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Pierotti, l’ala atipica tutta fisico e classe dall’Argentina per ampliare le soluzioni di D’Aversa

Tutto quello che c'è da sapere su Santiago Pierotti, il nuovo esterno d'attacco del Lecce di mister D'Aversa

Santiago Pierotti è il primo rinforzo per il mercato invernale del Lecce, il cui reparto avanzato è ora completato dall’estro e dalla fisicità di questa ala atipica proveniente dall’Argentina. Ieri ha svolto il primo allenamento con i nuovi compagni, oggi le prime parole ufficiali, domenica potrebbe arrivare anche il debutto. Ma andiamo a presentarvi nel dettaglio il nuovo attaccante di Roberto D’Aversa.

Santiago Pierotti nasce il 3 aprile del 2001 a Pilar, a 60 chilometri dal centro di Buenos Aires, della cui grande area metropolitana fa parte. Oltre al passaporto della nazione sudamericana in cui è nato possiede anche quello italiano, per motivi facilmente intuibili dal suo cognome. Soprannominato dagli amici El Chino per la forma dei suoi occhi, per muovere i primi passi nel calcio potenzialmente professionista è tuttavia costretto a spostarsi qualche centinaio di chilometri più a ovest, a Santa Fe. Nel 2014, a 13 anni di età, entra infatti nelle giovanili del Colon.

Con il piccolo ma storico club Sabalero. Dopo tutta la trafila nelle giovanili rossonere, ecco ad aprile 2019 l’esordio con i grandi: Colon-Tigre 0-0, incontro di Copa de La Superliga. Nelle seguenti settimane, invece, arriveranno anche le prime uscite in Coppa Argentina (con gol) contro il Sol de Mayo e in Copa Sudamericana con il River Plate di Montevideo. Nella stagione seguente, poi, ecco l’esordio in Primera Division, anche stavolta contro i rossoblù del Tigre.

Dopo due annate a singhiozzo utili soprattutto per l’approccio con il calcio che conta, a vent’anni ecco la prima stagione da protagonista. E’ il 2021 e, oltre a contribuire con 17 presenze all’ottimo settimo posto del Colon, scrive il suo nome nella storia del sodalizio santafesino andando a vincere il primo trofeo rossonero di sempre, la Copa de la Liga Profesional. Dopo aver giocato continuità e segnato un gol nella prima parte della manifestazione, mette il marchio in semifinale con il centro del definitivo 2-0 sull’Indipendiente. In finale, poi, sarà un altro club di Avellaneda a capitolare, il Racing Club, battuto con un sonoro 3-0. Per Pierotti 10 minuti finali utili per restare nella storia.

L’anno dopo, il 2022, è quello invece dell’esordio in Copa Libertadores, in cui disputa cinque match, nonché il più prolifico con quattro centri tra campionati e coppe. Crescerà anche il suo impiego dall’inizio, fino a raggiungere il massimo di utilizzo nell’anno appena concluso con un totale di trentasei gettoni. Sempre nel 2023 avrà l’onore di essere convocato da Javier Mascherano nell’Under 23 Argentina in preparazione delle qualificazioni per la prossima Olimpiade. Con la stessa selezione non esordirà (al contrario di quanto fatto in amichevole con l’Under 18 ed in match ufficiali con l’Under 20), riuscendo a consolarsi con una foto sul campo d’allenamento con l’idolo di sempre, Lionel Messi. In patria lo hanno paragonato a Julian Draxler e, per certi versi, ricorda anche Javier Pastore.

Ben 189 centimetri d’altezza, Pierotti nasce trequartista centrale pur avendo a lungo poi giocato da falso 9 sfruttando la fisicità. Le movenze restano tuttavia quelle del fantasista, che con il passare delle stagioni si decentrerà fino ad essere utilizzato con continuità, soprattutto nelle ultime due stagioni, come ala destra. Un’ala destra atipica, certo, con più falcata, tecnica e classe che scatto bruciante (un po’ l’opposto di Almqvist, per intenderci) e per questo in grado di dare eterogeneità al reparto attaccanti del suo club. Nell’undici di Roberto D’Aversa dovrebbe agire proprio in quel ruolo, anche se il suo eclettismo suggerisce anche eventuali esperimenti.

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Sagiannu
Sagiannu
1 mese fa

A dire il vero dal modo in cui è entrato in juve Lecce e le palle che ha toccato e come non sembra questo fenomeno di cui si parla…….

Roberto
Roberto
1 mese fa

È già fenomeno per voi

Commento da Facebook
Commento da Facebook
1 mese fa

L’ala deve scappare da noi

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