“Il mio stato dāanimo oggi ha due volti. Quello della felicitĆ per il goal in extremis che ha consentito al Lecce di pareggiare una partita che non avrebbe meritato di perdere, tantomeno nel giorno in cui si ricordavano Ciro e Michele a 40 anni dalla loro tragica morte. E quello della mortificazione per la sassaiola che ha investito il pullman di tifosi rossoblu scesi alla stazione e diretti allo stadio.
Non riesco a non pensare alle telefonate che mi aggiornavano dellāaccaduto in diretta. Alle foto che documentavano il blitz. Per fortuna senza feriti”.
CosƬ ieri sera su Facebook, il sindaco Carlo Salvemini. Il primo cittadino si ĆØ soffermato sull’assalto da parte dei tifosi del Lecce a un pullman che trasportava i supporters del Bologna. “Ho provato amarezza, disagio, rabbia. PerchĆ© non ĆØ questo il nostro modo di vivere il calcio, la competizione per il risultato, lāorgoglio dei propri colori e bandiere.
Non sono ingenuo. Ć che proprio non riesco a considerare normale che una domenica mattina un pullman con cittadini in trasferta a Lecce – tali sono ancor prima di essere tifosi – debba essere scortato da volanti della polizia. E nonostante questa precauzione essere oggetto di un attacco premeditato da parte di un gruppo di giovani e meno giovani – armati di pietre e bastoni.
So bene che queste scene si consumano ogni domenica in tante cittĆ dāItalia durante lo svolgimento dei campionati di calcio. Chi oggi ĆØ stato aggressore ĆØ stato in passato aggredito. Che ĆØ complicatissimo sradicare una cultura che ĆØ diffusa non solo nel nostro Paese ma ovunque. Ma ĆØ una constatazione che non mi consola. PerchĆ© appunto ĆØ questa rassegnazione che ha trasformato lāeccezionale in ordinario.
Mi piace credere che anche su questo fronte la nostra cittĆ , grazie al lavoro fatto dallā U.S. Lecce per riportare famiglie allo stadio, possa offrirsi come modello e riferimento per tutti. PerchĆ© conosco lāanima profonda dei tifosi leccesi che gremiscono gli spalti con spirito non violento e so che hanno sensibilitĆ e intelligenza per accogliere gli avversari sportivi con cori ironici e striscioni originali. Non con le pietre.
Avrei potuto sorvolare su quanto accaduto. Decidere di rubricarlo come ordinaria amministrazione. Ma da sindaco non riesco a voltarmi dallāaltra parte. La scelta del silenzio equivarrebbe per me ad una sconfitta, una resa.
Per questo ho deciso di dare voce al mio stato dāanimo.
Per quanto accaduto stamattina vicino allo stadio porgo le mie scuse, a nome della cittĆ , ai tifosi bolognesi, e vicinanza al personale SGM”.
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Per quanti non lo sapessero caro Sindaco, più di una volta a Bologna noi leccesi abbiamo ricevuto lo stesso trattamento. Non sono una tifoseria per niente ospitale, la loro specialitĆ sono le imboscate nei pressi dello stadio Dall’Ara, mi ĆØ capitato personalmente in passato di subire aggressioni verbali ed anche fisiche l’ultima volta con tanto di furto dello zainetto, sciarpe… Di sassate ,insulti di stampo razzista e provocazioni ne abbiamo subite a centinaia.. Ma non mi risulta che il Sindaco di Bologna si sia mai scusato. Premetto che io condanno tutte le forme di violenza, e non giustifico tali comportamenti.
concordo