Federico Coppitelli dice la sua sulle accuse piovute al Lecce dal presidente della FIGC Gabriele Gravina che ha tirato in ballo la sua squadra fatta perlopiù di stranieri Campione d’Italia Primavera 2022/2023: “Sono 15 anni che lavoro nei settori giovanili, chi è dentro i problemi li conosce bene. In Italia ci fermiamo spesso a trattare la superficie dei problemi, veniamo tirati in ballo noi allenatori o questo discorso degli stranieri del Lecce. Gli esempi di sacrifici la fatica che facciamo per stare anche solo nel settore giovanile ed avere la massima professionalità tra i ragazzi sono infiniti. Se si volesse migliorare effettivamente la capacità del nostro paese di produrre talenti gli obblighi che andrebbero messi alle società sarebbero differenti, anche per favorire le possibilità ai giovani. Io credo che il nostro esempio che viene tirato in ballo invece doveva essere un monito”.
L’allenatore si spiega meglio: “Noi come Lecce non è che abbiamo preso un giocatore del Real Madrid, uno dal Bayern Monaco e uno dal Manchester United. Lo scouting grazie al quale abbiamo vinto il campionato è stato fatto portando a casa un finlandese, un estone, due rumeni, un danese come Dorgu appunto, un albanese. Insomma, ragazzi che non arrivavano da chissà quali realtà. Più che quello che dice Gravina, farei la domanda opposta. Il Lecce vince con 10 punti di vantaggio con ragazzi come Dorgu, che non aveva un contratto da professionista in patria. Lui, Berisha, Borbei e Burnete li abbiamo portati in prima squadra: il nostro lavoro è stato fatto bene. Il direttore Corvino ha spiegato benissimo perché vengono presi i giocatori stranieri. Più che pensare a quello mi farei due domande sul fatto che uno debba prendere giocatori stranieri per essere competitivo. E si parla come dicevo di un estone, un finlandese, un rumeno, un albanese, un danese, quindi realtà che in teoria dovrebbero essere, fra virgolette, inferiori alla nostra cultura calcistica oggi. Invece il Lecce stravince il campionato…”.
Parlando con il trainer 39enne, si affronta l’argomento Patrick Dorgu, gioiello più prezioso della bottega Lecce: “Come ha detto benissimo mister Gotti, Patrick ha delle qualità che lo rendono secondo me speciale. Unisce tante cose che nel calcio moderno sono importanti e quindi dal mio punto di vista è un ragazzo destinato a fare una carriera secondo me di primissima fascia”.
A livello generale, Coppitelli dribbla il pensiero che vede le squadre B come una soluzione focalizzandosi più sull’assenza di giocatori già pronti per la nazionale “alla Yamal”: “Per quei giocatori non sono i percorsi collettivi a fare la differenza. A noi non mancano i giocatori di buon livello, mancano i campioni”. Il perché è da raccogliere nel lavoro dei club poco avvezzo a un’ottica prospettica e al rischio di schierare ragazzi talentuosi. Coppitelli conclude: “Guardate Dorgu: fa zero presenza di prima squadra l’anno prima, ma l’anno dopo con D’Aversa è titolare. Questo è un passaggio che da noi manca e rende i percorsi dei giocatori più lunghi. Le seconde squadre possono aiutare, ma non so quante prime squadre oggi vedano realmente in un giovane della primavera una risorsa e vedano le sue qualità prima che le dimostri. Donnarumma oggi è una colonna però è stato bravo il Milan a farlo giocare a 17 anni, facendogli fare un percorso da fenomeno. Io ho allenato Frattesi, Scamacca, Buongiorno, adesso sono all’europeo però hanno dovuto fare percorsi diversi molto più tortuosi. Mi chiedo: se su Scamacca si fosse puntato a 16 anni, da parte della Roma per esempio, è chiaro che magari quell’anno poteva essere meno incisivo di chi c’era titolare, ma gli davi la possibilità di fare il percorso diverso. Ci vuole coraggio”.
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Parla pure Coppitelli che doveva far giocare i ragazzi della cerchia di una persona. Ma il lavoro che fece il direttore Del vecchio quando arrivò dovette riorganizzare tutto senza grandi risorse poi arrivò il grande mago che oscuro il lavoro di Del vecchio e i ragazzi Italiani e salentini x fare spazio al suo staff . Come fai a produrre calciatori x le bazionali? Vuoi salvare il calcio nazionale mettere un limite di stranieri nel settore giovanile e in prima squadra
Si la primavera serie a avete vinto dmnti, una competizione inutile che serve solo a formare i giovani italiani che arrivano dalle categorie inferiori giovanili, non danesi, bulgari o finlandesi
Se noi continuiamo con cura e dedizione a far crescere i giovani stranieri e gli allenatori di A e B pensano solo a salvarsi le chiappe supportati da una stampa pedestrement esterofila mettiamoci l anima in pace zero europei e zero mondiali .e non perdiamo tempo a guardare le partite della nazionale maggiore.
La follia, è che si cerchi la vittoria anche nei campionati Primavera e in altri giovanili. In passato si cercava invece la valorizzazione del giovane in funzione dell’ipotetico esordio in prima squadra. Ora si cerca invece lo sfruttamento del giovane in funzione di eventuali affari di mercato. Ecco perché si cercano giovani stranieri , considerati più pronti e professionali degli italiani.
Calcio in mano ai procuratori questo è il reale problema,fatto di raccomandazioni ,se hai un procuratore ai tot offerte se hai un altro procuratore zero….. inspiegabile parliamo dello stesso giocatore
Le società non fanno beneficenza e non spetta a loro preoccuparsi delle nazionali. Ognuno spende i propri soldi come vuole e programma la propria gestione come crede. L’ importante è che il mondo calcio viva delle proprie risorse e non gravi sui contribuenti. La federazione si deve occupare delle rappresentative giovanili con attenzione ,lavorando ad un progetto condiviso da tutti i tecnici.
Poteva solo stare zitto.
Troppi stranieri e poi ci lamentiamo dello squallore della nostra nazionale…
Purtroppo per i media dire che la La FIGC con la Nazionale ha fallito per colpa di scelte tecniche scellerate, come quella di Spalletti CT sarebbe per loro la fine, molti sarebbero radiati dall’ Ordine dei giornalisti, facile individuare nel Lecce il capro espiatorio, mi raccomando tutti muti su Gravina e Spalletti, sono rimasto basito e deluso dalle dichiarazioni di Ciccio Graziani ( che ho sempre stimato malgrado la sua esperienza in panchina nel reality Campioni, è risultato solo un gran simpatico ma nulla più) che oggi continua a dichiarare che il fallimento della Nazionale è colpa del Lecce.
Ha vinto con danesi, rumeni e albanesi: non mi pare che sia un gran vanto. E’ come contare sugli altri e non su se stessi.Povera Italia!!!!