I giallorossi tornano alla vittoria raccogliendo i frutti delle prestazioni compiute anche nelle precedenti gare. Resta però la difficoltà nella rifinitura nel primo tempo
L’esultanza generale sul rettangolo verde del Via del Mare alla fine di Lecce-Udinese può essere la svolta del finale di campionato dei salentini, tornati alla vittoria dopo otto gare in cui si è raccolto solo l’amaro punto nella gara da record di expected goals e tiri contro la Sampdoria. Il Lecce è una squadra dall‘identità ben precisa, dalla ripartenza veloce e dal necessario riempimento dell’area per sopperire all’assenza dell’attaccante capace di risolvere da solo le iniziative offensive.
Per mettere in atto tutto ciò, però, particolare attenzione deve essere data alla rifinitura, tallone d’Achille della seconda parte di campionato. Nelle limitate percentuali di possesso palla causate dal modo di giocare (ieri Udinese al 63%), Hjulmand e compagni devono provare a capitalizzare il massimo da situazioni che, pian piano, sembrano crescere dopo anche un periodo in cui si faceva fatica a tirare. L’andamento del campionato, e il vantaggio sulla zona retrocessione eroso giornata dopo giornata, ha creato senza dubbio una sorta di fatica psicologica che, oltre alle scelte tattiche, ha “appesantito” il pallone al momento di piazzare la stoccata vincente. Per questo quadro, necessario prima di passare ai numeri, si comprende l’importanza mentale del successo di ieri, arrivato anche grazie ai giusti episodi portati dal Lecce dalla sua parte.
I padroni di casa hanno confezionato 3 tiri in porta in 12 conclusioni. Stessi tiri nello specchio per l’Udinese su un totale di 8. La pericolosità del Lecce però ha alzato ancora la media stagionale: 1.52 anche se la metà proviene dagli 0.76 del rigore di Strefezza. Cosa ci dice il dato? Va bene il macinare iniziative offensive nonostante il poco possesso, ma c’è stata poca qualità nella conclusione. Ghiotte le occasioni tra i piedi di Oudin al 23′ e il colpo di testa al 48′ indirizzato su Silvestri da Di Francesco. Quattro tiri da fuori, tre a firma Hjulmand più uno di Ceesay, non hanno poi impensierito l’Udinese.
Dall’altra parte, la squadra di Sottil ha approcciato male al match, sorpresa dal mancato attendismo del Lecce con un pressing pian piano alzato. 0.48 a 0.13 di xG nei primi trenta minuti e soprattutto una grande differenza nei duelli vinti. Lecce al 51%, Udinese, più molle, solo al 42%. Alla fine, la differenza resterà seppur minore: 50.93 a 43.98. Tre conclusioni pulite nel primo tempo: Ehizibue murato da Gallo al 27′, parata di Falcone su Bijol al 36′ e (la più nitida della gara) rovesciata di Lovric domata al 41′ per poi chiudere con la sassata di Walace. L’xG del primo tempo è stato 0.56 sul totale di 0.84. Nella ripresa, quindi, il predominio territoriale dell’Udinese ha prodotto solo il piatto di Ehizibue (0.09) respinto di piede da Falcone.
L’andamento del secondo tempo, numeri alla mano, esalta il rendimento difensivo del Lecce. Oltre alla percentuale sui duelli già descritta, ampiamente sopra la media del 47.6%, il Lecce ha perso meno palloni (98 contro 112). Si è dimostrata anche più aggressività con 20 falli (14 in media). A centrocampo è tornato capitan Hjulmand in formato europeo.
Umtiti è stato totem e leader totale. 93% di passaggi precisi, 13 contrasti su 16 vinti, 6 intercetti (su 31 totali ieri per il Lecce) e 18 recuperi palla (3 nella metà campo avversaria). Difensivamente, poi, la perfezione: 8/8 duelli difensivi vinti, 3/3 su palla contesa e un tackle scivolato provvidenziale. Il campione del mondo 2018 è stato l’uomo copertina di una difesa dove individualmente spiccano anche le prestazioni di Gendrey, toccato duro da Udogie in occasione del rigore e di Romagnoli. Baschirotto, ok sui palloni aerei (3/4) ha sofferto di più a destra nella ripresa, durante la maggior pressione udinese.
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Avanti Salento 💛❤
AVANTI LECCEEEEEEE
Il titolo dovrebbe essere al netto dei tre punti ” Confusione Organizzata ” del mitico Fascetti, palle alla Candelora in tribuna o tra le braccia del portiere dell’Udinese, Oudin e Colombo che vagavano tra le zolle del via del mare, rinvii senza capo e Coda ( ogni riferimento è puramente casuale) la panchina poi può anche non scendere in campo è invisibile, tenuti in Piedi (ogni riferimento è puramente casuale) dal buon Falcone, per fortuna che l’Udinese è venuta per fare il weekend.
Dopo tanto tempo sono riuscito a vedere la partita allo stadio,cosa che per impegni di lavoro non riesco mai a fare , accontentandomi di seguirla in TV. Be devo dire che il lecce non mi è dispiaciuto, anzi per ampi spazi di tempo ha pressato l’udinese nella sua metà campo e la difesa ha retto molto bene, centrocampo solido e combattivo….se solo avessimo avuto uno chevanton dei bei tempi, o Vucinic ….ma alla fine sarebbe stato buono anche coda , ci saremmo tolte delle belle soddisfazioni….comunque bene.! Unica nota stonata devo essere onesto è stato colombo, apparso evanescente e svogliato ,…. peccato 😔
Colombo e da serie C!
il solito zodiaco psicopatico, fatti una vita/