosa che assolutamente non mi auguro, le basi per il progetto restano e fanno bene a partire dal basso. Chi critica sarebbe in grado di costruire una casa con le fondamenta di cartone.
Credo anche io che quella intrapresa dalla società sia l’unica strada per rimanere per anni a livelli alti. Sento parecchi usare la frase “non c’è un euro” come un’offesa. Io sono orgoglioso di una dirigenza che non si indebita fino al collo e riesce ad andare avanti con poche risorse economiche affrontando alla pari squadre con alle spalle grandissimi gruppi economici o situazioni debitorie imbarazzanti. Pensare questo non vuol dire essere servili nei confronti degli attuali vertici del Lecce. Un’ultima cosa: essere tifoso per me vuol dire nei momenti difficili tifare ancora più forte ed essere ancora più vicino alla squadra. Dare supporto ai nostri giocatori e non criticarli in ogni occasione in cui le cose vanno male.
FORZA LECCE
Pantaleu abbande… Fai spazio a chi ne capisce!!
Sicuramente tu mi nde capisci, povero scemu
Ancora parla sto ……pensa a salvarti e chiudi quella bocca
Bastaaaaa pensiamo a salvarci poi si parla di quanto sei bello bravo intelligente etc
Fate silenzio tutti quando parla CORVINO.
È la sua storia che lo dice, ringraziamo Dio di averlo con noi … Chi contesta l’operato di quest’uomo è solo un poveretto, sfigato e invidioso; lo fa anche nei confronti di un Avvocato, di un medico, di un industriale di successo … solo per invidia e perché lui non è riuscito a far nulla nella vita.
GRANDE PANTALEO
Con tutto il rispetto io tifo Lecce tu evidentemente Corvino. Lascia stare i titoli e le posizioni sociali che non c’entrano nulla con il calcio, perché poi l’associazione eletti professori illustrissimi vs tifosi sfigati muerti de fame è una tua libera interpretazione. Fantasiosa peraltro. Ci sono avvocati medici professionisti di successo che tifano Lecce da sempre, e per inciso non sono poi meglio di chi invece arranca o si è indebitato per seguire il Lecce ovunque, perché siamo tutti uguali di fronte alla stessa passione. E mi spiace che tu voglia invece mettere i tifosi dietro chi col Lecce comunque ci guadagna. Per quanto bravi possano essere (e ce l’auguriamo tutti), di certo non si può attaccare i tifosi per leccare il culo alla società. Specie se qcn con garbo ed educazione fa notare che il pensiero unico non esiste, e se c’è non fa mai bene. Semmai l’unica cosa che ci deve unire è il bene supremo, che in questo caso è quello del Lecce. Personalmente considero i lacchè a prescindere alla stessa stregua dei criticoni seriali: non portano nulla di concreto alla crescita di un ambiente. Ma ripeto, sono punti di vista. Buona giornata e Forza Lecce.
Con tutto il rispetto io tifo Lecce tu evidentemente Corvino. Poi non so.. Lascia stare i titoli e le posizioni sociali che non c’entrano nulla con il calcio, perché poi l’associazione eletti professori illustrissimi vs tifosi sfi.gati muerti de fame è una tua libera interpretazione. Fantasiosa peraltro. Ci sono avvocati medici professionisti di successo che tifano Lecce da sempre, e per inciso non sono poi meglio di chi invece arranca o si è indebitato per seguire il Lecce ovunque, perché tutti siamo uguali di fronte alla stessa passione. E mi spiace che tu voglia invece mettere i tifosi dietro chi col Lecce – comunque – ci guadagna. Per quanto bravi possano essere (e ce l’auguriamo tutti), di certo non si può attaccare i tifosi per leccare il culatello alla società. Specie se qcn con garbo ed educazione fa notare che il pensiero unico non esiste, e se c’è non fa mai bene. Semmai l’unica cosa che ci deve unire è il bene supremo, che in questo caso è quello del Lecce. Personalmente considero i lacchè a prescindere alla stessa stregua dei criticoni seriali: non portano nulla di concreto alla crescita di un ambiente. Ma ripeto, sono punti di vista. Buona giornata e Forza Lecce.
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