POST ROMA. “Abbiamo fatto riunione come al solito, abbiamo parlato della consapevolezza di ciò che siamo in grado di fare, come la gran partita fuori casa fatta a Roma. A parte gli ultimi dieci minuti alla fine e i primissimi minuti di gara eravamo pienamente dentro, con tanto di qualche occasione per chiudere la partita e siamo consapevoli delle nostre qualità. L’avvio non era stato dei migliori perché avevamo preparato la gara in un modo, ma loro hanno cambiato subito assetto quindi ci abbiamo messo un po’ di tempo anche a centrocampo per capire come agire. Poi ci siamo calati nella battaglia ed abbiamo lottato. Peccato solo non averla chiusa”.
MORALE. “Il morale è buono. Come ad inizio campionato il mister ci diceva di mantenere i piedi per terra e restare concentrati sull’obiettivo adesso ci dice di non vedere tutto negativo perché anche nella sconfitta non è tutto da buttare. L’importante è vedere il bicchiere mezzo pieno e pensare alla salvezza. Paura di vincere? Non esiste. Siamo molto fiduciosi, fino al 91′ eravamo in vantaggio, poi il mister ci ha fatto capire che c’era qualche situazione in cui sì, bisognava essere più maliziosi. E bisogna anche capire che ci sono situazioni in cui anche portare a casa un punto può essere importante. E’ un percorso di crescita e da questa partita abbiamo imparato tanto”.
FINALI. “Non siamo una squadra che molla un po’ nel finale. Col Parma abbiamo fatto un gran secondo tempo e volevamo vincerla, il mister non ha mai pensato ai supplementari e c’era gran voglia. Con la Roma non bisogna dimenticare che c’erano grandi avversari di fronte, abbiamo giocato bene e volevamo vincerla. Abbiamo solo peccato nella gestione ma non avevamo nessun freno a mano tirato nel finale”.
TATTICA. “Dopo essere passati a cinque abbiamo avuto comunque due situazioni per fare gol. Quindi possiamo parlare di tattica ma anche e soprattutto di episodi la cui gestione va certamente migliorata. A livello personale c’è grande studio nelle varie partite, io studio sempre chi andrò ad affrontare personalmente. A volte il mister mi chiede di giocare sul play avversario, altre su altri avversari”.
ESPERIENZA. “L’anno scorso a gennaio avevo richieste dalla B ma non di club forti, così il mio procuratore mi ha suggerito una piazza ed un club importanti come Pescara dove ho fatto bene. Quest’estate ci siamo sentiti spesso con Corvino ed ho fatto questa scelta. Per me è più facile giocare con un tecnico come D’Aversa che vuole giocare contro tutte le squadre e che è pronto a scommettere su un calciatore arrivato dalla C e con zero esperienza in Serie A. Secondo me ho fatto un buon ritiro a Folgaria ed in campo mi trovo bene con i compagni. Secondo me dobbiamo gestire meglio la palla ma stiamo facendo bene. Pretendo tanto da me stesso e voglio dimostrare le mie qualità. Ci sono stati momenti in cui la gente non ha creduto in me e voglio dimostrare chi sono”.
ZEMAN. “E’ bello essere allenato da lui. Mi voleva davvero bene ed è uno che vuole divertirsi durante le partite, quindi fa divertire anche noi. Poi certo, in allenamento è dura e mi ha fatto lavorare sodo. Differenze con il 4-3-3 di D’Aversa? Ora noi stiamo meglio sulla fase difensiva. Noi centrocampisti offensivi facilitiamo il recupero palla con il pressing e siamo più corti come squadra”.
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Beh Rafia è bravo e spero diventi un top giocatore ma il paragone al momento è lontano
Hamza, assomigli a Loftus-Cheek, che ti troverai V sabato. Diventerai più forte 💛❤️