#25AnnifA – Sesa: “Perfetto vincere il campionato al mio primo anno”

L’attaccante svizzero ha partecipato al nostro speciale sul 25°anniversario della promozione in A del Lecce 1998/1999

(di Davide De Santis*)-David Sesa parla di annata perfetta in quanto l’obiettivo prefissato fu raggiunto: “Per me è stato perfetto vincere il campionato già al mio primo anno in Italia. Sapevo comunque che quello era l’obiettivo della società, Corvino già al nostro primo incontro mi disse chiaramente che la squadra era appena retrocessa dalla Serie A ma c’era la ferma volontà di ritornare nella massima serie. La società era molto determinata di vincere subito affidandosi a Corvino che poi ha fatto la storia del Lecce. Il Direttore Sportivo in quell’annata aveva costruito una squadra molto competitiva affiancando a dei giocatori esperti, come Lorieri, Giannini, Casale, Bellucci, alcuni giovani validi come Matteo Ferrari e Manuele Blasi che poi hanno avuto un’ottima carriera”.

L’ambizione del Lecce fu fondamentale per la scelta di Sesa, in quella stagione alla sua prima esperienza a Lecce: “Oltre a quella del Lecce avevo anche altre offerte, in particolare un’altra dall’Italia e una dalla Germania. Mi incontrai a Milano con Corvino e l’Amministratore Delegato Fenucci che subito mi convinsero con il loro progetto. C’è da dire che il Lecce godeva di un’ottima reputazione anche societaria e per me anche questo era un fattore fondamentale nella scelta. Avere una società forte alle spalle che ha voglia di vincere subito il campionato era importantissimo”.

Sesa fu il punto fisso di un attacco dove si verificò la “staffetta” tra Margiotta e Stellone: “A me non cambiava molto giocare con Massimo (Margiotta, ndr) o con Roberto (Stellone, ndr). Avevano però caratteristiche diverse, Margiotta era un uomo d’area, un vero bomber che vedeva molto bene la porta. Stellone, invece, era un giocatore più tecnico, ma allo stesso tempo forte fisicamente, che partecipava di più alla manovra della squadra. Comunque sono stati due giocatori importanti che hanno segnato dei gol determinanti per vincere il campionato”.

L’elvetico parla poi delle sue caratteristiche da jolly d’attacco: “Già in Svizzera, nel club e in nazionale, avevo giocato sia da attaccante esterno. a destra o sinistra. sia da seconda punta alle spalle di un punta centrale, quindi non era un problema per me svolgere entrambi i ruoli. Questa mia caratteristica tattica Corvino e Sonetti la conoscevano benissimo e infatti sono i ruoli che poi ho svolto anche nel Lecce nel corso della stagione. L’allenatore, poi, è stato molto bravo a individuare le qualità dei singoli giocatori che aveva a disposizione per metterle al servizio della squadra”.

Il Lecce si rialzò in un annata difficile, caratterizzata anche da momenti di contestazione: “Una retrocessione porta sempre con sé dei problemi. Con il tempo si è riusciti a riportare nuovamente l’entusiasmo che ci voleva per centrare l’obiettivo in un campionato molto competitivo e complicato. Sonetti, poi, era un allenatore navigato che con grande esperienza ha saputo gestire il gruppo. Noi sapevamo quali fossero le nostre qualità e quello che potevamo fare nonostante c’erano tante altre squadre attrezzate per la promozione. Comunque quando i tifosi, passata l’iniziale delusione, hanno capito che poteva essere l’anno buono ci hanno dato tutto il sostegno necessario. Il campionato si è poi concluso con una grande festa e grande gioia da parte di tutti”.

Infine sul gruppo: “Ti devo dire la verità, eravamo un gruppo davvero coeso. Andavamo tutti d’accordo. Spesso si andava anche a mangiare tutti insieme. Personalmente avevo legato molto con Conticchio, un bravissimo ragazzo, e con Francesco Cozza che poi a gennaio venne ceduto. Quelli di Lecce, comunque, sono stati per me due anni fantastici e ne parlo sempre con piacere!”

*Fondatore della pagina Lecce Amarcord

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